Il Tirreno

Muore Angelo Cupini Fu una colonna della “grande” Carrarese

di Luca Borghini
Muore Angelo Cupini Fu una colonna della “grande” Carrarese

Scomparso a 59 anni a Udine, dove risiedeva da anni Sei stagioni in gialloazzurro, giocò anche in serie A

3 MINUTI DI LETTURA





ORTONOVO. La Carrara sportiva è in lutto per la morte prematura del centrocampista Angelo Cupini, scomparso ieri a soli 59 anni per una grave malattia all'ospedale di Udine. Un centrocampista di grandissima corsa ma anche con una discreta qualità. Celebre la coppia Cupini-Panizza. Cupini era profondamente legato alla storia della Carrarese con cui ha giocato dal '74 al '79 e poi nella stagione '80-'81. Una vera bandiera della Carrarese con cui ha disputato ben 142 partite collezionando 6 reti.

Il legame con la maglia azzurra era profondo e non solo perché Cupini era nato a Ortonovo ma anche perché con la maglia della Carrarese ha fatto tutte le giovanili fino alla convocazione in prima squadra nel '74 con Corrado Orrico. E proprio al tecnico massese, anche lui simbolo della più bella stagione sportiva della Carrarese, lo legava un importante rapporto. Era stato lui a lanciarlo e a credere nelle sue doti portandolo anche in altre piazze. Dopo la lunga parentesi con la maglia azzurra nel '79 Cupini, infatti, seguì Orrico all'Udinese in serie A e poi al Lanerossi Vicenza nell'estate del ’80.

Solo un anno a Udine ma sufficiente per vincere la Mitropa Cup segnando anche un gol nella partita d’esordio. Un "fedelissimo" di Orrico che lo seguì anche nel ritorno alla Carrarese nel '80-'81. Fu l'ultima annata con Orrico prima del passaggio alla Cavese e poi le importanti parentesi con Lazio ('83-'84) e Bari ('84-'86). Nel mezzo tante altre esperienze con squadre di primo piano come Prato, Arezzo e Padova.

Ha chiuso la carriera nella stagione '90-'91 con la Pro Gorizia. Poi scelse di stabilirsi proprio in Friuli, dove si è fatto apprezzare come allenatore nelle categorie dilettantistiche guidando Virtus Corno, Lumignacco, Flaibano e Pro Fagagna. L'ex-direttore generale della Carrarese Walter Devoti lo ricorda così: «Era una persona per bene, un ragazzo bravo. Ho un ricordo particolare: un viaggio assieme da Roma a Carrara in macchina con Claudio Vinazzani. In queste ore mi hanno chiamato tantissime persone, ex-calciatori, semplici tifosi. Tutti con una buona parola. È stata una notizia inaspettata, non sapevo della sua malattia, sono rimasto malissimo. Quando se ne vanno persone come lui le parole contano davvero poco. Era un vero sportivo, una persona generosa. Mi dispiace per lui e la sua famiglia». Anche l'attuale tecnico dell'Udinese Luigi Delneri lo ha ricordato con una intervista a UdineseTV: «La notizia della sua morte mi ha lasciato senza fiato, non sapevo che avesse qualche problema. È stato mio compagno di squadra, poi ci siamo persi, ma è sempre un dispiacere quando un ragazzo giovane ci lascia prematuramente. È sempre stato legato a questo ambiente. Abbiamo perso un amico. Faccio le condoglianze alla famiglia e mando un grande abbraccio a chi soffre in questo momento. Di lui apprezzavo l'umiltà, anche quando è stato protagonista nell'Udinese in anni importanti». Cordoglio Carrarese. «Carrarese Calcio 1908 si unisce al cordoglio del mondo del calcio e porge il suo saluto al grande Angelo Cupini. L’ex calciatore ha vestito la maglia azzurra ben 142 volte nelle stagioni 74-79 e 80-81, in carriera ha disputato 53 gare in serie A con le maglie di Udinese, Lazio e Bari. La società azzurra si unisce al dolore della famiglia di Angelo. Domenica 17 Settembre in occasione di Carrarese-Olbia, ore 14.30, verrà osservato un minuto di raccoglimento in sua memoria». Anche la Lazio ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa del centrocampista: «La S.S. Lazio, il suo presidente, l'allenatore, i giocatori e tutto lo staff si uniscono al cordoglio della famiglia Cupini per la scomparsa di Angelo, giocatore biancoceleste nella stagione 1983/1984».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino