Il presidio
Più di 6mila apuani non pagano l’acqua
di Libero Red Dolce
Media di morosità di Gaia più alta della media a Massa-Carrara
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MASSA-CARRARA. A Massa sono 2.783, a Carrara 1.620. Gli utenti che non hanno pagato la bolletta dell’acqua solo nelle due città più grandi della provincia sono più di 4mila, 4403 per la precisione. Tradotto in denaro sonante un milione e seicentomila euro totali di ammanco dalle casse di Gaia. 1.046.671,57 euro da Massa e 626.284,73 euro da Carrara. Non è certo un’eccezione, anzi è quasi la regola nei 46 comuni gestiti da Gaia. Ma nelle provincia apuana le percentuali di morosi sono più alte della media regionale e lo sono anche se confrontate con quelle della confinante provincia di Lucca.
Il dato non si riferisce semplicemente alle bollette non pagate ma a quelle che risultano insolute nei 24 mesi. Quindi il dato del 2017 si riferisce non all’anno in corso ma a due anni prima. Quindi al 2015. E l’Autorità idrica toscana (Ait) aveva già definito la situazione della nostra società idrica come "preoccupante", per quanto sia leggermente migliorata negli ultimi anni. E se Massa e Carrara piangono la Lunigiana non ride. Anzi, ha più di un motivo per disperarsi.
Le percentuali sono ben più alte nei 13 comuni gestiti da Gaia. Il picco, almeno quello come percentuale di insoluto sul totale emesso, lo raggiunge Mulazzo con l’11,23%. Mancano all’appello 38mila euro su un totale di poco più di 338mila. A doverli ridare sono i 138 morosi. Sono cifre esigue se paragonate a quelle di Massa e Carrara, che però hanno un’incidenza che va considerata in relazione ai 2421 abitanti del piccolo comune. E che segnalano un problema di solvibilità e che in parte sono anche spia di un disagio sociale ed economico. Mancano i soldi spesso per pagare le bollette e le famiglie non riescono.
Ma i dati di Massa e Carrara e della Lunigiana sono in media con quelli del resto dei comuni di Gaia? Non proprio. La media riguardo agli insoluti dei 13 comuni lunigianesi è del 7,42% e quella tra i due centri principali della provincia si attesta allo 6,01%. In totale si tratta di 6774 persone che non hanno pagato le bollette.
Si pensi che all’interno di Gaia l’ultima media di coloro che non pagano si attesta quindi al 5,24%. Un dato che va calando di anno in anno ma che rimane sopra a quanto stabilito dall’Aeegsi (Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico): la morosità massima si può al 3,8% per i gestori siti nelle regioni del Centro. Ait certificava livelli pari al 7,8% nel 2014 e al 5,78% nel 2015. Un calo inizialmente determinato principalmente dalla compensazione debiti/crediti avvenuta nei confronti delle amministrazioni comunali che vantano consistenti crediti nei confronti della società ma che, nel 2014, erano responsabili di una morosità sui pagamenti al gestore superiore al 54%.
Se in termini assoluti della quantità di assoluto ci sono Massa e Carrara, la situazione è complessa anche per gli altri comuni della Lunigiana.
Ad Aulla i 515 utenti insoluti pesano per il 10,38% sul totale delle bollette emesse, cioè 173mila euro mancanti, e i 351 di Fivizzano invece corrispondono al 8,37%, quasi 80mila euro. Non è migliore la situazione di alcuni cittadini di Pontremoli e Licciana: nella prima 325 cittadini non hanno pagato 78mila euro di bollette, il 4,90% (uno dei dati più bassi), nella seconda sono 241 per un totale di 56mila euro, cioè l’8,01%. Molto alto il dato anche a Filattiera (8,70%) con 93 non paganti e a Villlafranca: qui 216 gli utenti insoluti e media del 9,12%.
Il dato migliore lo fa registrare Casola: 42 non paganti che pesano per il 2,90% sul totale degli emessi. “Soltanto”4 mila euro.
Il dato non si riferisce semplicemente alle bollette non pagate ma a quelle che risultano insolute nei 24 mesi. Quindi il dato del 2017 si riferisce non all’anno in corso ma a due anni prima. Quindi al 2015. E l’Autorità idrica toscana (Ait) aveva già definito la situazione della nostra società idrica come "preoccupante", per quanto sia leggermente migliorata negli ultimi anni. E se Massa e Carrara piangono la Lunigiana non ride. Anzi, ha più di un motivo per disperarsi.
Le percentuali sono ben più alte nei 13 comuni gestiti da Gaia. Il picco, almeno quello come percentuale di insoluto sul totale emesso, lo raggiunge Mulazzo con l’11,23%. Mancano all’appello 38mila euro su un totale di poco più di 338mila. A doverli ridare sono i 138 morosi. Sono cifre esigue se paragonate a quelle di Massa e Carrara, che però hanno un’incidenza che va considerata in relazione ai 2421 abitanti del piccolo comune. E che segnalano un problema di solvibilità e che in parte sono anche spia di un disagio sociale ed economico. Mancano i soldi spesso per pagare le bollette e le famiglie non riescono.
Ma i dati di Massa e Carrara e della Lunigiana sono in media con quelli del resto dei comuni di Gaia? Non proprio. La media riguardo agli insoluti dei 13 comuni lunigianesi è del 7,42% e quella tra i due centri principali della provincia si attesta allo 6,01%. In totale si tratta di 6774 persone che non hanno pagato le bollette.
Si pensi che all’interno di Gaia l’ultima media di coloro che non pagano si attesta quindi al 5,24%. Un dato che va calando di anno in anno ma che rimane sopra a quanto stabilito dall’Aeegsi (Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico): la morosità massima si può al 3,8% per i gestori siti nelle regioni del Centro. Ait certificava livelli pari al 7,8% nel 2014 e al 5,78% nel 2015. Un calo inizialmente determinato principalmente dalla compensazione debiti/crediti avvenuta nei confronti delle amministrazioni comunali che vantano consistenti crediti nei confronti della società ma che, nel 2014, erano responsabili di una morosità sui pagamenti al gestore superiore al 54%.
Se in termini assoluti della quantità di assoluto ci sono Massa e Carrara, la situazione è complessa anche per gli altri comuni della Lunigiana.
Ad Aulla i 515 utenti insoluti pesano per il 10,38% sul totale delle bollette emesse, cioè 173mila euro mancanti, e i 351 di Fivizzano invece corrispondono al 8,37%, quasi 80mila euro. Non è migliore la situazione di alcuni cittadini di Pontremoli e Licciana: nella prima 325 cittadini non hanno pagato 78mila euro di bollette, il 4,90% (uno dei dati più bassi), nella seconda sono 241 per un totale di 56mila euro, cioè l’8,01%. Molto alto il dato anche a Filattiera (8,70%) con 93 non paganti e a Villlafranca: qui 216 gli utenti insoluti e media del 9,12%.
Il dato migliore lo fa registrare Casola: 42 non paganti che pesano per il 2,90% sul totale degli emessi. “Soltanto”4 mila euro.
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