Meteo
Riparte il colosso delle macchine e mette in salvo 37 posti di lavoro
di Alessandra Vivoli
Accolto il concordato preventivo: la maggioranza dei creditori (oltre l’80%) ha dato il via libera Prende gambe un’operazione da 10 milioni di euro: nuovi soci per il colosso della tecnologia
3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Riparte - con l’approvazione del concordato preventivo - il colosso delle macchine Gaspari Menotti.
Prima di alcuni giorni fa si trattava di una proposta, che poteva essere accettata ma anche respinta dai creditori, e comunque non produceva alcun effetto concreto, se non l’analisi della situazione da parte del Tribunale.
Ora, dopo che lunedì scorso la maggioranza dei creditori (oltre l’80%) ha espresso voto favorevole su quella proposta, il concordato è approvato e quindi tutto ciò che era stato prospettato nella proposta può essere attuato, con la conseguenza che l’attività produttiva e commerciale può riprendere a pieno regime.
In questo percorso - che ha come obiettivo la salvaguardia di tutti e 37 i posti di lavoro dell’azienda - ha giocato un ruolo fondamentale l’ingresso di nuovi soci e dell’apporto di nuovi capitali, sia da parte di questi sia da parte della famiglia Gaspari, così come l’assunzione di un manager esterno, considerato che nessun risanamento è possibile senza l’apporto di capitale fresco e di nuove managerialità.
L’operazione. Si tratta di un’operazione da 10 milioni di euro. Nuovi soci e nuovi investitori per salvare la Gaspari Menotti spa, storica azienda delle macchine del marmo e, soprattutto, per preservare 37 posti di lavoro e un’attività che, con grandi sacrifici, non è stata mai interrotta.
A guidare il salvataggio dell’azienda apuana una neonata società; la Bicigi srl composta da l’ingegner milanese Fabio Boccacci, delle Fonderie Boccacci di Milano; i fratelli Ciro e Elena Gaspari e l’imprenditrice Daniela Conti, titolare dell’hotel Excelsior.
I fratelli Gaspari hanno investito 1 milione nella azienda di famiglia. Due milioni e mezzo ce li hanno messi Fabio Boccacci e Daniela Conti. L’operazione complessiva, che comprende anche l’acquisto di immobili, si aggirerà intorno ai 10 milioni di euro.
Il concordato preventivo. Con decreto del 29 settembre erastata ammessa società Gaspari Menotti spa alla procedura di concordato preventivo. Con il decreto il Tribunaleaveva quindi a nominato commissari giudiziali i dottori Fabio Bascherini ed Emanuele Giorgi. E convocato i creditori stabilendo che entro quindici giorni doveva essere depositata la somma di centomila euro le spese della procedura e disposto la pubblicazione del decreto (ai sensi dell'art. 166 L.F).
La proposta era articolata nella forma del concordato misto che prevedeva numerose classi di creditori e la vendita dei beni di proprietà non funzionali (immobili) e dell'azienda in "continuità".
Nuovi soci e nuovi, grossi investimenti, per garantire la continuità al colosso delle macchine. Era quindi previsto l'intervento di un “assuntore” che in questo caso specifico era proprio la società Bicigi srl che, subordinatamente all'omologa ed in caso di assegnazione dell'azienda, avrebbe garantito il pagamento dei creditori chirografari (quelli cioè non privilegiati) nella misura del 5%. Tutte le vendite- questo prevedeva l’operazione - compresa quella dell'azienda, dovevano comunque essere effettuate seguendo procedure competitive.
Le tappe della crisi. È esplosa nel febbraio scorso la crisi di una delle aziende leader delle macchine del marmo. Con una perdita di bilancio di oltre 11 milioni di euro, su un valore della produzione di 25 milioni e 900mila euro e un indebitamento di 43 milioni, il colosso Gaspari Menotti si era quindi avviato verso il concordato fallimentare. Erano poi intervenuti i manager di una società specializzata milanese, dei “tagliatori di teste” si erano sobbarcati l’impresa di fare ripartire l’azienda attraverso una ristrutturazione. Ma l’impresa non aveva funzionato e si era arrivati alla presentazione della richiesta di concordato fallimentare da parte della Gaspari Menotti. Adesso con l’accoglimento del concordato la Gaspari può davvero ripartire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Prima di alcuni giorni fa si trattava di una proposta, che poteva essere accettata ma anche respinta dai creditori, e comunque non produceva alcun effetto concreto, se non l’analisi della situazione da parte del Tribunale.
