Il Tirreno

L’addio a Elise, impiegato innamorato del suo lavoro

di Alessandra Vivoli
L’addio a Elise, impiegato innamorato del suo lavoro

Si è spento a 63 anni Bianchi, storico dipendente dell’Agenzia delle Entrate Due mesi fa aveva avuto una crisi respiratoria. Sempre in ufficio fino al ricovero

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MASSA. Per i colleghi dell’Agenzia delle Entrate era una istituzione. Era l’impiegato esemplare, quello sempre a disposizione quando si trattava di dare una mano agli utenti, ma anche a chi divideva con lui la scrivania.

La sua dedizione al lavoro era tale che si era presentato in ufficio anche nell’ottobre scorso, il giorno in cui per una crisi respiratoria è stato poi ricoverato in ospedale. E qui si è spento nei giorni scorsi Elise Bianchi, 63 anni. Da quel 20 ottobre scorso le sue condizioni erano peggiorate di giorno in giorno, fino alla morte avvenuta il 2 gennaio, dopo una lunga degenza al Noa dove era stato ricoverato quando aveva accusato difficoltà respiratorie

Conosciutissimo tra quanti, privati o professionisti, avevano la necessità di registrare un contratto all’Agenzia delle Entrate, dove svolgeva il suo servizio da oltre trent’anni, lascia un grande vuoto. «E non solo nei suoi cari - scrivono in una nota i colleghi - ma anche tra chi ha avuto la fortuna di frequentarlo, come noi colleghi ed amici».

«A ragione - continua l’accorato ricordo dei colleghi dell?Agenzia delle Entrate - può dirsi di lui che in materia di imposta di registro era una vera istituzione, certamente per la sua esperienza, ma innanzitutto per la passione e dedizione con cui svolgeva il suo lavoro».

E i colleghi ricordano un episodio in particolare: «Elise era così attaccato al lavoro da venire in ufficio nonostante i numerosi dolori che da qualche anno lo accompagnavano. Basti dire, a tal proposito, che anche il giorno in cui è stato poi ricoverato, nonostante fosse visibilmente provato dalle condizioni di salute evidentemente già gravi, era comunque venuto prima in ufficio - spiegano i colleghi nella nota - Non a caso era un punto di riferimento per gli stessi notai, che a lui si rivolgevano per dubbi in tema di tassazione degli atti».

«In apparenza burbero, era di fatto un uomo di gran cuore, che sapeva con poche parole e con il suo sorriso accogliere quanti a lui si rivolgevano- continuano nel loro ricordo gli amici colleghi - Anche noi colleghi, oltre che per la sua elevata professionalità lo ricordiamo per la sua grande umanità. Ed oggi che piangiamo per la sua scomparsa, possiamo comunque ritenerci fortunati per averlo conosciuto, certi che il ricordo del suo grande sorriso ci accompagnerà sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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