Il Tirreno

Vetreria Bonini, l’epopea inizia da un’idea al bar

di ALDO ANTOLA
Vetreria Bonini, l’epopea inizia da un’idea al bar

Dal viale della Stazione a via Catagnina ora lavora anche per la nautica e l’estero

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Da oltre mezzo secolo la Vetreria di Amedeo Bonini & C. ha seguito da zero passo passo tutto il progresso del miracolo italiano attestandosi saldamente come una delle più importanti aziende apuane. È nata nel bar di famiglia l’idea, gestito negli anni Cinquanta dal padre di Amedeo, il conosciutissimo Bruno Bonini che gestiva il famoso Piccolo Bar vicino alla stazione ferroviaria. «L’idea della vetreria – inizia Amedeo – è nata dal suggerimento di un cliente del bar mentre stavamo giocando a carte e mi è subito sembrata buona. Ma io non avevo esperienza mentre lui già aveva lavorato nella storica vetreria di Ivo Bologna ed era un Maestro Vetraio, cosi decidemmo per la società rilevando la vecchia vetreria dei Vatteroni nel Viale della Stazione. Poi sappiamo che le società molto spesso non vanno, ci dividemmo e proseguii da solo. Con enormi difficoltà perché io nella società curavo soprattutto la parte amministrativa mentre lui quella tecnica, cosi mi ritrovai a fare tutto. Comunque con impegno e sacrifici riuscii a venirne fuori». Ricostruiamo la storia con Amedeo e la moglie Anna, che ha avuto parte fondamentale nella loro storia, di vita e della vetreria. «Abbiamo iniziato praticamente insieme nel finire degli anni Sessanta nel magazzino-laboratorio del viale della stazione davanti alle attuali scuole elementari – ricostruisce Anna – e dopo pochi mesi con il contributo di quattro dipendenti, Sergio, Roberto, Nino e Domenico prima con i classici vetri da finestre e negozi, poi, con l’economia italiana in netta crescita abbiamo continuato a seguire tutto il progresso del vetro. Era il boom degli anni Sessanta, il lavoro non faceva altro che crescere continuamente ed abbiamo avuto bisogno di trovare più spazio e ci trasferimmo nel 1975 qui in via Catagnina, una sede molto spaziosa e logisticamente in posizione ideale».

Ma prima di proseguire con il racconto della storia guardiamo la struttura societaria attuale, dalla nascita alla composizione attuale e per finire col futuro, dato da Andrea Giulia, un anno, Amedeo Bruno Junior, tre anni e Petra Agata nove anni. Dunque dal capostipite Amedeo Bonini e Anna arrivano i figli Bruno, ora 45 anni e Egidio, 39 che dopo l’apprendistato in azienda mettono su famiglia rispettivamente con Chiara ed Jirina e quindi arrivano i giovanissimi rampolli già citati Andrea Giulia e Amedeo Bruno Junior da Bruno e Chiara e Petra Agata da Egidio e Jirina. «Nei primi tempi abbiamo iniziato con lavori di costruzione vetrate per abitazioni private, normali – continuano a raccontare un po’ insieme Amedeo e Anna mentre il figlio Egidio e Jirina, presi da altre cose continuano il loro lavoro in ufficio di fine serata ed ogni tanti intervengono nella discussione – ma soprattutto seguivamo e servivamo falegnami e fabbri che lavoravano con i primi costruttori massesi della città, con piccole aziende di infissi. Erano gli anni dei primi palazzi della città che si stava espandendo e rinnovando dopo il conflitto. Andando avanti seguivamo la trasformazione continua, l’adattamento alle novità del progresso che seguivamo con attenzione con investimenti su nuovi e moderni macchinari di produzione quantitativa ma anche qualitativa. Insomma eravamo molto attenti alle nuove esigenze del mercato è questo è stato il nostro successo». La struttura attuale dell’azienda è nuovissima, moderna, elegante e bella, segno di un mercato seguito non soltanto per una piccola città come Massa. «È vero – continuano i coniugi – abbiamo seguito proprio tutto quello che il mercato chiedeva, dall’edilizia al settore navale, dalla Toscana alla Liguria e poi dopo anche in campo nazionale ed oltre. Molto lavoro dalla cantieristica navale dalla Versilia al Tigullio, a Genova dove questo mercato è importante. Insomma anche per superare la crisi di questi ultimi anni abbiamo seguito i mercati. La qualità del nostro lavoro aveva superato i confini locali ed abbiamo iniziato ad avere richieste da parte di cantieri importanti a Milano, e in questo momento stiamo lavorando all’Ogr (Officine grandi riparazioni) di Torino, azienda che cura spazi per concerti, mostre, arti visive e performative, danze e tutti i tipi di spettacoli e, per esempio dove Renzi ha fatto l’ultimo congresso e nella Tv si sono anche viste le vetrate dei capannoni che stiamo facendo». Lavori importanti, che vi hanno dato l’impulso in zona ci sono stati? «Sicuramente – risponde Amedeo – ricordiamo il periodo del famoso tornado del 78 a Cinquale, Ronchi e Forte Dei Marmi che distrusse tante case e vetrate delle ville e non sapevamo a chi dar retta dalla chiamate di soccorso nei giorni seguenti, ricordo che dovevamo farci spazio fra alberi caduti, strade interrotte da buche e ogni cosa per arrivare alle case, per noi era anche lavoro ma era anche disperazione nel vedere tanti danni». Ma ora avete un bel gruppo, i figli tirano, potete respirare più tranquilli! «I ragazzi si danno un gran daffare – dice sorridendo Amedeo – hanno trovato la strada spianata, promettono bene, io gli do tutte le istruzioni ed i consigli. Noi abbiamo cominciato con grande passione e grande voglia di riuscire, ora non saprei se i ragazzi di oggi partendo da zero ce la farebbero». «Ora Egidio si occupa in prevalenza della parte tecnica – continua Anna – è esperto in vetri temperati e stratificati, Bruno invece segue di più la parte commerciale, si completano a vicenda. E, come detto, ora il lavoro li porta a viaggiare molto, per fare contratti, progetti, proposte e tutte quello che serve. Tutto sotto la supervisione di Amedeo e – conclude molto divertita, scherzando ma non molto Anna – anche quella della mamma che è quella che li bacchetta …». Come avete Resistito alla crisi degli ultimi anni? «Con investimenti in macchinari più moderni dunque meno mano d’opera, siamo passati dalla quarantina di unità degli anni d’oro alla ventina attuale, senza tagli ma con riduzione naturale del tempo. Siamo affezionati al nostro personale. Ma soprattutto con una diversificazione mirata ed una grande attenzione ai mercati. Per esempio produciamo vetro stratificato con i vari tipi di marmo (e ci mostra dei campioni molto belli, sembrano gioielli), molto richiesti dai mercati, specialmente arabi, lavoriamo molto anche in quei paesi dove abbiamo ornato molti minareti e costruito tanto alle moschee, come quella di Doha».

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