Il Tirreno

Inferno e ritorno: Riccardo e Chiara riaprono il loro bar

Gianluca Uberti
Inferno e ritorno: Riccardo e Chiara riaprono il loro bar

Il locale di via Gandhi fu devastato dall’alluvione del 2011. Poi il terribile incidente di Pellegrini in Spagna

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AULLA. Ripartiranno da dove erano rimasti Riccardo Pellegrini, gestore del Ri-Chi Cafè, e la compagna Chiara Malaspina. Ed è dal loro lavoro che torneranno alla vita lunedì mattina all’alba, quando riapriranno, senza cerimonie o buffet d’ordinanza, il bar di via Gandhi 8 ad Aulla, accanto al Penny Market.

Perchè dopo avere conosciuto l’inferno esattamente un anno fa, quando il 47enne Riccardo Pellegrini rimase coinvolto in un gravissimo incidente (L'ARTICOLO) in sella ad uno scooter mentre si trovava in vacanza in Spagna, il modo migliore per ricominciare è lasciarsi tutto alle spalle grazie al proprio lavoro. Lasciarsi alle spalle un anno di sofferenza e dolore, fatto di sale operatorie in cui intervenire su un viso martoriato, passando per un lungo periodo di riabilitazione, sempre sostenuto dall’amore della compagna Chiara.

Un anno in cui sono riaffiorati i fantasmi di un passato recente, quel maledetto martedì 25 ottobre 2011 (VIDEO), giorno in cui la mortale e devastante alluvione che distrusse Aulla, sommerse di fango il bar di via Gandhi, riaperto con fatica e sudore per, poi, essere nuovamente chiuso un anno fa, dopo l’incidente. Due colpi da ko, ma non per Riccardo Pellegrini e Chiara Malaspin, perchè il modo migliore per tornare alla vita è il lavoro e i due lunigianesi ne sono la dimostrazione. Non hanno mollato mai e lunedì ritroveranno la loro affezionata clientela.

Ma prima vogliono rievocare brevemente quello che è accaduto loro, un po' come a volerlo esorcizzare. Era il 31 agosto 2016, Riccardo e Chiara si trovavano in vacanza da due giorni in Spagna, quando uno scooter in una curva va addosso al loro, mentre stavano rientrando in albergo. «L’ultima immagine che ho – spiega Riccardo Pellegrini – è il manubrio della moto che girava, poi mi sono svegliato per terra chiamando Chiara. Dopodichè sono svenuto e mi sono risvegliato due giorni dopo. Anche lei era svenuta» aggiunge, guardando la compagna.

«Lui era gravissimo lui, gli altri – gli fa eco Chiara Malaspina – si sono fatti poco, solo ferite lievi. Ci hanno centrato in pieno e il suo viso era polverizzato». Da Formentera, quindi, il trasferimento in elicottero all’ospedale di Ibiza, poi con volo privato il rientro in Italia il 4 settembre, la gamba in trazione e intubato.

«Abbiamo scelto Parma, un mese di ospedale, a letto altri due mesi, poi le stampelle, ci è voluto un anno e diversi interventi al viso, praticamente abbiamo visto solo ospedali» dicono all’unisono.

«Siamo stati confortati da tanta gente, non ce lo aspettavamo, un affetto commovente da Aulla – dice Riccardo Pellegrini – e da tanti altri Comuni, per il quale non ringrazieremo mai abbastanza. Io non mi sono guardato all'inizio, mi sentivo diverso, ma ci dobbiamo convivere. Ora torniamo alla normalità, sono contento di rivedere tutti nostri amici e i nostri clienti, ci hanno chiamato tutti. Lunedì riapriamo, niente inaugurazione, apriamo come prima e ringraziamo tutti, chi ci è stato e chi ci sarà vicino».
 

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