Il Tirreno

Stop alla marmettola Scatta l’ordinanza anti inquinamento

Stop alla marmettola Scatta l’ordinanza anti inquinamento

Norme più rigide per la raccolta e lo smaltimento dei materiali Sospensione dell’attività per chi non si mette in regola  

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Basta con il Frigido lattiginoso, stop al rischio di inquinamento delle sorgenti: scatta ufficialmente sulle cave di marmo di Massa l’operazione “cave pulite”. La manovra, annunciata a fine settembre, è entrata nella sua prima fase operativa con l’obiettivo dichiarato di andare a ridurre drasticamente l’impatto del settore lapideo sull’ambiente. Nel mirino la marmettola, principale responsabile dell’inquinamento di sorgenti e corsi d’acqua. Ufficio ambiente e ufficio cave, assieme al vice sindaco Uilian Berti, hanno lavorato in queste settimane al provvedimento: un’ordinanza dirigenziale con la quale il Comune obbligherà i soggetti autorizzati all’escavazione a limitare in maniera ‘operativa’ e diretta il dilavamento. Una pulizia completa delle aree di lavoro: piazzali, bancate, fronti di cava, strade di collegamento, da effettuare anche quotidianamente per evitare che la polvere di marmo, con la pioggia, possa finire nelle sorgenti e poi nei fiumi, fino a valle.

«In questi giorni – spiega Berti – abbiamo fatto l’avvio del procedimento, step essenziale per evitare futuri ricorsi da parte delle aziende. Il settore ambiente ha inviato a tutti gli esercenti delle cave e, per conoscenza, anche alle associazioni di categoria, la comunicazione. In questa fase le aziende, se vogliono, possono ‘partecipare’ al procedimento prima dell’emissione dell’ordinanza, presentando eventuali osservazioni e contributi entro 30 giorni. Entro 60 giorni, invece, si avrà la conclusione». Le scadenze sono fissate e l’ordinanza sarà quindi emanata prima di Natale, salvo intoppi.

«L’atto finale – prosegue il vicesindaco -, ossia l’ordinanza dirigenziale, sarà uno strumento che andrà a chiedere alle aziende una maggior pulizia delle aree e dei piazzali di cava e servirà al Comune per pretendere una maggior responsabilizzazione e sensibilizzazione delle ditte che scavano il marmo dalle nostre montagne, tramite procedure operative chiare, registri da tenere in cava e nomina dei responsabili. Misure che si andranno a sommare al rispetto delle leggi e delle prescrizioni ambientali contenute nelle relative autorizzazioni all’escavazione. Il mancato rispetto dell’ordinanza comporterà delle multe ma anche dei provvedimenti sanzionatori deterrenti più concreti, ossia la sospensione dell’attività lavorativa per un periodo da determinare in base all’infrazione rilevata».

Un altro obiettivo dichiarato dell’operazione “cave pulite” è quello di allineare prescrizioni e regole per vecchie e nuove concessioni: «E inevitabile che quelle recentemente rinnovate abbiano già delle indicazioni più stringenti. Con l’ordinanza andremo a cambiare le carte in tavola anche per quelle rilasciate negli anni precedenti ed è per questo che l’avvio del procedimento è essenziale.

Le nuove norme prevedono che tutto il materiale fine prodotot in cava sia raccolto dai piazzali e smaltito con periodicità massima mensile, a eccezione dei materiali utilizzati come ausilio delle lavorazioni in corso che, comunque, dovranno essere immediatamente rimossi al termine delle stesse. Nelle lavorazioni in cui si usa l’acqua, dovrà essere realizzato un idoneo sistema di raccolta e convogliamento, per evitare infiltrazioni di marmettola e dovrà essere evitata la dispersione del materiale fine derivante dalla coltivazione. Dovrà essere rimosso tutto il materiale di scarto delle lavorazioni o materiale roccioso accumulato, tenendo puliti e sgombri bancate e fronti di cava, attivi e inattivi, strade di collegamento o di passaggio, piazzali e ogni altra area. Le aziende dovranno poi individuare un sito di stoccaggio in grado di confinare la marmettola per evitarne il dilavamento con la pioggia.

Non è una caccia alle streghe né una presa di posizione coercitiva – conclude il vice sindaco -. Ma una presa di coscienza di chi vuole rompere con gli schemi del passato e creare un futuro in cui lavoro, ambiente e progresso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera