Il Tirreno

Ugl, Daniele Pepe vicesegretario regionale

Sara Lavorini
Ugl, Daniele Pepe vicesegretario regionale

Entrano nel direttivo toscano del sindacato anche Bruno Quieti e Manuel Buttini

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MASSA. All’Hotel Ac di Pisa, la segreteria Toscana della Ugl ha rinnovato il direttivo: Giuseppe Dominici è il nuovo segretario regionale, ha 48 anni e vive a Pitigliano ed è dipendente della società di trasporto pubblico Tiemme spa da 22 anni oltre che da 15 anni segretario regionale degli autoferrotranvieri; Daniele Pepe di Massa-Carrara sarà vicesegretario regionale e gli altri componenti del comitato dirigente saranno Marco Turcheria di Arezzo, Sabrina Nigro di Piombino, Marco Visibelli di Lucca, Augusto Ghinelli di Firenze, Marco Cecchi di Pisa, Marco Marinari di Livorno, Antonio Vittoria di Pistoia e Giorgio Simoncini di Pisa. Per la provincia di Massa-Carrara, si sottolinea in una nota, è stato un giorno importante in quanto è stato apprezzato il lavoro svolto sul territorio proprio dal giovane Daniele Pepe nominato vicesegretario regionale all'unanimità e, anche Bruno Quieti e Manuel Buttini entrambi apuani, sono stati eletti a pieni voti membri del Consiglio direttivo regionale.

«Sono onorato e grato per il nuovo incarico, ma sono perfettamente consapevole che le responsabilità aumenteranno – ha dichiarato Daniele Pepe – e sono orgoglioso che a livello regionale è stata riconosciuta la forza e la bontà della comunità massese dell’Ugl. Questa nuova avventura mi permetterà di dare maggiore impatto sindacale alle vertenze che stiamo seguendo in provincia e di portare un contributo maggiore».

Durante il congresso è emerso, si aggiunge nella nota, anche un vecchio principio che la Ugl da anni va proponendo, ovvero la partecipazione agli utili nelle aziende, da parte dei lavoratori. «Molti non si fidano più delle organizzazioni sindacali per diversi motivi – ha affermato Dominici – il nostro gruppo cercherà di riconquistare la fiducia delle persone, non con le parole, ma con i fatti. Fare sindacato oggi è più difficile, perché a differenza del passato, non ci dobbiamo e non ci vogliamo occupare soltanto dei dipendenti, ma anche di tutti quei lavoratori che hanno una falsa partita Iva, ma che in realtà sono dipendenti senza nessuna tutela».

Fra i vari interventi c’è chi ha parlato della necessità di una legge che stabilisca un limite agli stipendi e alle pensioni più basse sotto il quale non si possa scendere, ma anche un limite per stipendi e pensioni più alte, che non dovrebbero arrivare a pensioni di 81.000 euro mensili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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