Il Tirreno

«Un governo ombra vuole azzopparci Ma non ci fermerà»

di Manuela D’Angelo
«Un governo ombra vuole azzopparci Ma non ci fermerà»

Berti: c’è chi si riunisce di sera a casa di aspiranti sindaci Carioli: il partito democratico in mano ad azzeccagarbugli

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MASSA . C’è tutta la giunta (a parte l’assessore Giovanni Rutili, in vacanza) a fianco del sindaco Alessandro Volpi a spiegare alla città cosa sta accadendo in queste settimane, dal punto di vista politico e amministrativo e cosa accadrà nei prossimi mesi. E, soprattutto, sono tutti insieme nel ribadire che “il sindaco e la giunta non si dimetteranno”. Non per “attaccamento alle poltrone” ma per coerenza e responsabilità nei confronti dei cittadini.

«Le crisi politiche sono sempre esistite e si superano-inizia il sindaco- firmando una mozione di sfiducia contro chi, secondo la maggioranza, non è più in grado di amministrare. Qui invece di sfiducie non ne vedo- spiega Volpi-; se ritengono che io non abbia fatto il mio dovere, che io non sia più in grado di fare il sindaco, che non abbia più i numeri per stare in consiglio, allora mi sfiducino e io sono pronto ad andare a casa domani; ho il mio lavoro, non ho bisogno di fare il sindaco. Ma vedo poco coraggio».

Vedo invece- continua Volpi- «un voto di astensione in consiglio comunale per paventare una crisi di maggioranza non supportata dai fatti. Nessuno ha votato contro l’atto del bilancio consolidato. Nessuno ha voluto discutere dell’atto, che era perfetto e consegnava alla città tutta una serie di conti in ordine. Si sono astenuti, forse pensando che i voti di astensione servano ad aprire capitoli di trattativa, per mettere in difficoltà il sindaco, o dimostrare la debolezza politica di un partito. Io a questi giochetti non ci sto».

Per capire il punto della situazione è bene fare un passo indietro: al sindaco è mancata la maggioranza per quattro consigli comunali di fila, l’ultimo il 31 dicembre, il che non ha permesso l’approvazione del bilancio consolidato entro i termini stabiliti (è stato poi approvato lo scorso 5 gennaio). Nessuno, nella maggioranza, ha chiesto le dimissioni del sindaco. Lo ha fatto Movimento 5 Stelle che ha rispolverato una vecchia mozione di sfiducia del 2015, e che nessuno ha firmato, né allora, né oggi. Parte del consiglio comunale, che comprende anche una parte del Pd, partito di maggioranza, però, sembra aver voluto “sfidare” il primo cittadino facendo mancare più volte il numero legale. Una manovra che ora il sindaco vuole denunciare. «La giunta non si dimette- continua Volpi- perché credevamo in quell’atto e lo abbiamo approvato, e perché vogliamo approvare anche il Regolamento Urbanistico. Questi tatticismi, questo politichese, questi meccanismi bizantini non li capisco». Si va dunque alla conta: i 16 consiglieri che sono stati sempre presenti rappresenteranno da qui in avanti “la squadra” di cui potersi fidare. Gli altri «se hanno deciso di fare l’opposizione- dice Volpi- continueranno a farla anche dopo; non ci si può fare la guerra 5 anni e poi pensare di fare la pace per convenienza al momento opportuno».

E la giunta smaschera il consiglio: «Chi ha minato la macchina amministrativa- dice il vicesindaco Uilian Berti (Liberi e Uguali) vorrebbe amministrare domani al posto nostro. È come se avessero tagliato il ramo su cui volevano sedersi. Sono i rappresentanti di un governo ombra che si riunisce la sera negli studi di qualche professionista che ambisce a fare il sindaco; vigliacchi, che poi restano fuori dal consiglio comunale. E gli Arancioni? Dinosauri che non vogliono arrendersi all’estinzione».

Torna sulla questione assunzioni l'assessore al Personale Silvana Sdoga: «In consiglio ho sentito lezioni di moralità da politici che, quando amministravano, hanno causato quasi 2 milioni di euro di debiti fuori bilancio, attuando politiche scellerate, che hanno coinvolto le educatrici scolastiche. Da queste persone non accetto morali, visto che stiamo ancora pagando per i loro errori cercando di risolvere le questioni».

Parla invece delle responsabilità del suo partito, il Pd, Gabriele Carioli: «È il Pd che deve risolvere la questione, tornando a fare politica seriamente, ma purtroppo oggi è in balia dei vari azzeccagarbugli. Adesso dovremmo organizzare un congresso, luogo di profonda riflessione e discussione, in soli tre giorni. E’ svilente». E sulle primarie? «Guarda caso- conclude Volpi- chi fa mancare il numero legale in consiglio poi firma documenti per le primarie. Io le ho fatte le primarie, confrontandomi con gli altri candidati su programmi seri e precisi. Loro vogliono X Factor, non le primarie».

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