Italia
Il professore fascista torna a scuola, ma niente ispettori
La commissione annunciata dal ministro Fedeli non si è ancora vista allo Zaccagna e la preside non commenta
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CARRARA. Non si sono ancora visti gli ispettori del Ministero, che dovevano approfondire la vicenda del prof Manfredo Bianchi, il docente delle scuole superiori che ha sventolato la bandiera della Repubblica di Salò sul Sagro (e successivamente anche sulla vetta massese della Brugiana). E così domani, all’avvio dell’anno scolastico le lezioni del professore di Progettazione delle Costruzioni che sbandiera, è proprio il caso di dirlo, le ideologie di Mussolini e del ventennio, riprenderanno regolarmente. Senza che ci sia stato alcun tipo di intervento e senza che gli ispettori abbiano fatto visita alla scuola carrarese. La preside dell’istituto Domenco Zaccagna, Marta Castagna, da noi interpellata sulla vicenda esordisce con una «non rilascio dichiarazioni». E sull’intervento (annunciato) del Ministero risponde prima correggendo la cronista: «Non sono commissari ma ispettori». Per poi aggiungere: «non sono ancora venuti a scuola». Insomma un po’ poco a fronte di una vicenda che, anche con l’ultimo capitolo, quello delle dichiarazioni a una radio nazionale, rimbalzate poi su vari siti on-line che vedono ancora una volta protagonista l’insegnante dello Zaccagna. In questo ultimo caso il prof ha sparato a zero da Mussolini e Hitler, fino a un duro attacco ai partigiani. Difficile quindi, alla vigilia dell’anno scolastico, non chiedere alla dirigente che posizione intende assumere la scuola. Ma se la preside, per il momento preferisce non intervenire, il caso del professor Bianchi sarà all’ordine del giorno del primo consiglio dei docenti che sarà messo in programma la prossima settimana. E, anche se a livello ufficiale non ci sono dichiarazioni, l’imbarazzo da parte di alcuni insegnanti è palese. Sembra infatti che l’episodio della bandiera di Salò sventolata sul Sagro alla vigilia della commemorazione dell’eccidio di Vinca non sia un fatto isolato. Il professor Bianchi ha deciso di dare un seguito alla sua esternazione con un’altra tappa, dello stesso tenore, sulla vetta della Brugiana.
E, nonostante le denunce da parte di Anpi e l’intervento (questo dopo l’episodio del Sagro) del ministro Fedeli che aveva annunciato, appunto, l’arrivo degli ispettori, il professore ha ribadito il suo pensiero ai microfoni di radio 24. Rincarando la dose e chiama in causa anche Hitler dicendo, sono le parole dell’insegnante «ha fatto delle cose buone».
Una vicenda quindi che sembra ancora lontana da vedere scritta la parola fine. In questo caso le ultime esternazioni del prof sono arrivate a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico.
Le esternazioni in radio. La trasmissione, la Zanzara, è provocatoria. E sembra proprio che nel professor carrarese abbia trovato un degno protagonista. Manfredo Bianchi intervistato a Radio 24 non si è fatto certo pregare e andato a ruota libera, rivendicando il suo gesto, quella bandiera sventolata sul Sagro e sulla Brugiana. L’insegnante è andato anche oltre e, si è lanciato in tutta una serie di esternazioni, sempre sullo stesso tema. E così ha scelto una frase a effetto definendo i partigiani, «Assassini, molto più dei fascisti».
E, nonostante le denunce da parte di Anpi e l’intervento (questo dopo l’episodio del Sagro) del ministro Fedeli che aveva annunciato, appunto, l’arrivo degli ispettori, il professore ha ribadito il suo pensiero ai microfoni di radio 24. Rincarando la dose e chiama in causa anche Hitler dicendo, sono le parole dell’insegnante «ha fatto delle cose buone».
Una vicenda quindi che sembra ancora lontana da vedere scritta la parola fine. In questo caso le ultime esternazioni del prof sono arrivate a pochi giorni dall’avvio dell’anno scolastico.
Le esternazioni in radio. La trasmissione, la Zanzara, è provocatoria. E sembra proprio che nel professor carrarese abbia trovato un degno protagonista. Manfredo Bianchi intervistato a Radio 24 non si è fatto certo pregare e andato a ruota libera, rivendicando il suo gesto, quella bandiera sventolata sul Sagro e sulla Brugiana. L’insegnante è andato anche oltre e, si è lanciato in tutta una serie di esternazioni, sempre sullo stesso tema. E così ha scelto una frase a effetto definendo i partigiani, «Assassini, molto più dei fascisti».
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