Rosati nuovo comandante dei carabinieri in provincia
di Libero Red Dolce
Romano, 42 anni, arriva dalla guida dei nuclei operativi di Bolzano e Verona Sull’indagine di Aulla: «Il procuratore ha espresso fiducia, lavoreremo bene»
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MASSA. Battesimo di fuoco per il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Massa-Carrara, il tenente colonnello Massimo Rosati. Soltanto da lunedì prossimo prenderà ufficialmente il posto del suo predecessore, Valerio Liberatori, ma già oggi si è trovato operativo sul campo per la sparatoria a Marina di Massa avvenuta ieri all’ora di pranzo e che raccontiamo in un servizio nella pagina precedente.
«Sono stato fortunato, sono capitato in una provincia bellissima tra il mare e i monti», ha detto il tenente colonnello Rosati alla conferenza stampa mattutina di presentazione insieme al tenente colonnello Tiziano Marchi. E dopo i fatti di ieri pomeriggio potrà anche aggiungere “movimentata” alla sua descrizione della terra apuana.
Romano, figlio dell’arma, come si suol dire, anche il padre ha servito nei carabinieri prima di lui. Rosati è entrato in accademia a 19 anni, adesso ne ha 42. Ha fatto i suoi cinque anni a Modena e poi come prima esperienza è stato assegnato a Bologna. Ma non c’è solo l’Emilia nel curriculum di questo militare che ha già una notevole esperienza nonostante la giovane età.
Dopo il capoluogo emiliano Rosati è stato in Sardegna a Sassari e poi in Trentino-Alto Adige a Merano. Poi è stato comandante proviciale del reparto operativo di Bolzano e successivamente di quello di Verona, prima di approdare a Massa- Carrara. «Sono emozionato di essere qui – ha detto Rosati – è una grande responsabilità e un onore comandare i carabinieri di tutta una provincia. Ho preso i primi contatti con le autorità locali, ho sentito i comandanti dei vari presidi sul territorio. Sto facendomi un’idea più precisa sui problemi che ci sono e su come operare, ma ci sarà il tempo per rispondere alle aspettative della popolazione. Speriamo di contribuire, come carabinieri, a rendere più vivibile la provincia di Massa-Carrara, più di quanto non lo sia già».
Ancora prima d’incontrare i media il comandate Rosati ha avuto modo di parlare con il procuratore Aldo Giubilaro. E d’altronde il suo trasferimento arriva in un momento delicato per l’arma, con l’indagine per gli abusi nelle caserme della lunigiana che ha visto finire sotto indagine oltre trenta uomini in divisa, con un avvicendamento quasi completo dei vertici. «Il procuratore ha avuto parole di elogio per l’operato dei carabinieri, ha ribadito di lavorare sereni, di non avere alcun timore. Un discorso condivisibile. Speriamo di rispondere al meglio alle aspettative della procura. Sul pregresso delle indagini ho ben poco da dire, all’epoca non ero qui».
«Sono stato fortunato, sono capitato in una provincia bellissima tra il mare e i monti», ha detto il tenente colonnello Rosati alla conferenza stampa mattutina di presentazione insieme al tenente colonnello Tiziano Marchi. E dopo i fatti di ieri pomeriggio potrà anche aggiungere “movimentata” alla sua descrizione della terra apuana.
Romano, figlio dell’arma, come si suol dire, anche il padre ha servito nei carabinieri prima di lui. Rosati è entrato in accademia a 19 anni, adesso ne ha 42. Ha fatto i suoi cinque anni a Modena e poi come prima esperienza è stato assegnato a Bologna. Ma non c’è solo l’Emilia nel curriculum di questo militare che ha già una notevole esperienza nonostante la giovane età.
Dopo il capoluogo emiliano Rosati è stato in Sardegna a Sassari e poi in Trentino-Alto Adige a Merano. Poi è stato comandante proviciale del reparto operativo di Bolzano e successivamente di quello di Verona, prima di approdare a Massa- Carrara. «Sono emozionato di essere qui – ha detto Rosati – è una grande responsabilità e un onore comandare i carabinieri di tutta una provincia. Ho preso i primi contatti con le autorità locali, ho sentito i comandanti dei vari presidi sul territorio. Sto facendomi un’idea più precisa sui problemi che ci sono e su come operare, ma ci sarà il tempo per rispondere alle aspettative della popolazione. Speriamo di contribuire, come carabinieri, a rendere più vivibile la provincia di Massa-Carrara, più di quanto non lo sia già».
Ancora prima d’incontrare i media il comandate Rosati ha avuto modo di parlare con il procuratore Aldo Giubilaro. E d’altronde il suo trasferimento arriva in un momento delicato per l’arma, con l’indagine per gli abusi nelle caserme della lunigiana che ha visto finire sotto indagine oltre trenta uomini in divisa, con un avvicendamento quasi completo dei vertici. «Il procuratore ha avuto parole di elogio per l’operato dei carabinieri, ha ribadito di lavorare sereni, di non avere alcun timore. Un discorso condivisibile. Speriamo di rispondere al meglio alle aspettative della procura. Sul pregresso delle indagini ho ben poco da dire, all’epoca non ero qui».
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