Il Tirreno

Lezioni via Skype per restare in pari dopo l'incidente stradale

di Camilla Palagi
Lezioni via Skype per restare in pari dopo l'incidente stradale

Al liceo linguistico Pascoli insegnanti e compagni di classe uniti per aiutare Valentina

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MASSA. Un brutto incidente la costringe a letto e non le permette di frequentare la scuola, così le insegnanti e i compagni di classe la coinvolgono con lezioni via Skype e appunti caricati sul portale dell'istituto. Aveva scosso le comunità di Massa e di Forte dei Marmi l'incidente stradale in zona Poveromo che lo scorso settembre aveva coinvolto cinque ragazzi. Tra di loro anche Valentina Calotti, 18 anni originaria di Forte dei Marmi e studentessa al liceo linguistico Pascoli di Massa.

Dopo essere stata sottoposta a varie operazioni, Valentina adesso sta lentamente tornando alla normalità dei suoi diciotto anni. E questo per lei significa anche dover affrontare l'ultimo anno scolastico al liceo di viale Stazione. «Questo progetto mi sta aiutando e mi sta dando una marcia in più, dato che a causa delle mie attuali condizioni fisiche non posso spostarmi da casa – racconta la ragazza - Nonostante le video lezioni siano un po' complicate da seguire, visto che le devo conciliare con le mie visite mediche, le mie terapie e anche purtroppo con il dolore fisico, mi sento comunque in dovere di ringraziare i miei professori e miei compagni, che in questo periodo mi sono stati veramente di aiuto.

E di questo ne sono molto felice, considerato che è il mio ultimo anno e a giugno avrò la maturità». Si chiama didattica domiciliare, ed è il servizio che il Ministero dell'Istruzione offre agli studenti che si trovano nell'impossibilità di andare a scuola per più di 30 giorni per gravi motivi di salute. Un programma di cui vanno orgogliosi anche il preside del liceo Pascoli, Massimo Ceccanti, e la professoressa Ivana Giordano, coordinatrice del progetto. «Valentina sarà costretta a letto almeno fino a fine ottobre, – ha spiegato la professoressa Giordano – così, come previsto dal Miur e di comune accordo con i suoi compagni di classe, abbiamo deciso di utilizzare il computer e i tablet della scuola per trasmettere online le lezioni che rischiava di perdere.

Il computer, per una questione di privacy, inquadra solo la lavagna e l'insegnante che spiega la lezione, ma la ragazza può intervenire con domande e richieste di chiarimenti». Secondo il Miur il servizio didattico domiciliare si presenta come parte integrante del processo terapeutico, e contribuisce al mantenimento e al recupero psicofisico, proponendosi di tenere il più possibile vivo il tessuto di rapporti dell'alunno con il mondo scolastico e con le relazioni sociali che ne derivano.

«Da una settimana teniamo le lezioni tramite una connessione a Skype – continua la professoressa Giordano- la ragazza ha individuato le materie che pensa possano essere più difficili da recuperare una volta rientrata in classe, anche in virtù del fatto che quest'anno avrà la maturità. I compagni di classe hanno giocato e giocano un ruolo fondamentale: vanno a trovarla spesso per portale gli appunti e le inviano materiale online, e le insegnanti si sono rese disponibili a farle visita. Ci auguriamo che entro novembre abbia la possibilità di ritornare in classe, se così non fosse ci adopereremo comunque per assicurarle l'offerta formativa».

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