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Costa, piena vittoria al Tar Esultano l’azienda e la Cisl
Il sindacato: ora ci auguriamo che la nuova amministrazione getti l’ascia di guerra L’impresa dei rifiuti: finalmente possiamo anche pensare a investire e delocalizzare
ALBIANO MAGRA. Vittoria che pesa quella della ditta Costa di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze. L'ennesima vittoria, aggiungiamo noi. Infatti, ieri il Tar della Toscana ha accolto il ricorso dell'impresa Costa Mauro s.a.s. contro le ordinanze comunali n. 20 del 20 aprile scorso e n. 21 del 21 aprile scorso, firmate dal dirigente comunale del 1° settore del Comune di Aulla, l'architetto Franco Testa, ordinanze che avevano determinato la chiusura della ditta Costa nell'ottobre scorso, quando il Consiglio di Stato, presso il quale il Comune di Aulla e i cittadini albianesi No Costa si erano rivolti, aveva accolto il loro ricorso contro una precedente sentenza del Tar, che sospendeva le ordinanze di cui sopra. Una sentenza, quella di ieri, che rappresenta una autentica doccia fredda per i No Costa, ma anche una sentenza che sconfessa, di fatto, quanto deliberato dal Consiglio di Stato, visto che ad entrare nel merito, mettendo, forse, la parola fine a questa parte di vicenda, è stato il Tar.
Comprensibile, quindi, la soddisfazione della Cisl, il sindacato dominante fra i lavoratori e gli operai della ditta Costa. Un sospiro di sollievo affidato alle parole del segretario del presidio Fit-Cisl Massa-Carrara Toscana nord, Luca Mannini, e alla coordinatrice igiene ambientale Fit-Cisl Massa-Carrara, Linda Donati. «Ennesima vittoria dell’impresa Costa Mauro al Tar di Firenze contro il Comune di Aulla e il comitato dei No Costa, guidato da Walter Moretti. Sentenza chiara che non lascia dubbi - scrivono Luca Mannini e Linda Donati - sulle ragioni dell’impresa, che offre lavoro a circa 50 persone in Lunigiana. Come Fit-Cisl abbiamo sempre sostenuto i lavoratori, cui da anni viene negata la certezza di un posto di lavoro e il diritto di pianificare la propria vita e quella della loro famiglia. Questa sentenza conferma che abbiamo fatto bene a prendere le loro parti in tutti questi anni e che, anche recentemente, abbiamo fatto bene a effettuare 21 giorni consecutivi di presidio del Comune di Aulla, con relative manifestazioni e cortei per la città, per permettere la riapertura dell'impresa, chiusa per un’ordinanza di un dirigente che, evidentemente, tanto ragione non aveva. Ancora una volta il Comune di Aulla, come spesso in passato, ha avuto torto delle proprie ragioni. Ma quello che dispiace è che ha avuto torto spendendo, per l’ennesima volta, soldi pubblici. E per soldi pubblici non intendiamo solamente quelli spesi in spese legali ma anche quelli spesi in risorse umane! Quanti sindaci, quanti assessori, quanti consiglieri comunali, in questi anni, hanno speso ingenti quantità del loro tempo a occuparsi del caso “Costa”? Quanto tempo queste persone, elette dai cittadini di Aulla, hanno sottratto ai tanti problemi che affliggono la città? Per quanto tempo i cittadini elettori del Comune di Aulla vorranno vedere le loro tasse investite in “battaglie personali” contro un’azienda che, tra l’altro, offre lavoro ai propri cittadini? Adesso, dopo questa sentenza, ci auguriamo che la nuova Amministrazione del Comune di Aulla getti “l’ascia di guerra”, bandita anni fa dalle precedenti Amministrazioni, e finalmente inizi a vedere l’impresa non come un problema ma come una ricchezza. Un volano per l’economia della città e per tutto il territorio lunigianese. Un territorio, quello lunigianese, del resto come tutta la nostra Provincia, bisognoso di imprenditori e posti di lavoro per i nostri figli». Come ben si evince dall'intervento dei due sindacalisti, c'è un inedito, almeno per i toni, attacco al Comune di Aulla, che viene invitato, ben poco velatamente, a lasciare in pace la ditta Costa, a lasciarla libera di lavorare insomma. Chissà che ne pensano i No Costa, le cui battaglie per vedere tutelato il diritto a un ambiente di vita salubre continueranno, c'è da scommetterci.
Esulta la ditta Costa. «Il ricorso al Tar della nostra azienda è stato accolto. La sentenza è stata resa nota nel primo pomeriggio e nelle motivazioni smonta, punto per punto, tutte le argomentazioni della controparte sostenendo, tra l’altro, che “non esiste nessuna situazione di pericolo”. Questo chiude in via definitiva l’ennesima questione che è costata alla nostra azienda e ai suoi lavoratori “xx” giorni di chiusura che, alla luce del giudizio del Tribunale Amministrativo, non solo erano evitabili, ma sono stati frutto di chi ha “ingerito in un potere che non gli spetta”». A scriverlo, in una nota, è Silvia Costa, della ditta Costa. «A questo punto la situazione è chiarita e la nostra azienda, sperando di non trovare altri intralci, guarda al suo futuro con maggiore tranquillità e sta lavorando per ottenere l’autorizzazione pluriennale che è condizione per poter investire e prendere in considerazione l’ipotesi di delocalizzare gli impianti. Un sospiro di sollievo e una prospettiva che, ci auguriamo, siano condivisi da tutti e possano rappresentare un punto di partenza per garantire una nuova speranza di lavoro e di sviluppo per un territorio che ne ha un gran bisogno».
Gianluca Uberti
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