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UN RISULTATO STRAORDINARIO CHE IMPONE UN CAMBIO DI PASSO

Un'opera d'arte creata a Carrara
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Un'opera d'arte creata a Carrara

Il commento di Massimo Braglia dopo la nomina dell'Unesco  di Carrara Città creativa

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Con un singolare e amaro tempismo, l’annuncio straordinario di Carrara “città creativa dell’Unesco” - ad oggi, una delle nove in Italia - è arrivato in contemporanea con lo spegnimento delle luci e della porta all’Hotel Michelangelo, unico albergo di rilievo del centro cittadino (è all’asta, si ipotizza un interessamento di alcuni imprenditori del marmo, sarebbe una soluzione auspicabile).

Il rischio concreto è che chi deciderà, dopo aver letto di due film in contemporanea girati qui (in toto o in parte) dedicati a Michelangelo, e vorrà scoprire che oltre alle rinomate cave vi è anche un tessuto diffuso di laboratori artistici, meno di un tempo ma ancora dinamici, ebbene, si troverà come al solito a dover alloggiare in un altro comune e farà una gran fatica, se in un giorno festivo, a trovare un bar aperto. I servizi igienici pubblici sono chiusi da quasi un anno e non si vede uno spiraglio.



Carrara città creativa e del saper fare, con una tradizione secolare di artigiani e artisti, ma anche Carrara città chiusa, con una impressionante morìa di negozi e di attività, in un tessuto commerciale soprattutto urbano soffocato da un piano della sosta aggressivo, mortificato dagli eterni dilemmi del Politeama e degli Animosi, del capolinea che non parte, della Fondazione Cassa di Risparmio che ha depauperato buona parte del suo patrimonio in operazioni con Carige. E se si scende verso il mare non va meglio, l’ex Mediterraneo è un cratere, il Marble Hotel fra poco festeggia i 30 anni (fu iniziato nell’88) ed è ancora lì, cartolina simbolo dell’inefficacia di una classe dirigente spazzata via dalle ultime amministrative. Poche settimane fa siamo stati ad Alba: l’enorme differenza è che chi esce dall’autostrada e facendo una breve digressione passa nei pressi dello stabilimento Ferrero viene letteralmente travolto da un aroma impressionante di nutella, cioccolata, ovetto Kinder. Qui, chi esce al casello di Carrara trova lo scheletro del Marble, chi esce a Massa e taglia verso l’Aurelia, è travolto dal tanfo del Cermec. E ci si consenta una breve parentesi, chi oggi propone un Comune unico tra Massa, Carrara e Montignoso, dovrebbe prima ricordarsi che quelle società in cui i Comuni si sono trovati o si trovano cogestori, dal Cat allo stesso Cermec, da Erreerre a Gaia, dal Consorzio Zona industriale all’Area retroportuale, insomma, i risultati non sono stati certo buoni; e la stessa Provincia, ha fatto finire in malora lo stabile del Liceo Marconi, una parte dello Zaccagna, tiene chiusa la palestra del Repetti; che aggiungere?

Ma torniamo a Carrara. Il risultato straordinario di Carrara città creativa deve essere assolutamente uno sprone anche e soprattutto per la giunta a Cinque stelle, che finora in quattro mesi ha fatto troppo poco, per non dire quasi niente. De Pasquale dice che si è concentrato sulle scuole, ora però serve davvero un deciso cambio di passo, quel cambio di passo che avevamo auspicato da anni per la giunta Zubbani e che invece non è mai arrivato, portando alla sonora sconfitta di giugno. A partire dalle migliorìe al piano della sosta, e poi incentivi alle aperture dai negozi, definitiva risoluzione dei casi Marble e Mediterraneo, arricchimento dell’offerta sanitaria; e si aspettano i testi definitivi del regolamento degli agri marmiferi e del Piano operativo comunale. Ormai la fase di ambientamento è finita, non possono essere elusi ancora a lungo i temi chiave che la città aspetta. O il titolo di Città creativa resterà solo uno slogan senza ricadute sul territorio.
 

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