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Nel ventre delle cave nasce lo spumante Straordinario
di Luca Barbieri
Parte da Ravaccione l’esperienza di Francesca Dell’Amico. Marmettola e bollicine: 300 bottiglie pronte fra un anno
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CARRARA. Proprio dove da qualche giorno si può ammirare il grande murale di Ozmo, all’interno della Marmi Galleria Ravaccione, Francesca Dell’Amico (della Marmo Tour) lancia la sua sfida “straordinaria”. Nel cuore della galleria, e nel “ventre” del monte Torrione, ecco infatti “Straordinario” un vino spumante metodo classico conservato all’interno della galleria, a 430 metri sul livello del mare, e ottenuto da uve autoctone dei colli apuani. «È una prova, certo, ma la curiosità è tanta, anche se non è semplice. La particolarità è questo microclima che rimane costante». Risponde così, sorridendo, Francesca Dell’Amico al primo paragone fatto con un altro prodotto che nel marmo viene conservato, il celebre lardo di Colonnata, ovviamente. «È nato tutto come uno scherzo – ci racconta – o meglio come una sfida: volevo fare qualcosa di diverso in contemporanea proprio al murale di Ozmo. E così ecco questo “Straordinario”, con metodo classico: tutto elaborato in famiglia con un esperto di vini, Almo Della Pina, che segue la procedura, ottenuto da uve autoctone dei colli apuani. Pensavo – prosegue – hanno fatto con il marmo birra e profumi, perché non il vino? ». E allora oggi ci sono circa 300 bottiglie (nella vasca di Torart piena di marmettola) che «saranno pronte circa tra un anno, probabilmente anche qualche mese in meno», lì nella galleria tra visite guidate ed escavazione («specialmente per la scultura»). Cinque, dunque, le fasi di lavorazione riportate nell’opuscolo dello “Straordinario”: dall’aggiunta della liqueur de tirage all’ultima fase della sboccatura con il congelamento del collo della bottiglia; nel mezzo i passaggi della presa di spuma (per un temperatura all’interno della galleria tra i 14 e i 16 gradi), l’affinamento sui lieviti e remunage sur pupitres (rotazione e inclinazione continua della bottiglia). «La procedura – spiega la Dell’Amico – è particolare. Inoltre ho fatto tutto a mano: la carta, l’etichetta a rame con la scritta “Straordinario”, il tappo e il collo della bottiglia con le perle, tipo gioiello. E poi attorno ho messo la marmettola che è presente anche nella vasca dove alcune bottiglie sono conservate. Il marchio, invece, e quindi il nome, è stato registrato per pietre e vini. Un regalo di compleanno per mio padre: noi abbiamo lo “Straordinario”». Nel frattempo anche sui social network è partito il tam tam sull’idea di Francesca Dell’Amico: tra l’attesa per l’assaggio (molta) e la curiosità, e chi ha fatto notare anche l’iniziativa della cantina nella cava Capraia (versante di Massa) con il vino del Podere Scurtarola (Massa). «Questa avventura – chiosa Francesca – non sarà semplice, ma ci riuscirò. In zona già molti hanno espresso curiosità e penso sarà qualcosa di speciale, con questo gusto delle nostre uve e poi qui, alla solita temperatura al centro della galleria, nel ventre del Torrione».
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