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«Zittite quei galli»: e per protesta sale su un traliccio
Il castelnovese non poteva più dormire per i chicchirichì. Il sindaco ha imposto al proprietario un pollaio chiuso
CASTELNUOVO MAGRA. È salito su uno dei pilastri che sostengono l’illuminazione del campo centro sportivo di Canale minacciando di lanciarsi nel vuoto. Il cinquantacinquenne castelnovese autore del clamoroso atto di protesta che ha attirato l’attenzione di decine di curiosi, in realtà non aveva la benché minima intenzione di farsi del male. La sua è stata una rivendicazione in salsa campagnola, molto curiosa: «Lo sanno tutti qui in via di Mezzo - ha urlato di sotto dove c’erano operatori della pubblica assistenza di Luni, vigili urbani, carabinieri e tanta gente - che quel mio vicino e i suoi galli, nel pollaio all’aperto, che urlano a squarciagola a ogni ora della notte non mi consentono di dormire. Non ce la faccio più, basta, è una situazione che deve finire».
Il primo ad intervenire, tra gli altri, è stato il sindaco di Castelnuovo Daniele Montebello - gli uffici comunali sono a poche decine di metri dall’impianto - che, valutata attentamente la situazione e invitando l’uomo a scendere senza farsi del male, ha predisposto un’ordinanza con esecutività immediata che impone al proprietario del pollaio di mantenere in un luogo chiuso i galli proprio per fare in modo che diano meno fastidio possibile.
L’autore della protesta – negli anni scorsi protagonista di iniziative dello stesso tipo a Santo Stefano e aCarrara - è rimasto sulla sua posizione per oltre due ore, prima di scendere intorno alle 13, soltanto dopo che il capitano Federico Silvestri, comandante della compagnia dei carabinieri di Sarzana, gli ha assicurato che l’ordinanza sindacale sarà fatta applicare alla lettera e che potrà riposare. Obbligo dunque di “Chicchirichì” molto sfumati, d’ora in poi.(g.p.)
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