Il presidio
«La Feliciani è innocente: dateci il giudizio immediato»
Caso Corini, la legale dell’amica e collega di studio dell’avvocato dei vip: «Chiediamo di saltare l’udienza preliminare, è vittima di questa triste vicenda»
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LA SPEZIA. Svolta nel delicato procedimento giudiziario relativo alla morte dell’avvocato dei vip e amico di Buffon, Marco Valerio Corini. L’avvocato Valentina Antonini, per conto della collega Giulia Feliciani ha infatti depositato in tribunale l’atto di rinuncia all’udienza preliminare - in programma il prossimo 14 settembre - chiedendo il giudizio immediato per la stessa Giuliana Feliciani, storica amica e collega di studio di Corini. Spiega la Antonini: «L’avvocato Feliciani non rilascia dichiarazioni e parlerà solo davanti al giudice monocratico al momento del giudizio immediato. La scelta del rito immediato è dettata dal fatto che non vi sono prove a carico di Giuliana e per questo abbiamo chiesto la celerita del processo». E aggiunge: «Lette le fonti di prova che la procura intenderebbe a carico della Feliciani, direi che non vi è nulla che riscontri un coinvolgimento della nostra assistita; sono solo "chiacchere de relato", delle quali la dottoressa Corini, chiamata a rispondere sulla responsabilità di Giuliana, si è avvalsa. Prove che Corini sia stato circonvenuto non ve ne sono: la stessa fidanzata Isabò Barrack ed altri testimoni tra cui la consulente nominata dalla procura sostengono che Corini era nelle sue piene facoltà intellettive il giorno della dettatura del testamento». Insomma, a detta della Antonini, «Direi che la Feliciani più che imputata è vittima in questa triste vicenda per questo è scaturita la scelta del rito immediato. Un'analisi accurata del contenuto delle indagini in particolare del materiale che gli stessi investigatori avevano ritenuto di scartare è stato utile alla difesa per inquadrare le reali dinamiche di quanto avvenuto. Ci teniamo a dire e questo vorremmo venisse messo in altrettanta evidenza che nonostante l’infondata accusa ed il peso di un processo di cui chiediamo la celerità massima l’avvocato Feliciani continuerà a svolgere appieno il suo ruolo di professionista nelle aule giudiziarie».
Ricordiamo che, nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero della procura della Spezia, Luca Monteverde, è Marzia Corini, sorella dell’avvocato dei vip Marco Valerio, ad essere accusata di aver ucciso nel settembre 2015 il fratello gravemente malato, attraverso una sedazione killer a base di Midazolam. Alla base del gesto, secondo la procura, la paura di essere estromessa dal testamento del fratello in favore della giovane compagna dell'avvocato.
Sarà il gup Mario De Bellis a pronunciarsi, nell’udienza preliminare fissata per il 14 settembre. Marzia Corini, medico anestesista, è accusata di omicidio volontario e di furto, per aver sottratto il Mizadolam dal reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pisa, dove aveva accesso libero per i suoi trascorsi professionali, mentre è caduta l'accusa iniziale di distruzione del testamento, quello redatto da Marco Corini nel luglio 2015 e che la escludeva dalla successione. Un reato, questo, attribuito dalla procura alla sola Giuliana Feliciani, avvocato ed ex collega dello studio legale Corini, accusata anche di circonvenzione di incapace e, in concorso proprio con la stessa Corini, di falso in testamento, per la correzione post-mortem delle ultime volontà dell'avvocato. In merito invece all'altro indagato, l'infermiere all'ospedale di Pisa Fabio Gianelli, la sua posizione è stata stralciata: caduta l'accusa di concorso nel delitto, l'uomo è accusato solo di peculato per il gastroprotettore, il catetere e la flebo prelevati a Pisa e portati nella casa di Ameglia il giorno della morte dell'avvocato dei vip.
Adesso, non resta che aspettare la risposta rispetto all’istanza presentata dall’avvocato Antonini per conto della Feliciani: se fosse accettata, l’udienza preliminare del 14 sarebbe solo per Marzia Corini, accusata come detto di omicidio volontario e furto di Mizadolam. (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ricordiamo che, nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero della procura della Spezia, Luca Monteverde, è Marzia Corini, sorella dell’avvocato dei vip Marco Valerio, ad essere accusata di aver ucciso nel settembre 2015 il fratello gravemente malato, attraverso una sedazione killer a base di Midazolam. Alla base del gesto, secondo la procura, la paura di essere estromessa dal testamento del fratello in favore della giovane compagna dell'avvocato.
Sarà il gup Mario De Bellis a pronunciarsi, nell’udienza preliminare fissata per il 14 settembre. Marzia Corini, medico anestesista, è accusata di omicidio volontario e di furto, per aver sottratto il Mizadolam dal reparto di Rianimazione dell'ospedale di Pisa, dove aveva accesso libero per i suoi trascorsi professionali, mentre è caduta l'accusa iniziale di distruzione del testamento, quello redatto da Marco Corini nel luglio 2015 e che la escludeva dalla successione. Un reato, questo, attribuito dalla procura alla sola Giuliana Feliciani, avvocato ed ex collega dello studio legale Corini, accusata anche di circonvenzione di incapace e, in concorso proprio con la stessa Corini, di falso in testamento, per la correzione post-mortem delle ultime volontà dell'avvocato. In merito invece all'altro indagato, l'infermiere all'ospedale di Pisa Fabio Gianelli, la sua posizione è stata stralciata: caduta l'accusa di concorso nel delitto, l'uomo è accusato solo di peculato per il gastroprotettore, il catetere e la flebo prelevati a Pisa e portati nella casa di Ameglia il giorno della morte dell'avvocato dei vip.
Adesso, non resta che aspettare la risposta rispetto all’istanza presentata dall’avvocato Antonini per conto della Feliciani: se fosse accettata, l’udienza preliminare del 14 sarebbe solo per Marzia Corini, accusata come detto di omicidio volontario e furto di Mizadolam. (m.b.)
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