Il presidio
Manenti il negoziatore: «Riappacificherò questo Pd dilaniato»
Il neosegretario annuncia «dialogo e confronto con tutti» ma non si sbilancia sulla candidatura bis del sindaco Volpi
MASSA-CARRARA. Ha fatto il sindaco a Licciana, è stato consigliere provinciale – faceva il capogruppo –, è tra i più navigati politici locali. Ma l’incarico più complicato della sua carriera è quello che sta per assumere (sabato la nomina ufficiale). Quello di segretario provinciale del Pd apuano, spaccato e dilaniato, in perenne lite e voglia di divisioni. Enzo Manenti, 62 anni, lunigianese (come il suo predecessore Cesare Leri- e come il suo avversario poi ritiratosi Paolo Grassi) di Licciana, da poco pensionato dopo 42 anni di lavoro come dipendente civile nel ministero della Difesa, affronta la “missione impossibile” con la massima flemma possibile.
“Parleremo con tutti, confronto aperto con tutti, poi il momento della sintesi”, è il suo mantra. E che la sua elezione sia stata segnata dall’abbandono del concorrente Paolo Grassi, non lo scalfisce: «La mia volontà, il mio compito primario è di riunire il partito per superare tutto quel che è avvenuto negli ultimi anni. In questa ottica che ci fosse o meno un avversario nella corsa alla segreteria aveva un significato tutto sommato relativo. Da oggi, o meglio da sabato quando mi insedierò e avrò l’onore di cominciare a fare il segretario del Partito democratico, si lavorerà a un obiettivo comune: coinvolgere tutte le anime, le sensibilità, le componenti del partito sia a livello di assemblea, di direzione e di segreteria in una discussione comune». Discussione comune che avrà per temi centrali, dice ancora Manenti «i problemi del lavoro, i problemi dell’ambiente, dello sviluppo economico e culturale del territorio. Perchè il partito questo deve essere: un aiuto alla collettività a risolvere i problemi del territorio». «Le parole cardine del mio mandato saranno trasparenza, dedizione e volontà. Volontà di essere in mezzo alla gente. Dopodichè, dovremo prendere delle decisioni, fare una sintesi del confronto e questo spetterà alla segreteria».
Manenti, tuttavia, dovrà affrontare nel giro di poco anche campagne elettorali impegnative, le Politiche e le amministrative a Massa. Con poco tempo a disposizione e un partito, allo stato dei fatti, ancora a pezzi. Indicazioni precise, si come i Dem si muoveranno, il neo segretario non ne dà. Mentre la ricandidatura della deputata uscente Martina Nardi viene data già per sicura, Manenti si limita a dire: «Ci adopereremo per fare sì che il nostro territorio possa essere adeguatamente rappresentato sia nel collegio uninominale, sia nel proporzionale. Le decisioni sulle candidature saranno prese confrontandosi con livello regionale e nazionale del partito. Nomi? Per ora, non ci sono...».
Posizione ultra prudente anche sulle amministrative di Massa. «Si è avviato un percorso di ascolto della città che sarà intensificato nei prossimi giorni con incontri promossi dal partito che serviranno a individuare l’indice di gradimento del sindaco uscente Alessandro Volpi, a valutare come muoversi». Le primarie, dunque, si faranno? «Ripeto, bisogna prima fare valutazioni di vario ordine prima di decidere se è opportuno il ricorso allo strumento delle primarie». Intanto, però, facciamo osservare a Manenti, nelle file del gruppo Pd in consiglio c’è chi chiede apertamente le primarie e sta conducendo una specie di guerriglia a bassa intensità contro l’amministrazione sul Regolamento urbanistico. «Il partito – risponde il neo segretario – vuole il bene della città, e le figure che sono state elette in consiglio comunale devono impegnarsi per tirare fuori il meglio dal Regolamento urbanistico. Troveranno una sintesi, e noi li aiuteremo».
E così, annuncia, sarà a Carrara «dove bisogna riorganizzare il partito per dargli la forza di lavorare e tornare alla guida della città. Saremo pronti per la sfida».
Il mantra del dialogo, infine, vale anche per chi è fuori ma in qualche modo vicino al Pd. «L’intenzione è di chiudere questa pagine di lacerazioni di aprirne una in cui tutti abbiano possibilità di esprimere la loro posizione il loro pensiero. Aprendo il dialogo anche con chi è andato con Liberi e Uguali, se possibile così come con chi ha sensibilità vicine alle nostre, mi riferisco, ad esempio agli Arancioni a Massa».
Claudio Figaia
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