Il Tirreno

Carige, Fondazione di Carrara cauta sull’aumento di capitale

di Libero Red Dolce
Carige, Fondazione di Carrara cauta sull’aumento di capitale

Il presidente Pincione: «Abbiamo già perso tanto, preoccupati per la banca». Martedì sciopero dei dipendenti contro i tagli previsti nel piano industriale

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Titolo sospeso in borsa dalla Consob, molta paura e una giornata di patimento per Carige. Il timore che l’aumento di capitale non andasse in porto, lo spettro del fallimento all’orizzonte. E il vento gelido che raffredda anche i cuori sotto le apuane, perché l’istituto ligure nel 2015 aveva inglobato la locale Cassa di risparmio di Carrara con annessi dipendenti e filiali.

Nel pomeriggio le nubi si diradano. Certo c’è da passare il fine settimana con le borse, provvidenzialmente si vorrebbe dire, chiuse, e con gli accordi con le banche del consorzio di garanzia da chiudere. Ma intorno alla metà della giornata di ieri la buona notizia da parte dei soci stabili: il socio principale, Vittorio Malacalza, si è impegnato a sottoscrivere la propria quota di aumento di capitale, pari al 17,6%. Quasi in contemporanea è arrivato anche quello di Gabriele Volpi, secondo azionista, che si impegna a salire fino al 9,99% dal 6% attuale. Si profila una soluzione di mercato e non pubblica dunque, però rimangono alcuni dilemmi tutti interni alla realtà carrarina.

Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Carrara Alberto Pincione esclude un impegno dell’istituto nella ricapitalizzazione. O meglio, fa capire che sta alla finestra senza troppa voglia di metterci liquidità. «La Fondazione è sempre stata guardinga per quanto riguarda una possibile partecipazione all’aumento di capitale, perché nei precedenti aumenti abbiamo avuto delle perdite di quantità di risorse che avevamo investito. La situazione di Carige è stata quella che è stata. Non c’era molta disponibilità di andare a partecipare a questo aumento di capitale, anche se nel momento in cui fosse determinata la tempistica il consiglio si sarebbe riunito e avrebbe valutato».

Insomma si rimane in attesa di quello che succederà, con al massimo una partecipazione limitata. Lucia Venuti, carrarese nel consiglio di cda in quota Malacalza, spiega che «c’è fiducia nella possibilità di ricucire con il consiglio di garanzia». Negli anni la Fondazione ha investito oltre 40 milioni di euro che adesso sono ridotte a pochi milioni. «Siamo a vedere come va, ma sono rimasti spiccioli», spiega Pincione. «Noi siamo preoccupati per la banca, per la tenuta delle filiali e del lavoro, più che della sorte della nostra partecipazione ormai compromessa».

I lavoratori hanno proclamato uno sciopero sul piano industriale per martedì, che per adesso rimane fissato. L’iniziativa era stata decisa prima degli ultimi giorni di burrasca e segnala il malumore dei dipendenti verso il piano di tagli e accorpamenti che l’azienda ha messo in campo per cercare di ridurre i costi.

ALTRO SERVIZIO A PAG.9

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web