Palpeggia ragazzina, indaga la polizia
Ancora un caso di violenza su minori dopo quello delle tre bambine. Già trovati dei riscontri alla denuncia della piccola
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MASSA CARRARA. Un’altra storia di molestie a una ragazzina colpisce la nostra provincia, dopo quella delle tre bambine che hanno subito palpeggiamenti da un adulto rivelata dal sostituto procuratore Alessandra Conforti durante la giornata contro la violenze sulle donne. Ma se in quel caso l’indagine è stata chiusa dal pubblico ministero, per questa, condotta dalla procura insieme alla polizia, c’è tempo. È stata la vittima, che ha poco più di dieci anni, a svelare il suo segreto. Anzi è stata una sua insegnante a capire che c’era qualcosa di strano e a farla parlare. Così la piccola ha raccontato di quelle attenzioni che riceveva da una persona che aveva modo di vedere quasi tutti i giorni perché non abitava troppo lontano da casa sua. La polizia ha già raccolto degli elementi: quello che dice la piccola è vero. E presto verrà sentita in modo assistito, nella sala della procura che viene utilizzata in casi come questo. E che è stata utilizzata per sentire le tre bambine che hanno puntato il dito contro un uomo che conoscevano da tempo e che con loro era affettuoso. Troppo affettuoso.
In quel caso era stato un quattordicenne a rivelare agli adulti quello che stava capitando sotto ai loro occhi. E grazie alla sua testimonianza è stato possibile mettere fine all’orrore. Con un incidente probatorio che è servito per cristallizzare la versione delle tre piccine. In attesa della richiesta di rinvio a giudizio che il pm Conforti dovrebbe fare dopo aver letto le memorie difensive dell’indagato.
Il sostituto procuratore Conforti fa parte, insieme alla collega Roberta Moramarco, fa parte del pool antibruto: l’ufficio si occupa di violenze sulle donne e di stalking. Tanto il lavoro per i due magistrati che si trovano spesso a dover affrontare casi che riguardano minori. Ma il più delle volte a denunciare sono donne che si lamentano dell’uomo che dice di amarle e invece le minaccia e picchia. Un numero in forte aumento. La maggior parte di questi casi si sgonfiano dopo poche settimane, frutto più di un malessere di coppia che di altro. Il pool è stato istituito dal procuratore capo Aldo Giubilaro dopo l’omicidio di Cristina Biagi, la donna uccisa dal marito, Marco Loiola, a colpi di pistola in un ristorante sul lungomare di Marina. Gli inquirenti stavano seguendo Cristina ma non avevano fatto in tempo a bloccare l’uxoricida. Sempre più spesso però le vittime sono minori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
In quel caso era stato un quattordicenne a rivelare agli adulti quello che stava capitando sotto ai loro occhi. E grazie alla sua testimonianza è stato possibile mettere fine all’orrore. Con un incidente probatorio che è servito per cristallizzare la versione delle tre piccine. In attesa della richiesta di rinvio a giudizio che il pm Conforti dovrebbe fare dopo aver letto le memorie difensive dell’indagato.
Il sostituto procuratore Conforti fa parte, insieme alla collega Roberta Moramarco, fa parte del pool antibruto: l’ufficio si occupa di violenze sulle donne e di stalking. Tanto il lavoro per i due magistrati che si trovano spesso a dover affrontare casi che riguardano minori. Ma il più delle volte a denunciare sono donne che si lamentano dell’uomo che dice di amarle e invece le minaccia e picchia. Un numero in forte aumento. La maggior parte di questi casi si sgonfiano dopo poche settimane, frutto più di un malessere di coppia che di altro. Il pool è stato istituito dal procuratore capo Aldo Giubilaro dopo l’omicidio di Cristina Biagi, la donna uccisa dal marito, Marco Loiola, a colpi di pistola in un ristorante sul lungomare di Marina. Gli inquirenti stavano seguendo Cristina ma non avevano fatto in tempo a bloccare l’uxoricida. Sempre più spesso però le vittime sono minori.
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