Da Riccà allo Storno La Guida del gusto
Le schede di 737 ristoranti nella “bussola” di Repubblica Con largo spazio all’offerta della provincia apuana
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MASSA CARRARA. I ristoranti della costa con le loro ricette terra-mare, la Lunigiana con i suoi presidi della tradizione. La provincia di Massa Carrara è presente in forze nella nuova edizione della Guida ai sapori e ai piaceri della Toscana 2018 di Repubblica, (acquistabile in edicola, in allegato al quotidiano al costo 9.90 euro in più, in libreria, presso lo store online http://bit.ly/LeGuideDiRepubblica e sui siti di Amazon ed IBS).
Il volume presenta quest’anno una serie di novità, a partire dagli Itinerari d’autore, la sezione che vede protagonisti grandi personaggi del cinema, della musica, della moda, dello spettacolo e non solo, intervistati per parlare della loro Toscana: tra i testimonial della Guida, i lettori potranno trovare Cesara Buonamici, Roberto Cavalli, Chiara Francini, Giovanni Galli, Simone Lenzi, Felice Limosani, Marco Masini, Raffaello Napoleone, Omar Pedrini, Stefano Ricci, Cinzia Th Torrini e Pamela Villoresi, che raccontano la regione attraverso i loro luoghi e piatti preferiti, in un viaggio alla scoperta del territorio fatto di ricordi ed emozioni. Ma le novità sono anche nelle schede dei ristoranti (dove, va sottolineato, non ci sono valutazioni a stelle, forchette o voti). Ma vediamo più da vicino.
La rassegna delle recensioni dei ristoranti di Massa è aperta da Cima, di cui si elogia la spettacolare location fra i vigneti del Candia e il mare. Ci sono Riccà, il Convitto e il Fornaretto; la Peniche e l’Osteria del Borgo, ovvero i capisaldi del buon mangiare massese. Assieme all’innovativo Steak Burger Gourmet. E per la prima volta entrano nella Guida la trattoria Emma e i suoi tordelli, l’enoteca Pane e Pomodoro della famiglia Pieretti, definito “il locale più vivace e convincente del centro storico” dagli scout dell’Espresso; e Il Trillo (un altro ristorante dove oltre alla buona cucina c’è un gran panorama).Mentre a Montignoso si elogia la No’ di Fernand Lorenzetti.
Carrara non è però da meno. Ciccio Marina apre la rassegna: “È ormai un istituzione”, dicono gli autori della Guida, citando le bavettine di esce come piatto da non perdere. La tradizione dell’Eonteca Velia, della Locanda apuana e di Venanzio di Colonnata, presidii del lardo dop; Ometto in versione pizzeria sono le colonne della offerta gastronomica cittadina. A cui si aggiungono le new entry (per questa Guida) della Gloria di via Covetta, Rebacco e Fontana Fredda. E c’è anche lo Storno, trattoria cult di Marina, definito “una sorta di bistrot francese”. La Guida segnala un prezzo di 30-40 euro per lo Storno, ma noi abbiamo speso molto meno per un (ottimo) pasto cmpleto: sui 20 euro.
E poi la Lunigiana. Con la Lina di Bagnone, la Gavarina d’Oro di Podenzana, Bussè e Pelliccia, il Caveau del teatro, la trattoria del Giardino e la novità Osteriadella Bietola a Pontremoli (che è la cittadina più battuta e citata dai gastronauti della Repubblica; e ancora Gavarini Villafranca, altrettanti presidi della tradizione culinaria delle terre della Luna.
Certo, la Guida non è completa – nessuna può esserlo – e ognuno può rilevare assenze a suo avviso più o meno imperdonabili. In Lunigiana, ad esempio (tra l’altro non c’è alcun locale di Aulla) qualcuno può gridare allo scandalo per la mancanza dell’ottimo Da Mauro di Barbarasco o delle tante cucine di agriturismo e trattoria fra Fosdinovo e Fivizzano. Oppure si può rilevare che mancano ristoranti noti e splidi come la Terrazza del Conte o i Geme di Marina di Carrara. Ma sono cose inevitabili. La Guida della Repubblica è uno strumento utilissimo e al tempo stesso uno stimolo per conoscere e scoprire la straordinaria ricchezza della tavola toscana.
Spiega il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: «Abbiamo provato a entrare in Toscana da porte diverse, come quella che ci conduce agli Itinerari cicloturistici; poi abbiamo messo su carta degli Itinerari Liberty che toccano Firenze, Livorno, Lucca, Prato, Pistoia, Montecatini, Castiglioncello. E abbiamo spalancato le porte delle terme raccontando le migliori da San Casciano a Chianciano, da Saturnia a Monsummano».
E proprio a queste ultime è dedicata un’intera sezione, in cui la storia e il culto delle terme sparse per la regione viene approfondito, con consigli utili anche per chi fosse interessato a programmare un itinerario di viaggio attraverso mete incredibili, con consigli su dove mangiare e dove dormire nei dintorni.
