Il Tirreno

il gruppo consiliare di maggioranza 

«Paghiamo l’inerzia di chi ha amministrato»

«Paghiamo l’inerzia di chi ha amministrato»

Dell’Amico: ci auguriamo che sia il Parlamento a risolvere finalmente la questione 

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CARRARA. Beni estimati, il giorno dopo. È di ieri la pubblicazione della sentenza con la quale il tribunale di Massa ha riconosciuto la natura privata di parte dei bacini estrattivi, ed il gruppo consiliare di maggioranza in un comunicato stampa prende atto della pronuncia.

«Certamente non è quello che avremmo voluto sentirci dire – questo il parere del capogruppo Daniele Del Nero – ma non è davvero questo il passaggio dal quale aspettavamo risposte definitive, anche nel caso in cui la sentenza fosse stata di segno diametralmente opposto. Era e rimane un percorso destinato ad andare avanti, fino all’ultimo grado di giudizio o fino al momento in cui una legge nazionale non faccia finalmente chiarezza sul tema. Resta il fatto che per l’ennesima volta ci troviamo costretti a rammaricarci di come l’inerzia e l’incapacità di chi ha amministrato questo territorio abbiano di fatto privato la collettività di importantissime risorse. Anzi in questa sentenza – per la prima volta e con nostra grande perplessità – il comportamento passivo delle precedenti amministrazioni viene quasi elevato al rango di elemento probatorio sottolineandone ancora, e davvero non ce n’era bisogno, le gravissime responsabilità».

Alla necessità di un atto parlamentare si richiama anche Stefano Dell’Amico, già presidente della commissione marmo. «Il tribunale di Massa non ha mancato di citare la Corte Costituzionale con il riferimento alle ormai note plurisecolari inefficienze dell’amministrazione, ma non ha fatto menzione di un altro passaggio fondamentale della sentenza del 2016 nella parte in cui sostiene che – testuali parole – la potestà di interpretazione autentica spetta a chi sia titolare della funzione legislativa nella materia cui la norma è riconducibile. Ci auguriamo dunque che sia il Parlamento a risolvere finalmente la questione, e naturalmente anche in questo senso confidiamo nelle elezioni politiche del prossimo 4 marzo».”

«Nonostante la sentenza del Tribunale di Massa – prosegue Nives Spattini, attuale presidente della commissione – e nonostante le difficoltà di coordinare il testo con le previsioni farraginose della legge regionale, andiamo avanti serenamente con il nostro lavoro sul Regolamento degli agri marmiferi, per dotare finalmente la città di norme al passo con i tempi. Stiamo apportando gli ultimi ritocchi ad un testo che sottoporremo prima a parere legale e porteremo poi in commissione, per un’analisi che ci auguriamo possa apportare ulteriori miglioramenti. Ci stiamo facendo carico con serietà ed impegno di un passato oggetto di continue censure, anche nelle aule dei tribunali, e siamo certi di riuscire in tempi ragionevolmente brevi a sottoporre al consiglio comunale il risultato del nostro lavoro».

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