Il Tirreno

Lotta all’erosione, la ricetta si chiama ripascimento fai da te

di Manuela D’Angelo
Lotta all’erosione, la ricetta si chiama ripascimento fai da te

La Regione snellisce l’iter per gli interventi dei privati E promette investimenti immediati nelle zone “calde”

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di Manuela D’Angelo
MASSA. La Regione Toscana incontra gli amministratori locali per affrontare il problema dell’erosione costiera e stabilire interventi di ripascimento ad hoc per i singoli balneari, in attesa che si compia il progetto del maxi ripascimento da 11 milioni di euro (non prima di un anno e forse due estati).

L’incontro era stato richiesto dall’amministrazione a seguito delle numerose e pericolose mareggiate che hanno devastato la costa apuana negli ultimi mesi, per capire a che punto fossero i progetti avviati dalla Regione per intervenire con risorse pubbliche sulle spiagge e intanto trovare soluzioni più immediate e consone alle esigenze dei balneari. L’assessore all’Ambiente e difesa del suolo della Regione, Federica Fratoni, è stata accolta a villa Cuturi, a Marina di Massa, dal sindaco Alessandro Volpi e dal vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Uilian Berti. Insieme hanno ascoltato anche la voce diretta dei balneari, che partecipavano con alcune delegazioni. La Fratoni ha portato al sindaco Volpi, e agli operatori del settore, una grande novità: entro fine mese la Regione firmerà una delibera con cui i balneari verranno autorizzati ad interventi singoli di ripascimento privato, presentando semplicemente domanda e certificando la provenienza delle sabbie. Una svolta nel settore, secondo gli addetti ai lavori, perché prima il procedimento era molto lungo e difficoltoso: i balneari, in pratica, non erano messi in condizione di procedere personalmente al ripascimento della costa, perché dovevano passare dalla caratterizzazione delle sabbie e ottenere la procedura di impatto ambientale. Per questo motivo nessun balneare ha quasi mai effettuato da solo l’intervento, aspettando invece quelli generali previsti da Regione o Provincia, che di solito avvenivano quasi sempre a ridosso della stagione estiva, tardivi e poco incisivi. La delibera della Regione, che oggi rende più agevole l’iter di richiesta per i balneari che vogliano ripascere il proprio tratto di costa, è resa possibile da un primo grande intervento della Toscana sulle coste apuane, grazie al quale la caratterizzazione delle sabbie e la procedura di impatto ambientale è già stata effettuata. Al balneare, quindi, non rimane che fare domanda per chiedere la possibilità di intervenire, presentando la certificazione delle sabbie utilizzate che, ovviamente, possono essere estratte tramite idrovora dal nostro stesso mare. «Un risparmio di tempo - ha commentato il vicesindaco Berti - e anche di denaro, perché ogni balneare può intervenire privatamente, senza dover effettuare la caratterizzazione delle sabbie. Credo che molti operatori del tratto Ronchi-Poveromo usufruiranno di questa possibilità».

L’incontro è stato molto sentito e partecipato: «Era stata una esigenza degli operatori di settore - aggiunge Berti - parlare con la Regione e chiarire alcuni punti sui progetti futuri della costa apuana. Le mareggiate degli ultimi mesi hanno messo in ginocchio un intero settore e i tempi delle amministrazioni pubbliche non bastano più. Ora i privati possono fare da soli». L’amministrazione massese è riuscita anche a strappare un’altra promessa alla Fratoni: interventi specifici di messa in sicurezza degli stabilimenti che hanno subito danni durante le mareggiate (si tratta soprattutto di quelli davanti alla ex colonia Motta). Il Comune si è impegnato a fornire alla Regione le schede dettagliate dei punti pericolosi (strutture, scogliere e pennelli a rischio crollo), con una stima dei danni e dei costi da sostenere e la Fratoni si è impegnata a trovare risorse entro l’inizio della stagione balneare. Sul tavolo dell’accordo, infine, ci sono anche i due grandi progetti già finanziati, per circa 13 milioni di euro, ma che devono ancora vedere le gambe: il ripascimento del tratto Ronchi- Poveromo, ultimo pennello fino al Versilia e il maxi intervento da 11 milioni di euro per le scogliere a ponente del Frigido fino alla foce del Lavello. Lavori che in parte prevedono fondi e gare europee e che quindi dovranno aspettare ancora un anno e forse due estati prima di essere realizzati.

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