Italia
il processo
Cibi avariati nel frigo del ristorante, «ma era chiuso»
MASSA. L’accusa per il titolare di un ristorante è di cattiva conservazione di generi alimentari. E nasce dal rapporto di Asl e Nas stilato dopo un controllo nel locale che qualche anno fa si trovava...
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MASSA. L’accusa per il titolare di un ristorante è di cattiva conservazione di generi alimentari. E nasce dal rapporto di Asl e Nas stilato dopo un controllo nel locale che qualche anno fa si trovava a Marina di Massa e successivamente è stato chiuso. La difesa del ristoratore, però, insiste nel dire che quell’esercizio pubblico quando è stata fatta la verifica era chiuso. E i dipendenti che si trovavano all’interno stavano facendo le pulizie, dopo una mareggiata che aveva spazzato via la spiaggia. Un processo che riguarda un caso successo più di dieci anni fa e quindi anche chi ha fatto quel controllo, il maresciallo dei carabinieri del nucleo antisofisticazioni Marino Salvatore, è confuso. Il sottufficiale ha testimoniato in aula, incalzato dalle domande del giudice Fulvio Biasotti. E i dubbi che il ristorante potesse essere realmente chiuso sono aumentati. «C’era una pentola sul fuoco - ha detto il carabiniere -, ma ancora nessuno stava preparando da mangiare. I dipendenti non ci hanno detto che erano chiusi, è stato il titolare a comunicarcelo».
Comunque dalla verifica è venuto fuori di tutto; il pesce si trovava nei congelatori, ma aveva uno strato di ghiaccio sopra e soprattutto puzzava: «Un odore incredibile che mi ricordo ancora adesso», ha continuato il maresciallo. Poi però incalzato dalla difesa ha dovuto ammettere che l’attività, a parte quella pentola d’acqua sul fuoco, non era proprio così evidente in cucina: «Non ricordo la presenza di generi alimentari pronti a essere cucinati, ma sono passati tanti anni e dovete anche capire le mie incertezze». Se ne riparla in primavera, quando ci sarà la prossima udienza. E toccherà ai testi della difesa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Comunque dalla verifica è venuto fuori di tutto; il pesce si trovava nei congelatori, ma aveva uno strato di ghiaccio sopra e soprattutto puzzava: «Un odore incredibile che mi ricordo ancora adesso», ha continuato il maresciallo. Poi però incalzato dalla difesa ha dovuto ammettere che l’attività, a parte quella pentola d’acqua sul fuoco, non era proprio così evidente in cucina: «Non ricordo la presenza di generi alimentari pronti a essere cucinati, ma sono passati tanti anni e dovete anche capire le mie incertezze». Se ne riparla in primavera, quando ci sarà la prossima udienza. E toccherà ai testi della difesa.
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