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Veleni in via Tinelli parte la bonifica attesa da undici anni

Veleni in via Tinelli parte la bonifica attesa da undici anni

22 ettari inquinati da mercurio, la Regione invia lettere ai 120 proprietari per individuare i responsabili dei danni

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MASSA. Le raccomandate della Regione sono partite ieri: 120 lettere (tanti sono i proprietari di terreni interessati alla cosa) per comunicare l’avvio formale del procedimento di “individuazione soggetto responsabile contaminazione area Tinelli”. La stessa comunicazione è in via di spedizione alle amministrazioni pubbliche coinvolte: Comune, Provincia, Consorzio Zona, Arpat, Asl, ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Quelle raccomandate sono il segnale che, finalmente, sono in partenza gli interventi di bonifica dei terreni inquinati da mercurio in via Tinelli. Interventi attesi dal 2005.

La bonifica inizierà, secondo quanto previsto dall’Accordo di programma fra ministero ed enti locali, con nuovi carotaggi, preludio a un lavoro di bonifica vero e proprio sui cosiddetti hot-spot, cioè le parti dove sono stati riscontrati i più alti livelli della sostanza inquinante. I finanziamenti ci sono: 2,4 milioni di euro (più 600mila che serviranno per la spiaggetta davanti alla ex colonia Torino). La Sogesid è la società in house del ministero dell’Ambiente che realizzerà l’opera che riguarderà 22 ettari, di cui 15 occupati da abitazioni e i restanti 7 da edifici a uso commerciale o artigianale. Le indagini hanno evidenziato unacontaminazione da mercurio in corrispondenza di numerosi punti e, in minor misura, da rame, piombo, zinco, Pcb, pesticidi organo clorurati, Ipa, idrocarburi pesanti. Con questo intervento, spiega la Regione, sarà possibile eseguire le bonifiche – che consistono nella rimozione delle terre inquinate e del successivo ripristino, solo nelle aree adibite “a verde”, che coprono il 55% circa dell'area complessiva. Durante la fase di progettazione potranno essere comunque valutate anche soluzioni alternative a quelle proposte che prevedano una bonifica dei terreni in-situ (ad esempio la fitodepurazione) e on-site (desorbimento termico, soil washing.

Rimane però insoluto il mistero dell’inquinatore che, a rigor di legge, dovrebbe essere poi quello che dovrebbe essere chiamato pagare la bonifica. L’ipotesi prevalente è quella che attribuisce il danno all’uso di antiparassitari per le coltivazioni . E le raccomandate spedite puntano formalmente a chiedere ai destinatari un aiuto per l’ individuare dei responsabili di questo danno ambientale.c.f.

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