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FICTION DI CANALE 5, UN’ALTRA OCCASIONE D’ORO DA SFRUTTARE TUTTI ASSIEME
di MASSIMO BRAGLIA
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Un'immagine della fiction "Sacrificio d'amore"Grande visibilità per Carrara da "Sacrificio d'amore"
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Fa sempre un certo effetto, positivo, sentire parlare, in prima serata di cave, cavatori, Ferrovia Marmifera, lotte sindacali per le condizioni di lavoro al monte e nelle segherie. E ancora, di arte e laboratori artistici. È fiction, non è un documentario, ma insomma, il “Sacrificio d’amore” ha il merito di far parlare della nostra città, delle sue peculiarità. Le location non sono tutte carraresi, lo sappiamo: d’altra parte, se anche avessero voluto, ormai vaste aree agricole funzionali al racconto non ce ne sono più. C’erano, ad Avenza Ovest e a Bonascola (in collina), ma ci abbiamo piantato sopra delle altre cittadine. E al posto di un galoppatoio abbiamo messo la fiera. È vero che ormai è tardi, ma certo, è sempre difficile capire perché i progetti di Carrara Est (conferenza stampa di presentazione del comparto da parte di Angelo Zubbani a fine ’92, all’epoca era vicesindaco), di Giancarlo Pezzica, di Figaia marmi, progetti che avrebbero mantenuto popolazione nel centro o nelle immediate adiacenze, ed evitato almeno in parte la cementificazione altrove, sono rimasti lettera morta (o meglio, quando i buoi erano scappati è arrivata anche l’ex Montecatini), e invece in altre parti le costruzioni e i palazzi hanno camminato come littorine. Mistero. O forse è fin troppo chiaro perché.
Il punto è che, come già abbiamo scritto per il riconoscimento di Carrara Città creativa dell’Unesco, adesso bisogna non farsi trovare impreparati di fronte ad un auspicabile ritorno di interesse verso la città e il territorio. Se anche l’1 per mille dei 2 milioni e 200mila spettatori dell’altra sera - tradotto, 2.200 persone - decidesse di vedere da vicino le cave, dovrebbero per la quasi totalità pernottare altrove. L’Albergo Michelangelo, come scriviamo in altra pagina, si spera che a breve possa riaprire, ma ad esempio sul Marble Hotel, in costruzione da 30 anni, anche questa giunta non riesce a trovare una soluzione. Per non parlare dell’ex Mediterraneo .
Nella fiction è comparsa anche la Regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III, alla quale è intestata la casa di riposo. Mario Martignoni, decano dei cronisti, raccontava sempre di quando era ragazzo e, un giorno, insieme a un gruppo di amici vide arrivare un macchinone: a bordo, era proprio la Regina Elena che voleva vedere da vicino la casa di riposo che le era stata dedicata, e che chiese a quei ragazzini l’indicazione di dove fosse.
Insomma, fiction ma abbastanza rispondente alla realtà: un’occasione d’oro per la città e il territorio, anche se, a giudicare da molti giudizi che girano sui social, sembrerebbe quasi che c’è chi si augura che “Sacrificio d’amore” non abbia successo e venga retrocesso in un altro orario (fra l’altro la replica della prima puntata in orario pomeridiano ha raccolto quasi il 15%, e altri due milioni e 300mila spettatori, dopo i due milioni e 178mila, 100mila meno di venerdì sera, del debutto in prima serata). D’altra parte, il carrarino notoriamente è “geloso anche delle cambiali” (cit. Enrico Nori), e forse qualcuno teme che un eccessivo share della fiction vada poi a vantaggio dei 5 Stelle. Come sarebbe più semplice fare sistema e remare tutti dalla stessa parte del bene della città e del territorio, pur con doverose critiche costruttive.
Il punto è che, come già abbiamo scritto per il riconoscimento di Carrara Città creativa dell’Unesco, adesso bisogna non farsi trovare impreparati di fronte ad un auspicabile ritorno di interesse verso la città e il territorio. Se anche l’1 per mille dei 2 milioni e 200mila spettatori dell’altra sera - tradotto, 2.200 persone - decidesse di vedere da vicino le cave, dovrebbero per la quasi totalità pernottare altrove. L’Albergo Michelangelo, come scriviamo in altra pagina, si spera che a breve possa riaprire, ma ad esempio sul Marble Hotel, in costruzione da 30 anni, anche questa giunta non riesce a trovare una soluzione. Per non parlare dell’ex Mediterraneo .
Nella fiction è comparsa anche la Regina Elena, moglie di Vittorio Emanuele III, alla quale è intestata la casa di riposo. Mario Martignoni, decano dei cronisti, raccontava sempre di quando era ragazzo e, un giorno, insieme a un gruppo di amici vide arrivare un macchinone: a bordo, era proprio la Regina Elena che voleva vedere da vicino la casa di riposo che le era stata dedicata, e che chiese a quei ragazzini l’indicazione di dove fosse.
Insomma, fiction ma abbastanza rispondente alla realtà: un’occasione d’oro per la città e il territorio, anche se, a giudicare da molti giudizi che girano sui social, sembrerebbe quasi che c’è chi si augura che “Sacrificio d’amore” non abbia successo e venga retrocesso in un altro orario (fra l’altro la replica della prima puntata in orario pomeridiano ha raccolto quasi il 15%, e altri due milioni e 300mila spettatori, dopo i due milioni e 178mila, 100mila meno di venerdì sera, del debutto in prima serata). D’altra parte, il carrarino notoriamente è “geloso anche delle cambiali” (cit. Enrico Nori), e forse qualcuno teme che un eccessivo share della fiction vada poi a vantaggio dei 5 Stelle. Come sarebbe più semplice fare sistema e remare tutti dalla stessa parte del bene della città e del territorio, pur con doverose critiche costruttive.
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