Italia
San Geminiano prepara il grande falò sul Verde
PONTREMOLI. Ormai il conto alla rovescia è quasi a conclusione. Domani sera l’appuntamento che vede i fuochisti di San Geminiano indiscussi protagonisti della scena con l’accensione del falò nel...
PONTREMOLI. Ormai il conto alla rovescia è quasi a conclusione. Domani sera l’appuntamento che vede i fuochisti di San Geminiano indiscussi protagonisti della scena con l’accensione del falò nel greto del torrente del Verde, subito dopo la conclusione della solenne cerimonia in Duomo in onore del patrono di Pontremoli.
Appuntamento che ormai fa parte integrante del calendario pontremolese e che mette di fronte, oltre alla voglia di realizzare un falò degno dell’aspettativa dei tanti (ci si augura) visitatori, anche due fazioni che sulla qualità, grandezza, durata e spettacolarità del loro fuoco mettono tanto del loro impegno durante l’anno. Perché, bisogna ricordarlo, il falò di San Geminiano è una risposta a quanto successo solo due settimana fa sulle sponde del Magra quando i sostenitori di San Nicolò hanno dato alle fiamme la loro pira gridando ai quattro venti la gioia della loro positiva prestazione.
Ma certo i fuochisti del patrono non arrivano all’appuntamento di domani con le mani in tasca: fascine e “bochi” raccolti e ben seccati durante l’anno sono ora pronti a divampare nell’aria con una fiamma potente capace di illuminare la serata pontremolese. Poi sarà campo libero per i sostenitori delle due parti chiamati a decretare il vincitore, con l’ipotesi molto probabile che per entrambe le tifoserie il vincente dell’edizione 2018 sarà il proprio falò.
Una sfida che è diventata tradizione, e che nasce da una rivalità medievale tra Guelfi e Ghibellini, che obbligò Castruccio Castracani a dividere la città in due con la fortezza di cui oggi solo rimane il Campanone e che si riflette nei bagliori dei due falò. E questa sfida, dopo un lungo periodo di appannamento, sta ritrovando da qualche anno una nuova giovinezza. Ed ora che manca poco all’accensione della pira, gli sguardi si alzano preoccupati (o speranzosi a secondo della tifoseria) verso il cielo sperando nell’annunciato miglioramento previsto dal meteo. Intanto la squadra “biancorossa” sta per trasferire sul greto del fiume la legna da accatastare a regola d’arte attorno al palo. Un “gioco” che sembra semplice, ma che nasconde capacità di posa in opera non indifferenti. Insomma quello dei falò è uno spettacolo che potrà apparire fuori dal tempo ma che appassiona. Tutto quindi è pronto per lasciare spazio alle torce e alle manovre di accensione che rappresentano forse il momento più delicato, in cui un minimo errore può compromettere la fatica di un anno di lavoro. Poi, quando tutto si sarà concluso, ognuna delle due parti reclamerà il proprio trionfo. In una sfida in cui le due compagini sono divise dai colori del proprio rione ma senza dubbio unite nel significato profondo di questa sfida e dall’amore per la propria città.
Riccardo Sordi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
