Scopre i ladri, rimedia un occhio nero
Bonascola, travolta dai malviventi in fuga. Indagini sul furto alla scuola Dazzi
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CARRARA. Sentiva dei rumori provenire dall’appartamento vicino e, poichè aveva visto uscire la proprietaria, ha cominciato a insospettirsi.
Il forte ronzio avvertito, in realtà, era quello dei ladri che, introdotti in un’abitazione di Bonascola, passando da una portafinestra esterna, stavano cercando di aprire la cassaforte. La vicina di casa ha deciso di andare a vedere cosa stesse succedendo e così si è appoggiata alla porta suonando ripetutamente il campanello e gridando: «chiamo i carabinieri». A quel punto i malviventi hanno deciso di darsi alla fuga, lasciando il colpo a metà, e nel darsela a gambe hanno travolto, aprendo di scatto la porta, la signora che ha rimediato, finendo a terra un occhio nero.
Questo è uno degli ultimi (in ordine di tempo) dei furti, o tentati furti, che hanno fatto scattare l’allarme sicurezza su tutto il territorio, dai monti al mare. Sì perché in via Felice Cavallotti che, l’altra sera, i ladri si sono introdotti in una casa al quarto piano, utilizzando la chiave bulgara. Una volta all’interno hanno portato via tutto: denaro e gioielli, uscendo poi indisturbati dal palazzo.
Due furti che, come molti altri hanno in comune lporario, quello dell’aperitivo: sono stati compiuti infatti fra le 18 e 30 e le 19. Insomma al primo calare della sera i malviventi entrano in azione, entrando in palazzi che comunque sono abitati e sfidando la sorte escono spesso dalla porta principale.
Due colpi che arrivano a poche ore di distanza da quello che si è consumato nella scuola media Dazzi dove i ladri si sono concentrati sui tablet portandone via, come bottino, una quindicina insieme ad alcuni personal computer.
E proprio per quel che riguarda il furto nella scuola Dazzi i malviventi hanno agito spaccando a martellate i sensori di sorveglianza ma il sistema di allarme, è bene precisarlo, è andato in funzione per ben due volte. E la polizia è arrivata davanti ai cancelli della scuola in sette minuti, a tempo record. Solo che i ladri erano entrati dalla palestra e i cancelli erano chiusi. Gli agenti hanno quindi dovuto attendera l’arrivo della dirigente per poter poi entrare ma nel frattempo i malviventi sono andati a colpo sicuro e hanno svuotato l’armadio dove erano contenuti i tablet. Non senza aver prima smurato le porte .
Le indagini della polizia scientifica sono in corso e la presenza di impronte potrebbe rivelarsi fondamentale.
(a.v.)
Il forte ronzio avvertito, in realtà, era quello dei ladri che, introdotti in un’abitazione di Bonascola, passando da una portafinestra esterna, stavano cercando di aprire la cassaforte. La vicina di casa ha deciso di andare a vedere cosa stesse succedendo e così si è appoggiata alla porta suonando ripetutamente il campanello e gridando: «chiamo i carabinieri». A quel punto i malviventi hanno deciso di darsi alla fuga, lasciando il colpo a metà, e nel darsela a gambe hanno travolto, aprendo di scatto la porta, la signora che ha rimediato, finendo a terra un occhio nero.
Questo è uno degli ultimi (in ordine di tempo) dei furti, o tentati furti, che hanno fatto scattare l’allarme sicurezza su tutto il territorio, dai monti al mare. Sì perché in via Felice Cavallotti che, l’altra sera, i ladri si sono introdotti in una casa al quarto piano, utilizzando la chiave bulgara. Una volta all’interno hanno portato via tutto: denaro e gioielli, uscendo poi indisturbati dal palazzo.
Due furti che, come molti altri hanno in comune lporario, quello dell’aperitivo: sono stati compiuti infatti fra le 18 e 30 e le 19. Insomma al primo calare della sera i malviventi entrano in azione, entrando in palazzi che comunque sono abitati e sfidando la sorte escono spesso dalla porta principale.
Due colpi che arrivano a poche ore di distanza da quello che si è consumato nella scuola media Dazzi dove i ladri si sono concentrati sui tablet portandone via, come bottino, una quindicina insieme ad alcuni personal computer.
E proprio per quel che riguarda il furto nella scuola Dazzi i malviventi hanno agito spaccando a martellate i sensori di sorveglianza ma il sistema di allarme, è bene precisarlo, è andato in funzione per ben due volte. E la polizia è arrivata davanti ai cancelli della scuola in sette minuti, a tempo record. Solo che i ladri erano entrati dalla palestra e i cancelli erano chiusi. Gli agenti hanno quindi dovuto attendera l’arrivo della dirigente per poter poi entrare ma nel frattempo i malviventi sono andati a colpo sicuro e hanno svuotato l’armadio dove erano contenuti i tablet. Non senza aver prima smurato le porte .
Le indagini della polizia scientifica sono in corso e la presenza di impronte potrebbe rivelarsi fondamentale.
(a.v.)
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