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Infezioni, nuove regole per ridurre il contagio

MASSA. Le infezioni si possono contrarre e si contraggono pure in ospedale. Si chiamano, per usare un termine tecnico, infezione correlata alle pratiche assistenziali. Sono infezioni che derivano...

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MASSA. Le infezioni si possono contrarre e si contraggono pure in ospedale. Si chiamano, per usare un termine tecnico, infezione correlata alle pratiche assistenziali. Sono infezioni che derivano spesso da germi che normalmente stanno nel nostro corpo, sulla cute o nell’intestino. Germi che diventano più forti nelle persone più deboli e che si sono fatti furbi e sanno resistere agli attacchi degli antibiotici. Lo spiega con cura la dottoressa Paola Vivani, responsabile della epidemiologia. Di antibiotici ne assumiamo troppi, li assumiamo male e i germi ci guadagnano. Certo c’è chi ha infezioni gravissime e trasmissibili per via aerea e quei pazienti stanno e devono stare in malattie infettive. Poi ci sono pazienti che hanno germi, magari silenti, non si sentono male, ma possono contagiare. Contagi meno gravi e che avvengono per contatto: perché tocco, perché uso le stesse posate, perché non mi lavo bene le mani. E se quel germe silente in chi sta bene, attacca chi invece è debole, beh l’infezione può diventare un rischio. Ecco, quindi, le nuove procedure che prevedono anche - cosa balzata agli occhi a molti - l’affissione di un cartello alla porta delle degenze in cui si spiega come comportarsi. Dalla cura massima dell’igiene delle mani alla necessità di evitare contatti per non fare da vettore e portare il germe da una parte all’altra. «Non si tratta di pazienti che devono stare isolati come quelli di malattie infettive, ma - ribadisce la dottoressa - della necessità delle buone pratiche». Per un monitoraggio completo, a tutti i pazienti che accedono all’area medica viene fatto un tampone rettale per verificare l’eventuale presenza, anche silente, di colonie di germi e attivare le procedure.

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