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Bressani, dal gol al vino di qualità: «Carrara nel cuore»
L’ex attaccante lasciò il calcio a fine Anni Ottanta e da allora gestisce l’azienda agricola di famiglia a Nimis (Udine)
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CARRARA. Beppe gol, ovvero Giuseppe Bressani da Nimis, ha ancora Carrara nel cuore anche se non ci torna da più di trent’anni. Nonostante la stagione in serie A all’Udinese (dove lo volle Corrado Orrico, che poi lo portò con sé anche a Brescia con Aliboni e Lombardi, oltre a Chiodini che però era al Genoa), nonostante il campionato vinto con il Montevarchi proprio contro gli azzurri nella storica finale di Pistoia dopo gli spareggi estenuanti, i ricordi calcistici migliori di Beppe gol sono proprio legati a Carrara e alla Carrarese. D’altra parte, furono tre stagioni intense e straordinarie: arrivò da Udine nell’estate dell’80, in C2, terzo posto (con promozione sfuggita per un soffio); 81-82, primo posto in C2 con promozione raggiunta con diverse giornate d’anticipo; 82-83, terzo posto in C1 e B sfiorata, miglior piazzamento della storia moderna della Carrarese.
A farci fare un balzo nel passato è il nostro concittadino Michele Ropa, un carrarese trapiantato da tempo a Venezia; Michele Ropa, oltre che dottore in economia commercio e bancario, è anche uno sportivo: è stato infatti direttore sportivo in Eccellenza. In questi giorni è stato a comprare il vino da Beppe Bressani e ha creato per noi a distanza un ponte fra Carrara e Nimis, la cittadina a una ventina di chilometri da Udine dove Bressani è nato e dove è tornato dopo aver chiuso nell’88, a 36 anni, la carriera professionistica (nel Pordenone). «Da allora - racconta al telefono Bressani, felice di parlare con un carrarino - ho lasciato il calcio, a a parte due-tre anni fra i dilettanti, e mi sono dedicato all’azienda agricola di famiglia; la porto avanti io, produciamo vini e abbiamo anche un bed & breakfast».
Dal gol (la sua miglior stagione, la prima, con 12 reti, poi dieci e infine quattro, ma sfornava assist a raffica) al vino di qualità. Ma Carrara è rimasta nel cuore e speciale fu il suo rapporto con Orrico: «Mister Orrico era all’avanguardia, pretendeva molto dai calciatori ma i risultati sul campo si vedevano. Pressing e fuorigioco ci permettevano di toglierci tante soddisfazioni». E poi, aggiungiamo noi, c’erano le qualità di un gruppo super; basti pensare che nonostante qualche perdita dolorosa, nell’83-84 comunque la Carrarese (che riebbe in quella stagione il bomber Cacciatori) si piazzò quarta al pari del Brescia. E lo stadio era sempre pieno. «Anni meravigliosi - aggiunge Bressani - con qualcuno dei miei ex compagni abbiamo continuato a sentirci, di recente ho chiamato Menconi, quando è successo di Cupini».
Domanda al volo: il gol più bello? «Direi quello in apertura con l’Alessandria, il primo anno di C2: purtroppo poi loro pareggiarono, sennò saremmo andati in C1 con un anno di anticipo». Già, pareggiò Zerbio, che poi fu uno dei principali destinatari degli assist di Bressani l’anno dopo, quando passò alla Carrarese: «Sì - ricorda Bressani - mi piaceva andare sul fondo e crossare, per Zerbio soprattutto e poi l’anno dopo per Lombardi». Ma insomma, allora tornerà a Carrara? «Sì, devo tornare, anche se qui l’impegno è tanto. Però anche voi carrarini venite a trovarmie!».
Un breve excursus sulle specialità di Bressani viticoltore. Dal sito della sua azienda agricola (che si estende su circa sei ettari) emerge che produce due varietà di bianchi dolci: Ramandolo vendemmia tardiva e Ramandolo passito; “Il Friulano” è l'unico vino bianco secco di sua produzione poi ci sono i rossi: Refosco dal peduncolo rosso, Cabernet Franc e i Riserva: Merlot e Refosco. Un’azienda storica, quella presa in eredità da Beppe gol, fondata nel 1935.
E se Beppe fa il vino come faceva gol e cross, sono sicuramente eccezionali. (m.b.)
A farci fare un balzo nel passato è il nostro concittadino Michele Ropa, un carrarese trapiantato da tempo a Venezia; Michele Ropa, oltre che dottore in economia commercio e bancario, è anche uno sportivo: è stato infatti direttore sportivo in Eccellenza. In questi giorni è stato a comprare il vino da Beppe Bressani e ha creato per noi a distanza un ponte fra Carrara e Nimis, la cittadina a una ventina di chilometri da Udine dove Bressani è nato e dove è tornato dopo aver chiuso nell’88, a 36 anni, la carriera professionistica (nel Pordenone). «Da allora - racconta al telefono Bressani, felice di parlare con un carrarino - ho lasciato il calcio, a a parte due-tre anni fra i dilettanti, e mi sono dedicato all’azienda agricola di famiglia; la porto avanti io, produciamo vini e abbiamo anche un bed & breakfast».
Dal gol (la sua miglior stagione, la prima, con 12 reti, poi dieci e infine quattro, ma sfornava assist a raffica) al vino di qualità. Ma Carrara è rimasta nel cuore e speciale fu il suo rapporto con Orrico: «Mister Orrico era all’avanguardia, pretendeva molto dai calciatori ma i risultati sul campo si vedevano. Pressing e fuorigioco ci permettevano di toglierci tante soddisfazioni». E poi, aggiungiamo noi, c’erano le qualità di un gruppo super; basti pensare che nonostante qualche perdita dolorosa, nell’83-84 comunque la Carrarese (che riebbe in quella stagione il bomber Cacciatori) si piazzò quarta al pari del Brescia. E lo stadio era sempre pieno. «Anni meravigliosi - aggiunge Bressani - con qualcuno dei miei ex compagni abbiamo continuato a sentirci, di recente ho chiamato Menconi, quando è successo di Cupini».
Domanda al volo: il gol più bello? «Direi quello in apertura con l’Alessandria, il primo anno di C2: purtroppo poi loro pareggiarono, sennò saremmo andati in C1 con un anno di anticipo». Già, pareggiò Zerbio, che poi fu uno dei principali destinatari degli assist di Bressani l’anno dopo, quando passò alla Carrarese: «Sì - ricorda Bressani - mi piaceva andare sul fondo e crossare, per Zerbio soprattutto e poi l’anno dopo per Lombardi». Ma insomma, allora tornerà a Carrara? «Sì, devo tornare, anche se qui l’impegno è tanto. Però anche voi carrarini venite a trovarmie!».
Un breve excursus sulle specialità di Bressani viticoltore. Dal sito della sua azienda agricola (che si estende su circa sei ettari) emerge che produce due varietà di bianchi dolci: Ramandolo vendemmia tardiva e Ramandolo passito; “Il Friulano” è l'unico vino bianco secco di sua produzione poi ci sono i rossi: Refosco dal peduncolo rosso, Cabernet Franc e i Riserva: Merlot e Refosco. Un’azienda storica, quella presa in eredità da Beppe gol, fondata nel 1935.
E se Beppe fa il vino come faceva gol e cross, sono sicuramente eccezionali. (m.b.)
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