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Carrara, una furia contro i controlli, in quattro finiscono al Noa
Lite sul bus per la verifica del biglietto, alla fine intervengono i carabinieri. L’autista colpito da un testata della donna. I sindacati: «I trasporti sono dimenticati»
I verificatori salgono sulla linea 52 in viale XX Settembre, fanno il loro dovere. Chiedono i biglietti alle poche persone sul bus, una ragazza sul fondo comincia a innervosirsi. Guarda fuori, si agita, spera nella fermata. I due dipendenti Ctt la avvicinano, le chiedono il ticket. E parte il finimondo. La sua reazione è furente e alla fine finiscono tutti al pronto soccorso, autista intervenuto a calmare le acque e ragazza fermata compresi.
«Una furia inarrestabile quella donna». Così la descrivono i colleghi dei tre dipendenti Ctt coinvolti nella vicenda. Dopo la richiesta del biglietto comincia a urlare, le braccia che fendono colpi a destra e a sinistra. Pronta a colpire chiunque le si avvicini. Non sanno cosa fare i verificatori, cercano di calmarla ma lei è fuori di sé, non sente ragioni. L’autobus si trasforma in un agone. La situazione è rovente, i passeggeri atterriti. I controlli provano a chiamare i carabinieri: mossa sbagliata. La donna si inviperisce, li attacca frontalmente, cerca lo scontro fisico. E lo ottiene.
La donna si butta addosso alla verificatrice mentre sta chiamando i militari. Le strappa il cellulare dalle mani e lo lancia via. L’autista ferma l’autobus, prova a intervenire. Si cerca di non fare del male a nessuno. Ma la donna lo coglie di sorpresa mentre si gira e lo colpisce con una testata alla nuca. Per divincolarsi la donna strattona un uomo, con le unghie gli crea qualche escoriazione. Alla fine intervengono i carabinieri, la situazione si calma. E la donna, agitatissima, la portano via con il mezzo del pronto soccorso.
Per la verificatrice c’è un dito lussato, gli altri sono refertati al pronto soccorso del Noa. Nulla di grave, ma la situazione si ripete troppo spesso uguale. E questa è una cronaca tra le altre che si potrebbero scrivere ogni giorno. Chi lavora nel mondo degli autobus chiede un intervento serio. All’azienda e alla politica. Così Claudio Corazzini della Faisa, Leonardo Fazi della Cgil e Alberto Nardini della Uil decidono di farsi sentire. «Il mondo dei trasporti è abbandonato, è un dato di fatto. Le pensiline soprattutto a Carrara sono in una condizione pietosa, tantissime sono spaccate a metà o del tutto assenti. E la gente aspetta sotto la pioggia. Gli stalli sono un altro capitolo dolente. Pieni di macchine, non possiamo fermarci. Quando c’è un invalido sui mezzi non possiamo fermarci per mettere giù la pedana, siamo costretti a manovre improvvisate. Mancano i controlli, le multe a chi posteggia dove non dovrebbe. Per non parlare di capolinea, uno dei problemi insoluti da sempre e che si continua a dire che verranno sistemati».
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