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Musetti attacca: «Lievitati i costi di Apuafarma»
CARRARA. «Impennata di spese per il Consiglio d’amministrazione di Apuafarma. Da 16mila euro a 28mila. E nel frattempo il presidente incarica un battaglione di consulenti senza spiegarne il motivo....
CARRARA. «Impennata di spese per il Consiglio d’amministrazione di Apuafarma. Da 16mila euro a 28mila. E nel frattempo il presidente incarica un battaglione di consulenti senza spiegarne il motivo. Svanita la trasparenza e i bandi per titoli, ci sono incarichi che non si possono conoscere per mancanza di dati obbligatori sul sito»: l’affondo è di Gianni Musetti di Forza Italia, che se la prende con la gestione della più importante delle partecipate (farmacie, servizi sociali, cimiteri).
Aggiunge Musetti: «Non era ancora stato nominato il Presidente, dottor Luca Cimino, che il vicesindaco Martinelli si compiaceva dicendo che i costi sarebbero rimasti identici a quanto era stato previsto per l’Amministratore Unico. Niente di più falso. Infatti la precedente Amministrazione aveva cancellato il Cda e optato per l’Amministratore Unico, in seguito a questa decisione Fabrizio Volpi si era decurtato il compenso del 30%, recependo quindi 16.200 euro l’anno. Invece i 5 Stelle che a parole odiano gli sprechi e restituiscono i loro stipendi allo Stato, non hanno fatto in tempo ad “attaccare il cappello al chiodo” che avevano già deliberato il costo». Secondo Musetti, «Gli incarichi e le consulenze sono quanto basta per far gridare allo scandalo e allo spreco». Fra i consulenti cita l’ingegner Raoul Esposito; Maurizio Bertelloni Architetto; e ancora, il terzo incarico è riferito all’Avvocato Giallongo Natale di Firenze esperto tra l’ altro di partecipate. E Paolo Zanone, un informatico. Musetti sollecita l’immediata pubblicazione sul sito istituzionale di Apuafarma, dei compensi dei collaboratori e consulenti in base alla legge 33/2013.
E intanto, in una nota, l’ingegner Raoul Esposito spiega, in replica allo stesso Musetti, che «l'unico rapporto professionale intercorso è relativo ad un servizio tecnico di collaudo statico (incarico del 2015 conclusosi con l'emissione del certificato di collaudo nel febbraio 2017) per, attenzione attenzione, l'esorbitante cifra di € 800 (ottocento)».
(r.c.)
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