ErreErre, un processo senza fine Altro stop: se ne riparla nel 2018
Cambia uno dei giudici del collegio e così sono state cancellate tutte le udienze già calendarizzate Molti dei reati sono prescritti o sta per esserlo. Restano l’associazione a delinquere e il peculato
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MASSA. Il processo Erre Erre è stato rinviato al 7 marzo 2018 perché con il trasferimento del giudice Giovanni Sgambati a Firenze bisognerà riformare il collegio. Ieri udienza filtro, giusto per definire il nuovo calendario. In attesa che il Csm definisca la possibilità di Sgambati di essere applicato ad alcuni procedimenti (in ogni caso non a questo) e di individuare un sostituto. Così è stato spedito a casa senza essere ascoltato l’ex sindaco di Massa Roberto Pucci che avrebbe dovuto testimoniare in merito alla realizzazione dell’impianto di bricchettaggio. La prescrizione ora è più vicina. Per il maxi processo (dove Cermec e Regione Toscana, i Comuni e la Provincia sono parti civile) il rischio è che molti reati vengano prescritti, alcuni lo sono già stati: ad oggi restano in piedi i reati di peculato (si prescrive nel 2021 e nel 2022) e associazione a delinquere (2019). Vicini alla prescrizione sono invece i capi di imputazione relativi alla corruzione aggravata continuata (a carico di alcuni dei sedici imputati e, nello specifico di Domenico Del Carlo, Luciano Bertoneri, Del Freo e Roberto Vaira, il termine per la prescrizione è fissato al dicembre del 2017. La truffa aggravata a carico di Del Carlo e Cardinotti invece si è prescritta ad aprile scorso. Per quel che riguarda la frode nelle forniture pubbliche la prescrizione scatterà invece nel giugno del 2018. Sono già andati prescritti altri capi di accusa a carico dei 16 imputati come il falso, l’omissione di atti d’ufficio, e la truffa. Insomma, rispetto al lavoro fatto dalla procura quello che rimane in ballo è davvero poca cosa.
Il problema è che il 7 marzo bisognerà ripartire da capo acquisendo quello che hanno detto i testimoni che sono già stati sentiti nelle tredici udienze che ci sono state a partire dell’aprile 2014. In teoria devono confermare quanto già esposto durante la loro prima deposizione, ma le parti hanno comunque la facoltà di poter chiedere degli aggiornamenti o dei chiarimenti. Siamo ancora ai testi della lista del pubblico ministero (nel frattempo il sostituto procuratore Marco Mansi ha preso il posto della collega Rossella Soffio) e quelli delle difese dei sedici imputati sono tantissimi. Insomma la sentenza arriverà tra un bel po’ di tempo, con altre prescrizioni che faranno svanire reati dal capo di imputazione. E quell’associazione a delinquere tutta da dimostrare. (d.d.)
Il problema è che il 7 marzo bisognerà ripartire da capo acquisendo quello che hanno detto i testimoni che sono già stati sentiti nelle tredici udienze che ci sono state a partire dell’aprile 2014. In teoria devono confermare quanto già esposto durante la loro prima deposizione, ma le parti hanno comunque la facoltà di poter chiedere degli aggiornamenti o dei chiarimenti. Siamo ancora ai testi della lista del pubblico ministero (nel frattempo il sostituto procuratore Marco Mansi ha preso il posto della collega Rossella Soffio) e quelli delle difese dei sedici imputati sono tantissimi. Insomma la sentenza arriverà tra un bel po’ di tempo, con altre prescrizioni che faranno svanire reati dal capo di imputazione. E quell’associazione a delinquere tutta da dimostrare. (d.d.)
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