Il Tirreno

Carabinieri in tribunale: «La politica non c’entra»

di Alessandra Vivoli
Carabinieri in tribunale: «La politica non c’entra»

Aldo Giubilaro: dicevano che sarei stato candidato alle prossime elezioni «I fatti hanno dimostrato il contrario, sarò magistrato anche dopo la pensione»

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LUNIGIANA. Un procedimento giudiziario delicato (che non è ancora entrato nel vivo visto che siamo nella fase dell’udienza preliminare) e una indagine che ha scosso le caserme della Lunigiana portando a una trentina di carabinieri iscritti sul registro degli indagati, per cui la procura ha chiesto il processo, per la vicenda dei presunti maltrattamenti ai danni di cittadini stranieri.

Per quel che riguarda il tribunale, l’appuntamento davanti al gup Fabrizio Garofalo è per il prossimo 21 febbraio. Intanto senza entrare nel merito della vicenda il procuratore capo, Aldo Giubilaro, si toglie qualche sassolino dalla scarpa replicando ai rumors che, fino a qualche settimana fa lo vedevano come candidato alle elezioni politiche. «È una voce molto superficiale dal momento che i fatti hanno dimostrato essere del tutto infondata - spiega il procuratore capo - Tanto è vero che sono scaduti i termini per la presentazione delle candidature e io non figuro in nessuna lista, di nessun partito e in nessuna circoscrizione. Chi fa affermazioni di questo genere è evidentemente persona interessata, oppure non mi conoscere».

«Sono magistrato dal 1975 e lo sarò fino al pensionamento - conclude il procuratore Aldo Giubilaro - anzi anche dopo».

Uidenza preliminare: a che punto siamo. Nell’udienza a inizio settimana il gup Garofalo ha assegnato l’incarico di trascrivere le ultime intercettazioni rimaste (quelle ambientali) al consulente. Il perito si è preso novanta giorni di tempo per completare il suo lavoro. Un nodo importante da sciogliere visto che proprio sulle conversazioni (telefoniche e ambientali registrate) sono al centro della maxi indagine.

Sfilano le presunte vittime. È fissata per il prossimo 21 febbraio l’udienza preliminare in cui sfileranno le presunte vittime dei pestaggi che, secondo l’accusa, sarebbero avvenute nelle caserme della Lunigiana a seguito di servizi di controllo sul territorio.

Nell’aula, a porte chiuse si cercheranno di ricostruire i fatti, in particolare l’episodio di violenza che il cittadini stranieri ha raccontato agli inquirenti di aver subito dal brigadiere Alessandro Fiorentino. È stato il sostituto procuratore Alessia Iacopini a chiedere l’incidente probatorio per i testimoni dalle cui prime dichiarazioni è partita tutta l’indagine.

Le intercettazioni. Saranno tradotte dal consulente del tribunale, e, soprattutto, saranno la copia conforme delle intercettazioni contenute nel server della procura. Così hanno voluto le difese e per questo si sono “battute” nel corso delle udienze precedenti.

Insomma le intercettazioni entrano nell’udienza preliminare: proprio quelle frasi, quelle conversazioni (telefoniche o avvenute nelle auto di servizio) finite nel maxi faldone della procura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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