Meteo
Così don Euro viaggiava con autista e mezzi di lusso
di Libero Red Dolce
Per avere le auto e prenotare i viaggi il parroco si rivolgeva a un’agenzia Prenotò una visita alla ruota panoramica di Londra: “Champagne experience”
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. L’autista aspetta fuori, mentre il signore che dice di essere un giudice entra in boutique, insieme al giovane accompagnatore. Fa acquisti costosi; vuole stupire il ragazzo, un giovane escort. Uscendo lascia all’autista il numero dell’autista: «Passa lui a pagare».
Così racconta l’ostentazione della disponibilità di don Luca Morini l’escort napoletano Francesco Mangiacapra, autore del libro “Numero uno: confessioni di un marchettaro”. E questa rivelazione, come altre, era già presente nella lettera che inviò alla curia nel maggio 2015, prima che il caso esplodesse sui media.
Secondo quanto segnalava Mangiacapra in quella lettera, don Morini si spostava soltanto con macchine di grossa cilindrata con l’autista, che lo andava a prendere a casa e lo portava a Milano, a Napoli o in altri luoghi dove si recava. Autista privato che lo portava anche a cena, a fare shopping nelle boutique, negli alberghi. E per farlo si riferiva sempre alla stessa ditta di viaggi e noleggio mezzi, la Lorenzini, che secondo Mangicapra «don Euro aveva conosciuto perché organizzava anche i viaggi parrocchiali a Montignoso affittando i mezzi».
I viaggi che don Euro organizzava li affidava sempre alla stessa agenzia. Per tutto, anche per farsi fare i biglietti del treno che don Morini pagava a uomini che incontrava per alberghi in giro per l’Italia.
E di questi viaggi e prenotazioni è rimasta traccia. Don Morini si muoveva non solo in Italia, ma faceva viaggi all’estero. E secondo la lettera di Mangiacapra, proprio chiedendo all’agenzia dei viaggi organizzati negli anni si sarebbe potuto comporre il quadro delle gite non proprio spirituali del parroco. L’agenzia ovviamente faceva il suo lavoro, niente che abbia alcun rilievo penale.
Una di queste prenotazioni è la ricevuta che dalla Sat Viaggi, a nome di Morini, riserva una visita al “Coca-Cola London Eye”. La celeberrima ruota panoramica, uno dei simboli della capitale britannica.
“Champagne experience” per due persone, al prezzo di 48 sterline. Ingresso prioritario, beveraggio: il top dell’esperienza insomma.
E poi ci sono anche biglietti del treno per gli escort per andare da Napoli a Roma. E da lì, secondo la mail di Mangiacapra, si poteva risalire agli altri viaggi.
Come quello fatto a Barcellona sempre nel 2015, con l’ingresso per La Pedrera, la casa costruita da Gaudì. Anche qui ingresso prioritario, stavolta per tre. Viaggio che incluse anche un soggiorno in un hotel a Sitges, nota meta di turismo gay.
Contattato da Il Tirreno, il titolare dell’agenzia Paolo Lorenzini ha detto di aver prenotato dei viaggi per il parroco negli anni novanta, ma di non avere avuto più contatti con lui di recente.
Così racconta l’ostentazione della disponibilità di don Luca Morini l’escort napoletano Francesco Mangiacapra, autore del libro “Numero uno: confessioni di un marchettaro”. E questa rivelazione, come altre, era già presente nella lettera che inviò alla curia nel maggio 2015, prima che il caso esplodesse sui media.
Secondo quanto segnalava Mangiacapra in quella lettera, don Morini si spostava soltanto con macchine di grossa cilindrata con l’autista, che lo andava a prendere a casa e lo portava a Milano, a Napoli o in altri luoghi dove si recava. Autista privato che lo portava anche a cena, a fare shopping nelle boutique, negli alberghi. E per farlo si riferiva sempre alla stessa ditta di viaggi e noleggio mezzi, la Lorenzini, che secondo Mangicapra «don Euro aveva conosciuto perché organizzava anche i viaggi parrocchiali a Montignoso affittando i mezzi».
I viaggi che don Euro organizzava li affidava sempre alla stessa agenzia. Per tutto, anche per farsi fare i biglietti del treno che don Morini pagava a uomini che incontrava per alberghi in giro per l’Italia.
E di questi viaggi e prenotazioni è rimasta traccia. Don Morini si muoveva non solo in Italia, ma faceva viaggi all’estero. E secondo la lettera di Mangiacapra, proprio chiedendo all’agenzia dei viaggi organizzati negli anni si sarebbe potuto comporre il quadro delle gite non proprio spirituali del parroco. L’agenzia ovviamente faceva il suo lavoro, niente che abbia alcun rilievo penale.
Una di queste prenotazioni è la ricevuta che dalla Sat Viaggi, a nome di Morini, riserva una visita al “Coca-Cola London Eye”. La celeberrima ruota panoramica, uno dei simboli della capitale britannica.
“Champagne experience” per due persone, al prezzo di 48 sterline. Ingresso prioritario, beveraggio: il top dell’esperienza insomma.
E poi ci sono anche biglietti del treno per gli escort per andare da Napoli a Roma. E da lì, secondo la mail di Mangiacapra, si poteva risalire agli altri viaggi.
Come quello fatto a Barcellona sempre nel 2015, con l’ingresso per La Pedrera, la casa costruita da Gaudì. Anche qui ingresso prioritario, stavolta per tre. Viaggio che incluse anche un soggiorno in un hotel a Sitges, nota meta di turismo gay.
Contattato da Il Tirreno, il titolare dell’agenzia Paolo Lorenzini ha detto di aver prenotato dei viaggi per il parroco negli anni novanta, ma di non avere avuto più contatti con lui di recente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
