Il Tirreno

Bogazzi attacca: ma quali speculazioni sulle colonie...

di Manuela D’Angelo
Bogazzi attacca: ma quali speculazioni sulle colonie...

L’armatore: «O si fa presto a sbloccare la situazione, o a febbraio mollo tutto e non voglio più sentir parlare di Massa»

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MASSA. Un altro problema per il sindaco Alessandro Volpi arriva dai ritardi dell’approvazione del Regolamento Urbanistico (in sigla, Ru): capitolo dedicato alle ex colonie marine. L’armatore Enrico Bogazzi, re degli spedizionatori, magnate dei porti di Carrara e Marghera, accetta di partecipare, a sorpresa, alla commissione Turismo, chiamato dal presidente Stefano Alberti (Pd) per discutere della riqualificazione delle colonie Olivetti e Torino, di cui è proprietario con la società Turimar (dello stesso Bogazzi e dell’altra famiglia carrarese Conti di Red Graniti). Il quadro emerso dalla seduta è quasi paradossale: «Hanno paura delle speculazioni edilizie - riassume al telefono Bogazzi, commentando l’incontro- ma vorrei tranquillizzarli: non siamo speculatori, siamo degli imbecilli. Ho un unico rammarico in tutta questa faccenda: aver investito sulla costa massese».

Nove milioni di euro: è questa la cifra già tirata fuori dalla società di Bogazzi- Conti per la ristrutturazione delle colonie Torino e Olivetti che però, senza il nuovo Regolamento Urbanistico e soprattutto senza la certezza di poter costruire appartamenti all’interno, almeno per il 25%, non avverrà mai. «Il Ru è in ritardo- spiega Bogazzi- e noi aspettiamo da 10 anni di poter effettuare i lavori. Se non ci danno il 25% di residenziale l’investimento non regge; è matematico. Inoltre nel 2011 ottenemmo il 50% del finanziamento da Medio Credito e adesso ci sono dei mutui aperti; l’immobile potrebbe finire nelle mani delle banche. Abbiamo tempo fino a febbraio - continua Bogazzi - poi mollo tutto e non voglio più sentir parlare di Massa».

Il problema, come ha fatto emergere in commissione anche il consigliere Fabrizio Brizzi degli Arancioni, non è solo l’approvazione del Ru, in ritardo si sa e con ancora tante partite aperte, come quella su Ronchi-Poveromo, ma è soprattutto l’idea scaturita dai progettisti e appoggiata dall’amministrazione comunale: prima la percentuale per il residenziale era scesa al 15%, poi il sindaco aveva fatto un passo indietro, sollecitato dai proprietari delle colonie e dalle categorie, ma il 25% (massimo) sarà possibile solo a seguito dell’attuazione dei piani particolareggiati, che sono a carico dei privati e si realizzano in non meno di due anni. «Non potremmo mai aspettare tanto- commenta Bogazzi-; il piano particolareggiato segue lo stesso iter di una variante urbanistica, quindi va adottata e approvata con tutti i passaggi in consiglio comunale che ne conseguono. Non ce lo possiamo permettere».

A questo punto però, è bene fare un passo indietro: perché Bogazzi investe 9 milioni nella riqualificazione delle colonie, senza che fosse stato adottato il Ru? «Il dialogo con la passata amministrazione era stato più che aperto e trasparente- risponde Bogazzi-; mi promisero una variante anticipatrice, per il cambio di destinazione d’uso dentro le colonie e il 25% di residenziale. Facemmo numerosi incontri anche in Regione e sembrava tutto definito». Poi, come raccontano le cronache locali, la Regione stoppò tutto e fu vista come una mossa politica dell’allora Pd che a Massa stava all’opposizione. L’amministrazione Volpi ha fatto il resto, proponendo un’idea diversa di sviluppo delle colonie, e rivedendo successivamente la percentuale da 15% a 25%. «Il 25% non è un capriccio- continua Bogazzi- è un mero conto matematico. Rientrerò dei 9 milioni solo se riuscirò a vendere residenze private a 4000 euro al metro quadrato».

Ma qualcuno le comprerebbe? «E’ un investimento sicuro- dice Bogazzi- ne sono certo perché conosco il mercato. Non si tratta del mercato delle seconde case, si tratta del mercato delle case di lusso e non ne esisterebbero di simili su tutta la costa toscana. Per questo so che le venderei». Il progetto prevede poi il 75% della superficie a funzione ricettiva, di cui il 50% per realizzare un complesso turistico, con tutti i servizi connessi, nella colonia Torino e il resto di case vacanze nella ex Olivetti. Il residenziale verrebbe ricavato soltanto negli ultimi due piani della colonia Torino come previsto, per altro, dal piano strutturale.

Bogazzi infine ha ricordato in commissione che tutte le osservazioni presentate dai proprietari delle ex colonie sono state respinte e ha commentato: «Si tengano il degrado». Un tentativo però l’armatore l’aveva fatto ad agosto scorso, quando scrisse una mail al sindaco, al presidente del consiglio comunale Domenico Ceccotti, al presidente della commissione urbanistica Luigi Turri, e all’assessore regionale Stefano Ciuoffo, per manifestare la sua preoccupazione: «Nel caso di diniego delle richieste avanzate- scriveva Teresa Pardini presidente del cda della società Turimar- l’intervento di recupero non sarà economicamente sostenibile, per cui il complesso andrà rapidamente ad ulteriore degrado, con un forte impatto negativo sul litorale». Ma la lettera è rimasta nei cassetti dei destinatari: la commissione Turismo ne è venuta a conoscenza soltanto martedì pomeriggio, alla presenza dell’armatore Bogazzi che ne ha parlato e l’ha mostrata, e la commissione urbanistica ieri pomeriggio, quando si è riunita ed è rimasta senza parole, allorquando il presidente Turri ha negato di averla ricevuta.



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