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Nasce un’associazione che vuole rilanciare l’Ulivo a Massa
Fra i promotori, il segretario comunale del Pd Sergio Zangolli: «Vogliamo ripartire dalla gente, coinvolgere i giovani, tornare al progetto originario»
MASSA. All’interno del Pd di Massa nasce una nuova associazione politico-culturale, un contenitore di idee e di linee politiche che dovrebbe traghettare il partito alle prossime elezioni amministrative. Si chiama "Insieme per l’Ulivo democratici e popolari": nulla a che vedere, almeno così pare, con quell’ultima idea di Prodi di far risorgere a livello nazionale un nuovo Ulivo "anti Renzi". L’associazione massese, dichiarano i primi portavoce Sergio Zangolli, Giancarlo Rivieri, Marco Zollini e Gabriele Carioli, nasce per tentare di tenere insieme forze di stampo socialista, liberale, cattolico e anche progressista, «rimanendo- però- con i piedi ben saldi nel Pd». Un’operazione che chiaramente vuole dar voce ad un’anima del Pd massese, che è tutt’altro che unito. Ed eccone i rischi: «Il Pd potrebbe diventare un semplice spettatore delle prossime elezioni amministrative- spiega Zangolli, ancora segretario comunale di Massa-; rischia di perdere voti, credibilità e consenso dei giovani. Sembra un partito vecchio e non più rappresentativo. Da soli- continua Zangolli- non ce la faremo. Il Pd leader al comando non esiste più. La sinistra isolata fa vincere Berlusconi e le destre. Per questo dobbiamo tornare al progetto dell’Ulivo, radunare forze, partire dal basso, coinvolgere i giovani e dar voce alla gente».Un punto importante: «La gente deve poter decidere chi sarà il suo sindaco- dice Zangolli- e per questo, se ci dovessero essere più candidature nel centro sinistra, è giusto fare le primarie. Facciamo decidere i cittadini». E’ vero che Zangolli non parla però di primarie nel Pd: «Per me quelle non sono necessarie - spiega- perché ho fiducia nell’attuale sindaco e auspicherei il suo secondo mandato. Però deciderà la prossima assemblea congressuale del Pd, se fare o meno le primarie interne. Il partito dovrà poi guardare anche al passo successivo che è quello del coinvolgimento della coalizione e allora, se ci saranno più uomini e donne pronti a tentare il ruolo di sindaco, faremo decidere alla gente chi è il migliore». Il giudizio sul Pd massese non sfugge alle critiche di Zangolli e dei membri (per adesso non ancora palesatisi) dell’associazione: «In consiglio comunale il gruppo è diviso, litigioso, una frittata venuta male, come direbbe Romano Prodi, che non permette al sindaco di portare a termine il mandato con la serenità necessaria. Il Regolamento Urbanistico è in pericolo e noi vorremmo venisse approvato, ma sembra quasi- dichiara Zangolli- che ci siano interessi personali a bloccare la sua approvazione. Questo è indegno».Le scelte dipenderanno tutte dalla nuova classe dirigente che, in parte, dovrà essere nominata al congresso: «Non siamo noi che impediamo l’attuarsi del congresso- spiega sempre Zangolli-; noi siamo contro i commissariamenti specchio di una politica aberrante e anomala. Io non mi sono ricandidato alla segreteria comunale- conclude- perché non ho visto la possibilità di realizzare il progetto di aggregazione sia delle diverse anime del Pd sia del centro sinistra. Spero che il prossimo segretario sia in grado di farlo».
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