«Gestione dei porti: non ci faremo buttare fuori»
di Alessandra Vivoli
«Il Ministero vuol estromettere i Comuni, ci opporremo» E sul Consorzio Zia: non ho il dono dell’ubiquità, ero all’Ato
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CARRARA. «Non ci faremo mettere alla porta dal ministro Del Rio: sulla gestione dei porti i Comuni dovranno continuare a dire la loro».
È appena salito in treno il sindaco Francesco De Pasquale, di ritorno dall’incontro a Roma, all’Anci per le città portuali. E di porto si è parlato e, soprattutto delle novità che, spiega il primo cittadino di Carrara, si starebbero prospettano per le città portuali, fra cui appunto Carrara.
Non le manda certo a dire il sindaco De Pasquale: «Il Movimento Cinque Stelle non condivide la scelta del ministro Graziano Delrio che vorrebbe eliminare i sindaci dal comitato di gestione portuale - spiega - Se si andrà avanti con questo progetto siamo pronti a mettere in campo iniziative clamorose».
Insomma è un sindaco sul piede di guerra che puntualizza subito un aspetto del progetto Delrio: «Chissà come mai questa manovra di estromettere i Comuni dalla gestione portuale è arrivata proprio adesso, questa coincidenza non sembra tanto casuale». Il riferimento, come spiega lo stesso De Pasquale, è ai nuovi governi a Cinque Stelle di due comuni importanti della costa toscana come Livorno e appunto Carrara.
«I porti - puntualizza lo stesso De Pasquale - non sono entità esterne alle città e quindi non è assolutamente condivisibile l’idea di estromettere i sindaci dalla gestione. Una gestione che, è bene precisarlo, richiede anche la presenza della politica».
Non si sbilancia oltre il sindaco De Pasquale sull’esito della riunione avuta con altri colleghi nella sede romana di Anci che ha riunito le città portuali. Ma si sbottona, invece, su quale sarà il percorso deciso proprio dalle città portuali che si sono incontrare ieri nella capitale.
«Per il momento valuteremo come vanno avanti le cose - spiega - e soprattutto se il Ministero delle infrastrutture ha intenzione di portare avanti il progetto che riguarda il comitato di gestione portuale. Se il governo ha intenzione di andare avanti siamo pronti a azioni clamorose».
Nessuna anticipazione ma una presa di posizione netta quella del sindaco che nel primo pomeriggio si preparava a fare rientro a Carrara dopo aver preso parte ala prima di quella che si annuncia una serie di riunioni importanti per il futuro della gestione portuale.
«La riunione sul Consorzio Zona: non abbiamo il dono dell’ubiquità». È dell’altro giorno la convocazione a Firenze dei comuni di Carrara, di Massa e della Provincia, per discutere il futuro del Consorzio zona (attualmente in liquidazione).
Riunione a cui non era presente l’amministrazione carrarese. Alla domanda diretta il sindaco De Pasquale risponde così: «Non abbiamo il dono dell’ubiquità, gli assessori di riferimento avevano impegni precedenti e per quel che mi riguarda ero a Firenze sì, ma per questione dell’Ato rifiuti. Una vicenda che trova d’accordo il Movimento Cinque Stelle e una fronda interna del Partito democratico per quel che riguarda l’opposizione al passaggio alla gestione privata dei rifiuti». Riunione, quella dell’Ato che non ha potuto comunque deliberare nulla visto che è venuto a mancare il numero legale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È appena salito in treno il sindaco Francesco De Pasquale, di ritorno dall’incontro a Roma, all’Anci per le città portuali. E di porto si è parlato e, soprattutto delle novità che, spiega il primo cittadino di Carrara, si starebbero prospettano per le città portuali, fra cui appunto Carrara.
Non le manda certo a dire il sindaco De Pasquale: «Il Movimento Cinque Stelle non condivide la scelta del ministro Graziano Delrio che vorrebbe eliminare i sindaci dal comitato di gestione portuale - spiega - Se si andrà avanti con questo progetto siamo pronti a mettere in campo iniziative clamorose».
Insomma è un sindaco sul piede di guerra che puntualizza subito un aspetto del progetto Delrio: «Chissà come mai questa manovra di estromettere i Comuni dalla gestione portuale è arrivata proprio adesso, questa coincidenza non sembra tanto casuale». Il riferimento, come spiega lo stesso De Pasquale, è ai nuovi governi a Cinque Stelle di due comuni importanti della costa toscana come Livorno e appunto Carrara.
«I porti - puntualizza lo stesso De Pasquale - non sono entità esterne alle città e quindi non è assolutamente condivisibile l’idea di estromettere i sindaci dalla gestione. Una gestione che, è bene precisarlo, richiede anche la presenza della politica».
Non si sbilancia oltre il sindaco De Pasquale sull’esito della riunione avuta con altri colleghi nella sede romana di Anci che ha riunito le città portuali. Ma si sbottona, invece, su quale sarà il percorso deciso proprio dalle città portuali che si sono incontrare ieri nella capitale.
«Per il momento valuteremo come vanno avanti le cose - spiega - e soprattutto se il Ministero delle infrastrutture ha intenzione di portare avanti il progetto che riguarda il comitato di gestione portuale. Se il governo ha intenzione di andare avanti siamo pronti a azioni clamorose».
Nessuna anticipazione ma una presa di posizione netta quella del sindaco che nel primo pomeriggio si preparava a fare rientro a Carrara dopo aver preso parte ala prima di quella che si annuncia una serie di riunioni importanti per il futuro della gestione portuale.
«La riunione sul Consorzio Zona: non abbiamo il dono dell’ubiquità». È dell’altro giorno la convocazione a Firenze dei comuni di Carrara, di Massa e della Provincia, per discutere il futuro del Consorzio zona (attualmente in liquidazione).
Riunione a cui non era presente l’amministrazione carrarese. Alla domanda diretta il sindaco De Pasquale risponde così: «Non abbiamo il dono dell’ubiquità, gli assessori di riferimento avevano impegni precedenti e per quel che mi riguarda ero a Firenze sì, ma per questione dell’Ato rifiuti. Una vicenda che trova d’accordo il Movimento Cinque Stelle e una fronda interna del Partito democratico per quel che riguarda l’opposizione al passaggio alla gestione privata dei rifiuti». Riunione, quella dell’Ato che non ha potuto comunque deliberare nulla visto che è venuto a mancare il numero legale.
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