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Fallimento Erre Erre in aula ma i microfoni fanno tilt
MASSA. Sono stati sentiti tre testimoni delle parti civili ieri mattina in tribunale per il processo sul fallimento della Erre Erre. L’udienza è iniziata in ritardo per un problema ai microfoni nella...
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MASSA. Sono stati sentiti tre testimoni delle parti civili ieri mattina in tribunale per il processo sul fallimento della Erre Erre. L’udienza è iniziata in ritardo per un problema ai microfoni nella sala d’assise (con cambio d’aula). A rispondere alle domande del pubblico mistero Marco Mansi e delle difese Ugo Bosetti, presidente del consiglio di amministratore della società, che ha spiegato come si è arrivati al fallimento e perché ha portato i libri in tribunale; il commercialista Paolo Bianchi, incaricato quando Bosetti è passato al Cermec, di fare una verifica dello stato di salute della società (ha certificato il danno subito da Cermec, parte civile) e Stefano Donati, dipendente della Cermec, responsabile della comunicazione del Cermec che verbalizzava i cda della Erre Erre.
Erre Erre era nata come società mista fra Delca (49%) e Cermec (51%) nel 2003: in quell’imianto si sarebbe dovuto produrre cdr (combustibile da rifiuti in bricchette), e invece fu dichiarata fallita nel luglio del 2011. E come ha confermato Bosetti era stato lui a portare i libri in tribunale. Per quel fallimento sono a processo undici persone: Domenico Del Carlo (difeso dagli avvocati Tullio Padovani e Anna Francini); Roberto Borghini (avvocati Roberto Iacopetti e Davide Cagetti); Alessandro Nicodemi (avvocato Carlo Boggi); Augusto Cardinotti (avvocato Tullio Padovani); Roberto Vaira (avvocati Fabio Sommovigo e Pierpaolo Zambella); Luciano Bertoneri (avvocati Salvatore Salidu e Roberto Iacopetti); Cesare Carmassi (avvocati Giorgio Porzano ed Enrico Marzaduri); Giorgio Dell’Amico (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna); Luigi Marco Zoppi (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna); Fausto Giannoni (avvocato Umberto Zangani); Gianluca Musetti (avvocati Luca Pietrini e Giorgio Porzano).
Secondo l’accusa, Del Carlo e gli altri, che in seno alla società poi dichiarata fallita ricoprivano ruoli nel consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale, «distraevano, rivestendo Del Carlo la carica di amministratore unico della Delca spa, società di Vicopisano, provincia di Pisa, aggiudicataria dell'appalto finalizzato alla realizzazione di un impianto di produzione cdr, e della successiva variante, la somma di 1.847.018,21 euro, importo complessivo derivante dalle fatture pagate emesse da terzi a carico di ErreErre, in relazioni a prestazioni (necessarie o meno) che avrebbero dovuto essere integralmente erogate e sostenute economicamente da Delca, sulla base del contratto chiavi in mano».
Prossima udienza il 30 ottobre.
Erre Erre era nata come società mista fra Delca (49%) e Cermec (51%) nel 2003: in quell’imianto si sarebbe dovuto produrre cdr (combustibile da rifiuti in bricchette), e invece fu dichiarata fallita nel luglio del 2011. E come ha confermato Bosetti era stato lui a portare i libri in tribunale. Per quel fallimento sono a processo undici persone: Domenico Del Carlo (difeso dagli avvocati Tullio Padovani e Anna Francini); Roberto Borghini (avvocati Roberto Iacopetti e Davide Cagetti); Alessandro Nicodemi (avvocato Carlo Boggi); Augusto Cardinotti (avvocato Tullio Padovani); Roberto Vaira (avvocati Fabio Sommovigo e Pierpaolo Zambella); Luciano Bertoneri (avvocati Salvatore Salidu e Roberto Iacopetti); Cesare Carmassi (avvocati Giorgio Porzano ed Enrico Marzaduri); Giorgio Dell’Amico (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna); Luigi Marco Zoppi (avvocati Enzo Frediani e Giovanni Altadonna); Fausto Giannoni (avvocato Umberto Zangani); Gianluca Musetti (avvocati Luca Pietrini e Giorgio Porzano).
Secondo l’accusa, Del Carlo e gli altri, che in seno alla società poi dichiarata fallita ricoprivano ruoli nel consiglio di amministrazione o nel collegio sindacale, «distraevano, rivestendo Del Carlo la carica di amministratore unico della Delca spa, società di Vicopisano, provincia di Pisa, aggiudicataria dell'appalto finalizzato alla realizzazione di un impianto di produzione cdr, e della successiva variante, la somma di 1.847.018,21 euro, importo complessivo derivante dalle fatture pagate emesse da terzi a carico di ErreErre, in relazioni a prestazioni (necessarie o meno) che avrebbero dovuto essere integralmente erogate e sostenute economicamente da Delca, sulla base del contratto chiavi in mano».
Prossima udienza il 30 ottobre.
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