Il Tirreno

La ricercatrice che racconta i faraoni d’Egitto

La ricercatrice che racconta i faraoni d’Egitto

Cristiana Barandoni pubblica con Newton Compton Un’opera divulgativa: «Cultura deve essere di tutti per tutti» 

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Le vite straordinarie dei sovrani divini d'Egitto e i segreti di un'antica civiltà, sono temi raccontati nel libro "L'incredibile storia dei Faroni" (Newton Compton) scritto dalla ricercatrice carrarese Cristiana Barandoni. Un viaggio attraverso la vita di 441 faraoni in una storia millenaria che va dal 2920 al 30 a.C. È questa la portata di una civiltà complessa come quella dell’antico Egitto.

Il libro risponde a domande tanto comuni quanto non banali: chi erano realmente i faraoni? Quali erano le loro effettive mansioni, cosa sapeva di loro il popolo e cosa lasciavano conoscere di se stessi agli altri? Ritenuti divinità così sacre da non poter essere guardate in volto, che cosa facevano all’ombra dei loro giganteschi palazzi reali?

La Barandoni partendo dalle misteriose Liste Reali, conduce alla scoperta della vita e delle opere di alcuni tra i 200 faraoni in esse menzionati. Dal faraone Narmer alla regina che fece battere il cuore ai Romani, si susseguono vicende personali mescolate a vicende storiche; periodi che videro avvicendarsi addirittura 70 faraoni in meno di 100 anni, a periodi di grande pace come quello del Nuovo Regno, epoca d’oro nella quale 15 sovrani provenienti da Tebe trasformarono letteralmente il volto dell’Egitto. Un viaggio nella storia lungo quasi 5000 anni.

Quanto è importante divulgare la storia, in questo caso l'Egitto, al grande pubblico? «Divulgare a tutti è l'unico modo per far sì che il patrimonio continui a vivere negli occhi e nei cuori del presente. Il patrimonio non è nostro c'è stato dato in affido e deve diventare nostra cura quella di passarlo ai nostri figli nel migliore dei modi, sia eticamente che moralmente. Trovo profondamente sbagliato appropriarsi di contenuti, ricerche, musei per farne dei baluardi. La cultura deve essere di tutti per tutti e fatta grazie all'aiuto e al contributo di tutti».

Un libro che però affronta temi storici importanti con un linguaggio comune. Come ha gestito questo equilibrio?

«Il nostro tipo di lavoro è spesso e volentieri rivolto solo ed esclusivamente al pubblico degli addetti ai lavori e prima o poi si perde completamente il vero significato di ciò che significa divulgare. Per me non è stato facile scrivere questo libro, così come il primo, perché sono abituata a scrivere articoli scientifici il cui lessico talvolta è così complesso da dover essere analizzato piano piano. Il mio obiettivo è stato trasformare un argomento così vasto come la millenaria storia egizia in un libro adatto a tutti. Mi ha messo a dura prova ma è stata una sfida che ho accettato con grande umiltà e anche una punta di orgoglio».

Cristiana Barandoni è laureata in archeologia classica e ha conseguito la specializzazione post laurea in archeosismologia. Ha un master e diversi corsi di perfezionamento in didattica e comunicazione dell'Antico e da diversi anni si occupa non solo dell'aspetto conservativo dell'Archeologia ma soprattutto di quello didattico e pedagogico. Per la Newton Compton ha pubblicato anche I misteri dell’archeologia.

Luca Borghini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa