Il Tirreno

Ente camerale di Massa-Carrara, tanti prosciolti e prescritti: in quattro nei guai

di Alessandra Vivoli
Ente camerale di Massa-Carrara, tanti prosciolti e prescritti: in quattro nei guai

L’indagine riguardava la vicenda del fotovoltaico e i finanziamenti all’Isr: non luogo a procedere  anche per i dirigenti di Eams. Solo in quattro (gli ex vertici) sono stati rinviati a giudizio per reati minori

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CARRARA. Una maxi indagine sulla Camera di Commercio e due filoni principali. Una quindicina di episodi contestati per la mala gestione, riferiti a fatti che risalgono a sei anni fa. E tutta una serie di indagati, fra questi l’intera giunta camerale che era insediata al momento dei fatti contestati e finiti sul registro della Procura.Il tutto si è concluso, almeno per il momento, con una lunga serie di “non luogo a procedere” perché il fatto non sussiste o per intervenuta prescrizione. Solo in quattro (gli ex vertici camerali) sono stati rinviati a giudizio e non per tutti i capi di accusa che gli erano stati contestati ma per reati minori.

L’indagine. Peculato e associazione a delinquere era il reato ipotizzato dalla Procura per gli ex vertici della Camera di commercio. E in particolare per l’ex presidente Norberto Ricci, l’ex direttore Alberto Ravecca, per l’ex segretario Alberto Beverini, per l’ex direttrice amministrativa Francesca Cordiviola (questi quattro sono stati rinviati a giudizio per reati minori). A loro si imputava, in sostanza, un utilizzo improprio del denaro dell’ente camerale. Il secondo filone di indagini chiuso dal procuratore capo Aldo Giubilaro riguarda il ruolo degli enti in alcune operazioni. Una in particolare ha destato l’attenzione delle Fiamme Gialle ed è quella del progetto Eams per la costruzione di un impianto fotovoltaico da installare sul tetto del museo del marmo di Carrara. Quell’impianto sarebbe costato 198 mila euro ma sarebbe stato pagato dalla Camera di commercio ben 402 mila.

Indagati quindi anche i vertici dell’Eams, e in particolare Maurizio Narra (assistito dall’avvocato Giancarlo Lattanzi) presidente del cda; Norberto Petriccioli del cda dell’Eams, il direttore generale Gianfranco Castrovinci. E ancora i componenti della giunta della Camera di commercio (tutti assistiti dal professor Adriano Martini) Gianfranco Oligeri, Anselmo Ricci, Alessandro Caro, Andrea Ghirlanda. Le indagini erano partite dall’impianto fotovoltaico strapagato secondo l’accusa da 198 mila a 402mila euro. Nel mirino delle Fiamme Gialle erano finiti anche i finanziamenti all’Istituto studi ricerche di 100mila euro per studi che, secondo l’accusa, ne costavano a malapena 10mila. Una quindicina gli episodi contestati (i fatti si riferiscono al 2011 e 2014) per i quali il procuratore Giubilaro era arrivato a chiedere la custodia cautelare in carcere per Norberto Ricci, Ravecca, Cordiviola e Beverini. Richiesta respinta in prima istanza dal gip Aracri.

L’udienza preliminare e il proscioglimento. L’udienza sulla vicenda della Camera di Commercio si è tenuta giovedì scorso, 2 novembre, davanti al gup Ermanno Di Mattia. È stata ripercorsa la vicenda racchiusa nei due filoni di indagine e nei faldoni 962 del 2012 e 779 del 2014. Alla fine per otto dei dodici indagati è arrivato il proscioglimento da tutti i capi di accusa, perché il fatto non sussiste o perché i reati si sono estinti per intervenuta prescrizione. Non luogo a procedere anche nei confronti di altri componenti della Camera di Commercio all’epoca dei fatti: Vincenzo Tongiani, Oreste Guadagni, Arnaldo Tonarelli e Franco Andrei.



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