Il Tirreno

Cattivi odori dall’argine «A S. Caprasio non si vive»

Nuove proteste per i miasmi che provengono dagli scarichi fognari sul Magra I residenti che avevano fatto ricorso al Tribunale delle Acque chiedono interventi

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AULLA. Davanti all’abbazia di San Caprasio ad Aulla vivono una trentina di persone, ma devono convivere con gli odori non proprio delicati che provengono dagli scarichi fognari che si diramano dall’argine. Ed è Sandro Baldassini, il quale ha la madre che vive lì, a sollevare la questione, sostenendo di avere sentito personalmente i miasmi domenica mattina, quando è andato a fare visita alla madre. “Inoltre, sono 4 mesi che i lavori sono fermi, quindi è auspicabile che chi di dovere faccia qualcosa per allievare i disagi dei residenti. Invece, nessuno dice nulla, sembra che nessuno sappia nulla“ aggiunge Sandro Baldassini. Tra l’altro, un gruppo di cittadini che risiedono a pochi metri dal ponte per Podenzana, proprio di fronte all’abbazia di San Caprasio, pochi anni fa si era reso protagonista di un ricorso sui nuovi argini del fiume Magra, ma il Tribunale superiore delle acque pubbliche lo aveva respinto.

Inizialmente il ricorso era proposto da Roberto Paolo Biagini, Adelia Musetti, Dario Adriano Baldassini, Monica Mondini, Fabio Mondini, Renata Baccini, Paolo Di Marco, Sabrina Murena e Giusepppe Argento.

Il ricorso era contro la Provincia di Massa-Carrara; contro la Regione Toscana; contro il Comune di Aulla; la Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Toscana, Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara; e contro Comune di Licciana Nardi, Autorità di Bacino del Fiume Magra, Unione di Comuni Montana Lunigiana, Asl 1 - Massa Carrara, Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) – Toscana. L’obiettivo era annullare la determinazione del dirigente del Settore Ambiente-Energia della Provincia di Massa-Carrara, con cui si annunciava la conclusione del procedimento di Via (Valutazione di impatto ambientale) per il progetto di adeguamento del muro d'argine in sinistra idraulica del fiume Magra nel tratto compreso fra le confluenze con il Taverone e l'Aulella, in particolare nella parte in cui localizzava la stazione di sollevamento delle acque bianche e nere nell'area cosiddetta dell'ex mattatoio comunale, nelle vicinanze del ponte per Podenzana.

Ma il ricorso, come detto, fu respinto e ora i cittadini, che hanno scelto di non ricorrere in appello, si trovano a fare i conti con i miasmi fognari.

Gianluca Uberti

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