Ora, dopo che lunedì scorso la maggioranza dei creditori (oltre l’80%) ha espresso voto favorevole su quella proposta, il concordato è approvato e quindi tutto ciò che era stato prospettato nella proposta può essere attuato, con la conseguenza che l’attività produttiva e commerciale può riprendere a pieno regime.
In questo percorso - che ha come obiettivo la salvaguardia di tutti e 37 i posti di lavoro dell’azienda - ha giocato un ruolo fondamentale l’ingresso di nuovi soci e dell’apporto di nuovi capitali, sia da parte di questi sia da parte della famiglia Gaspari, così come l’assunzione di un manager esterno, considerato che nessun risanamento è possibile senza l’apporto di capitale fresco e di nuove managerialità.
L’operazione. Si tratta di un’operazione da 10 milioni di euro. Nuovi soci e nuovi investitori per salvare la Gaspari Menotti spa, storica azienda delle macchine del marmo e, soprattutto, per preservare 37 posti di lavoro e un’attività che, con grandi sacrifici, non è stata mai interrotta.
A guidare il salvataggio dell’azienda apuana una neonata società; la Bicigi srl composta da l’ingegner milanese Fabio Boccacci, delle Fonderie Boccacci di Milano; i fratelli Ciro e Elena Gaspari e l’imprenditrice Daniela Conti, titolare dell’hotel Excelsior.
I fratelli Gaspari hanno investito 1 milione nella azienda di famiglia. Due milioni e mezzo ce li hanno messi Fabio Boccacci e Daniela Conti. L’operazione complessiva, che comprende anche l’acquisto di immobili, si aggirerà intorno ai 10 milioni di euro.
Il concordato preventivo. Con decreto del 29 settembre erastata ammessa società Gaspari Menotti spa alla procedura di concordato preventivo. Con il decreto il Tribunaleaveva quindi a nominato commissari giudiziali i dottori Fabio Bascherini ed Emanuele Giorgi. E convocato i creditori stabilendo che entro quindici giorni doveva essere depositata la somma di centomila euro le spese della procedura e disposto la pubblicazione del decreto (ai sensi dell'art. 166 L.F).
La proposta era articolata nella forma del concordato misto che prevedeva numerose classi di creditori e la vendita dei beni di proprietà non funzionali (immobili) e dell'azienda in "continuità".
Nuovi soci e nuovi, grossi investimenti, per garantire la continuità al colosso delle macchine. Era quindi previsto l'intervento di un “assuntore” che in questo caso specifico era proprio la società Bicigi srl che, subordinatamente all'omologa ed in caso di assegnazione dell'azienda, avrebbe garantito il pagamento dei creditori chirografari (quelli cioè non privilegiati) nella misura del 5%. Tutte le vendite- questo prevedeva l’operazione - compresa quella dell'azienda, dovevano comunque essere effettuate seguendo procedure competitive.
Le tappe della crisi. È esplosa nel febbraio scorso la crisi di una delle aziende leader delle macchine del marmo. Con una perdita di bilancio di oltre 11 milioni di euro, su un valore della produzione di 25 milioni e 900mila euro e un indebitamento di 43 milioni, il colosso Gaspari Menotti si era quindi avviato verso il concordato fallimentare. Erano poi intervenuti i manager di una società specializzata milanese, dei “tagliatori di teste” si erano sobbarcati l’impresa di fare ripartire l’azienda attraverso una ristrutturazione. Ma l’impresa non aveva funzionato e si era arrivati alla presentazione della richiesta di concordato fallimentare da parte della Gaspari Menotti. Adesso con l’accoglimento del concordato la Gaspari può davvero ripartire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