E, ancora, la Guida 2017 della Repubblicapropone una sezione dedicata alle dimore di charme, una raccolta di 79 esclusive strutture in cui alloggiare (per la nostra provincia c’è Il Bottaccio di Montignoso); offre anche un focus sui produttori di vino con 186 schede. Insomma, non solo 737 ristoranti segnalati, ma una panoramica a più ampio raggio sul ben vivere in Toscana.
Claudio Figaia
Il volume presenta quest’anno una serie di novità, a partire dagli Itinerari d’autore, la sezione che vede protagonisti grandi personaggi del cinema, della musica, della moda, dello spettacolo e non solo, intervistati per parlare della loro Toscana: tra i testimonial della Guida, i lettori potranno trovare Cesara Buonamici, Roberto Cavalli, Chiara Francini, Giovanni Galli, Simone Lenzi, Felice Limosani, Marco Masini, Raffaello Napoleone, Omar Pedrini, Stefano Ricci, Cinzia Th Torrini e Pamela Villoresi, che raccontano la regione attraverso i loro luoghi e piatti preferiti, in un viaggio alla scoperta del territorio fatto di ricordi ed emozioni. Ma le novità sono anche nelle schede dei ristoranti (dove, va sottolineato, non ci sono valutazioni a stelle, forchette o voti). Ma vediamo più da vicino.
La rassegna delle recensioni dei ristoranti di Massa è aperta da Cima, di cui si elogia la spettacolare location fra i vigneti del Candia e il mare. Ci sono Riccà, il Convitto e il Fornaretto; la Peniche e l’Osteria del Borgo, ovvero i capisaldi del buon mangiare massese. Assieme all’innovativo Steak Burger Gourmet. E per la prima volta entrano nella Guida la trattoria Emma e i suoi tordelli, l’enoteca Pane e Pomodoro della famiglia Pieretti, definito “il locale più vivace e convincente del centro storico” dagli scout dell’Espresso; e Il Trillo (un altro ristorante dove oltre alla buona cucina c’è un gran panorama).Mentre a Montignoso si elogia la No’ di Fernand Lorenzetti.
Carrara non è però da meno. Ciccio Marina apre la rassegna: “È ormai un istituzione”, dicono gli autori della Guida, citando le bavettine di esce come piatto da non perdere. La tradizione dell’Eonteca Velia, della Locanda apuana e di Venanzio di Colonnata, presidii del lardo dop; Ometto in versione pizzeria sono le colonne della offerta gastronomica cittadina. A cui si aggiungono le new entry (per questa Guida) della Gloria di via Covetta, Rebacco e Fontana Fredda. E c’è anche lo Storno, trattoria cult di Marina, definito “una sorta di bistrot francese”. La Guida segnala un prezzo di 30-40 euro per lo Storno, ma noi abbiamo speso molto meno per un (ottimo) pasto cmpleto: sui 20 euro.
E poi la Lunigiana. Con la Lina di Bagnone, la Gavarina d’Oro di Podenzana, Bussè e Pelliccia, il Caveau del teatro, la trattoria del Giardino e la novità Osteriadella Bietola a Pontremoli (che è la cittadina più battuta e citata dai gastronauti della Repubblica; e ancora Gavarini Villafranca, altrettanti presidi della tradizione culinaria delle terre della Luna.
Certo, la Guida non è completa – nessuna può esserlo – e ognuno può rilevare assenze a suo avviso più o meno imperdonabili. In Lunigiana, ad esempio (tra l’altro non c’è alcun locale di Aulla) qualcuno può gridare allo scandalo per la mancanza dell’ottimo Da Mauro di Barbarasco o delle tante cucine di agriturismo e trattoria fra Fosdinovo e Fivizzano. Oppure si può rilevare che mancano ristoranti noti e splidi come la Terrazza del Conte o i Geme di Marina di Carrara. Ma sono cose inevitabili. La Guida della Repubblica è uno strumento utilissimo e al tempo stesso uno stimolo per conoscere e scoprire la straordinaria ricchezza della tavola toscana.
Spiega il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa: «Abbiamo provato a entrare in Toscana da porte diverse, come quella che ci conduce agli Itinerari cicloturistici; poi abbiamo messo su carta degli Itinerari Liberty che toccano Firenze, Livorno, Lucca, Prato, Pistoia, Montecatini, Castiglioncello. E abbiamo spalancato le porte delle terme raccontando le migliori da San Casciano a Chianciano, da Saturnia a Monsummano».
E proprio a queste ultime è dedicata un’intera sezione, in cui la storia e il culto delle terme sparse per la regione viene approfondito, con consigli utili anche per chi fosse interessato a programmare un itinerario di viaggio attraverso mete incredibili, con consigli su dove mangiare e dove dormire nei dintorni.
E, ancora, la Guida 2017 della Repubblicapropone una sezione dedicata alle dimore di charme, una raccolta di 79 esclusive strutture in cui alloggiare (per la nostra provincia c’è Il Bottaccio di Montignoso); offre anche un focus sui produttori di vino con 186 schede. Insomma, non solo 737 ristoranti segnalati, ma una panoramica a più ampio raggio sul ben vivere in Toscana.
Claudio Figaia
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