Bagni aspetta ancora «Costruite l’argine, viviamo nel terrore»
I lavori gestiti della Regione non riescono a decollare Il sindaco di Podenzana: «Prigionieri della burocrazia»
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PODENZANA . Sono tre le emergenze che sono tornate a galla, a causa della passata allerta rossa per il maltempo, nel Comune di Podenzana.
La principale è sicuramente quella relativa a località Bagni, perché se i lavori sull’argine sono terminati ad Aulla, lo stesso non si può dire per Bagni di Podenzana. Infatti, i lavori, finanziati e gestiti dalla Regione, devono ancora partire sulla sponda destra del fiume Magra, ovvero in località Bagni di Podenzana, per i quali si deve ancora andare a gara.
Ragion per cui, ogni volta che piove più del solito, il terrore regna sovrano a Bagni e nelle notti scorse è stato sicuramente difficile prendere sonno per chi vive lì. Pertanto, il sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, si schiera dalla parte dei cittadini, alcuni dei quali costretti ad alzarsi alle 3 di notte per salvare la macchina, come è accaduto in una delle notti scorse, e sollecita la Regione Toscana a fare presto.
«Per ora è stato fatto soltanto lo sminamento – commenta Varese – e nonostante che il commissario regionale Antonio Cinelli abbia velocizzato notevolmente l’iter, siamo ancora prigionieri della burocrazia, che ci impedisce di mettere in sicurezza la gente. Quindi, mi auguro che i lavori per l’argine ai Bagni inizino con la prossima estate, perché un altro inverno trascorso così non è tollerabile».
Un iter travagliato, quello per l’argine ai Bagni di Podenzana, visto che il progetto è stato modificato per ben tre volte per rendere l’opera pubblica in grado di resistere a piene del fiume Magra con tempo di ritorno duecentennale. Un’opera che costerà in totale 6 milioni di euro e il cui lotto più importante dei lavori è il primo, visto che sarà questo a mettere definitivamente in sicurezza i circa 450 abitanti dei Bagni di Podenzana, i quali potranno dormire sonni tranquilli solo quando ci sarà un argine alto circa 5 metri e 20 centimetri, sul quale sarà possibile passeggiare e andare in bici sulla sua pista ciclabile.
Prevista anche la realizzazione di stazioni di pompaggio. Impossibile, poi, non fare caso a quello che è più di un colpo d’occhio, rappresentato dal fatto che mentre ad Aulla, alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella, il muro d’argine svetta imponente (per diversi aullesi anche troppo), ai Bagni di Podenzana non ve n’è ancora traccia. Ma le emergenze riguardano anche la pieve di Sant’Andrea a Montedivalli, che, dopo 12 anni di chiusura e 800mila euro spesi, rappresenta ancora un pericolo per chi transita sulla sottostante strada statale, dove passano 3mila auto al giorno, visto che dal suo versante si staccano materiali che vanno a finire sulla strada quando piove in modo torrenziale, e il santuario della Madonna del Gaggio, sopra il quale insiste una frana in movimento, per la quale c’è un progetto comunale di consolidamento presentato al Provveditorato regionale alle opere pubbliche.
«Anche in questi due ultimi casi – spiega Varese – ci auguriamo che la Regione Toscana voglia aiutarci». Gianluca Uberti
La principale è sicuramente quella relativa a località Bagni, perché se i lavori sull’argine sono terminati ad Aulla, lo stesso non si può dire per Bagni di Podenzana. Infatti, i lavori, finanziati e gestiti dalla Regione, devono ancora partire sulla sponda destra del fiume Magra, ovvero in località Bagni di Podenzana, per i quali si deve ancora andare a gara.
Ragion per cui, ogni volta che piove più del solito, il terrore regna sovrano a Bagni e nelle notti scorse è stato sicuramente difficile prendere sonno per chi vive lì. Pertanto, il sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, si schiera dalla parte dei cittadini, alcuni dei quali costretti ad alzarsi alle 3 di notte per salvare la macchina, come è accaduto in una delle notti scorse, e sollecita la Regione Toscana a fare presto.
«Per ora è stato fatto soltanto lo sminamento – commenta Varese – e nonostante che il commissario regionale Antonio Cinelli abbia velocizzato notevolmente l’iter, siamo ancora prigionieri della burocrazia, che ci impedisce di mettere in sicurezza la gente. Quindi, mi auguro che i lavori per l’argine ai Bagni inizino con la prossima estate, perché un altro inverno trascorso così non è tollerabile».
Un iter travagliato, quello per l’argine ai Bagni di Podenzana, visto che il progetto è stato modificato per ben tre volte per rendere l’opera pubblica in grado di resistere a piene del fiume Magra con tempo di ritorno duecentennale. Un’opera che costerà in totale 6 milioni di euro e il cui lotto più importante dei lavori è il primo, visto che sarà questo a mettere definitivamente in sicurezza i circa 450 abitanti dei Bagni di Podenzana, i quali potranno dormire sonni tranquilli solo quando ci sarà un argine alto circa 5 metri e 20 centimetri, sul quale sarà possibile passeggiare e andare in bici sulla sua pista ciclabile.
Prevista anche la realizzazione di stazioni di pompaggio. Impossibile, poi, non fare caso a quello che è più di un colpo d’occhio, rappresentato dal fatto che mentre ad Aulla, alla confluenza fra il fiume Magra e il torrente Aulella, il muro d’argine svetta imponente (per diversi aullesi anche troppo), ai Bagni di Podenzana non ve n’è ancora traccia. Ma le emergenze riguardano anche la pieve di Sant’Andrea a Montedivalli, che, dopo 12 anni di chiusura e 800mila euro spesi, rappresenta ancora un pericolo per chi transita sulla sottostante strada statale, dove passano 3mila auto al giorno, visto che dal suo versante si staccano materiali che vanno a finire sulla strada quando piove in modo torrenziale, e il santuario della Madonna del Gaggio, sopra il quale insiste una frana in movimento, per la quale c’è un progetto comunale di consolidamento presentato al Provveditorato regionale alle opere pubbliche.
«Anche in questi due ultimi casi – spiega Varese – ci auguriamo che la Regione Toscana voglia aiutarci». Gianluca Uberti
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