Il Tirreno

Troppe salme, obitorio in tilt per le festività

Troppe salme, obitorio in tilt per le festività

Tumulazioni e funerali rallentati per la chiusura di cimiteri e uffici, disagi per i famigliari e le imprese

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MASSA-CARRARA. Salme in coda, grande traffico di carri funebri, corone e cuscini di fiori all’obitorio del Noa che, nel lungo periodo di feste tra Natale ed Epifania ha registrato picchi di “tutto esaurito” che hanno creato disagi ai parenti dei deceduti e alle imprese che si occupano delle esequie.

Il fatto è che l’obitorio dell’ospedale di via Mattei – dove vengono composte le salme decedute dopo ricovero nei reparti al Noa – dispone di 10 posti per le bare. Troppo pochi per fare fronte alla “domanda” di queste settimane. Quando, a causa dei giorni di festa, il ritmo abituale dell’ultimo addio viene rallentato. Sportelli comunali (per il certificato di morte) chiusi, operai dei cimiteri a casa e anche l’attività dei forni crematori rallentata hanno fatto sì che il numero di salme un attesa di tumulazione sia cresciuto notevolmente in quei giorni, facendo “scoppiare” la struttura. Amici e parenti dei deceduti che cercavano a fatica uno spazio per vegliare e salutare il caro scomparso, difficoltà a piazzare le coprone di fiori e ad avere momenti di sacrosanta privacy che circostanze come queste esigerebbero.

«A Natale c’erano 17 bare e altrettanti trasporti funebri da fare. Ieri mattina dopo il week end dell’Epifania, le salme in attesa di essere tumulate erano 18. Un affollamento che ha costretto i responsabili dell’obitorio a collocare diversi feretri nella chiesetta attigua all’obitorio e in altri spazi. E provocando problemi a non finire per noi delle pompe funebri e per parenti e cari delle persone decedute che, in situazioni come quella della morte di un congiunto, certo dovrebbero avere un trattamento migliore», dice Marco Frediani delle Onoranze funebri Carraresi, una delle imprese che operano sul territorio. La sua voce è un po’ quella di tutti gli altri operatori del settore che si domandano perchè non è stata prevista e realizzata una sala mortuaria di maggiore capienza, visto che il Noa copre l’intera provincia. Anche perchè, fa rilevare ancorta Frediani, spostare all’obitorio di Carrara (ancora in funzione, ma utilizzabile solo per decessi avvenuti in casa), costa oltre 70-80 euro fra permessi e tasse varie.

Problemi, anche se di minore rilevanza, si sono registrati anche per i tempi di trasporto delle salme agli impianti di cremazione fuori provincia.

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