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Orti urbani sul Monte di Pasta: sono iniziati i lavori

Orti urbani sul Monte di Pasta: sono iniziati i lavori

MASSA. Sono partiti i primissimi lavori per realizzare gli orti urbani sul Monte di Pasta, collina inserita nel tessuto cittadino e molto frequentata. Niente che vada a intaccare il polmone verde o...

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MASSA. Sono partiti i primissimi lavori per realizzare gli orti urbani sul Monte di Pasta, collina inserita nel tessuto cittadino e molto frequentata.

Niente che vada a intaccare il polmone verde o la fruibilità dell’area, ma un progetto che, invece, darà modo di valorizzare il monte, diffondere la cultura dell’agricoltura e anche la socializzazione. Come previsto dal bando regionale «Centomila orti in Toscana», lo spazio deve essere condiviso e, con questo progetto del comune di Massa realizzato in collaborazione con Gams-giovani architetti Massa Carrara, anziani e bambini potranno collaborare e condividere le iniziative.

Un progetto da 90 mila euro complessivi cofinanziato dalla Regione con circa 70mila euro. Ieri mattina il vicesindaco Uilian Berti, il dirigente Fernando Della Pina e alcuni esponenti del Gams hanno mostrato il luogo in cui saranno formati i nove orti da 32 metri quadrati ciascuno. Nello spiazzo, al termine della passeggiata che porta alla cima della collina, ci sarà un piccolo spazio di 900 metri quadrati su un parco che misura circa 2,4 ettari; saranno vasche con passerelle pedonali e tendaggi per la raccolta delle acque piovane ed un utilizzo sostenibile del sito. Tramite un primo bando sarà affidata la gestione dell’area e un secondo bando servirà ad assegnare i singoli orti. «Abbiamo scelto il monte di Pasta perché gli orti urbani devono essere inseriti in un contesto urbanizzato – spiega l’assessore all’ambiente Berti – è sembrata un’ottima idea quella proposta dalle architette all’amministrazione anche per riqualificare un’area estesa; l’obiettivo è avvicinare i cittadini al luogo, ripopolare il monte».

Da sottolineare che quell’area resterà aperta ed accessibile a tutti, esattamente come ora, e agli orti potranno accedere anche cittadini diversamente abili tramite pedane in legno appoggiate sul terrapieno. La casetta, sempre nella piazzola in cima al monte, diventerà una sorta di sala multimediale per le scolaresche che avranno a disposizione anche un orto come laboratorio. Silvia Nicoli, Paola Pavoni ed Elisabetta Mosti del Gams sono «contente del finanziamento ottenuto da Regione Toscana perché è un mezzo per imparare a riutilizzare la terra e di socialità». (b.b.)

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