Il Tirreno

Carrara

"Io il sindaco degli industriali? No il contrario"

di Alessandra Vivoli
"Io il sindaco degli industriali? No il contrario"

CARRARA. È passato poco più di un mese dal suo addio a Palazzo civico. E il nuovo sindaco, Francesco De Pasquale non ha certo avuto parole tenere nei suoi confronti, ricordando, anzi di non avere...

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CARRARA. È passato poco più di un mese dal suo addio a Palazzo civico. E il nuovo sindaco, Francesco De Pasquale non ha certo avuto parole tenere nei suoi confronti, ricordando, anzi di non avere voluto, dal predecessore «nemmeno una stretta di mano, ci tengo a mantenere le distanze».

Ora Angelo Zubbani, per dieci anni sulla tolda del Comune di Carrara, replica al primo cittadino grillino. E, anche lui, non gliele manda certo a dire.

Angelo Zubbani siamo a un mese di amministrazione De Pasquale. Impressioni?

«Questo giovane sindaco che sembra ancora indossare i panni del consigliere di opposizione si accorgerà presto quanto sia difficile e impegnativo amministrare la città. E imparerà che quando si assume questa responsabilità la buona educazione, lo stile e il garbo non sono elementi accessori. La città non ci guadagna a essere trascinata in turpiloquio e polemiche».

«Nella stessa notte in cui è stato eletto sindaco gli ho fatto pervenire i miei complimenti e auguri accompagnati, nei giorni successivi dalla piena disponibilità a fornire spiegazioni sui procedimenti in atto credendo di potergli essere di aiuto. De Pasquale con protervia e presunzione non si è degnato di una risposta. Non mi sembra un bel comportamento, non tanto nei miei confronti ma vero la città di Carrara».

De Pasquale ha detto che lei è stato il sindaco degli industriali del marmo. Come risponde?

«Beh, temo che sia talmente vero che neanche gli industriali stessi se ne siano accorti. Lo testimoniano i dieci anni di conflitti in tutte le sedi: dalle tariffe, il cui introito ha generato un gettito che da 11 milioni del 2007 è passato a 25 milioni dello scorso anno, fino alla questione dei beni estimati dove per la prima volta dopo due secoli e mezzo abbiamo cercato di risolvere la vicenda in via legislativa. Purtroppo ha avuto gli esiti che conosciamo dopo l’intervento del governo e la decisione della Corte Costituzionale. Ma su questa vicenda è semmai De Pasquale che cinque anni fa ha sostenuto che questo tema potesse essere risolto semplicemente dal consiglio comunale. Leggo ora che per i beni estimati parla di arrivare fino in Cassazione: mi sembra una bella sterzata o presa d’atto, seppure tardiva, che a questioni complesse non si possano dare risposte banali. Comunque abbiamo lasciato un pool di avvocati e storici per affrontare la questione in tribunale il prossimo autunno: starà alla nuova amministrazione decidere il da farsi».

Dei progetti in essere il nuovo sindaco palude solo al recupero della cava romana.

«Pur consapevole di ritardi e errori che avremo dovuto e potuto evitate non abbiamo lasciato Carrara come Roma: cominciamo col dire questo. Seppure in una congiuntura difficile la nuova amministrazione si troverà a disposizione tutta una serie di cantieri aperti: da quelli per la messa in sicurezza del Carrione (sotto la regia della Regione Toscana) a quelli nelle scuole (dall’asilo Garibaldi alla Saffi passando per le elementari di Fossone fino allo stanziamento di un milione e 400mila euro per il recupero della Giromini) passando per la strada di Noceto, il restyling completo della stazione di Avenza e, infine la raccolta acque del viale XX Settembre e i marciapiedi di via Cadorna». «A questo si aggiungono i tre milioni di finanziamenti faticosamente riportati a casa per il progetto water front: compreso il primo lotto che prevede la realizzazione del pennello, quanto mai necessarie per limitare l’insabbiamento della foce del Carrione come ha farro notare l’assessore Raggi».

«A questo va aggiunto il percorso avviato, con la collaborazione del Club Unesco Carrara dei Marmi, il percorso per la valorizzazione della identità di Carrara nella rete delle città dell’arte per cui siamo all’esame della commissione Unesco di Parigi.

Ebbene dica il sindaco se intende bloccare tutto e ripartire da zero oppure come è ragionevole proseguire tutti questi progetti: nel caso a me non dispiacerà affatto che possa avere tempo per tagliare nastri e fare inaugurazioni».

Il sindaco ha parlato anche del teatro Animosi e di una situazione molto più complessa del previsto.

«Il teatro è stato interessato nel corso degli anni da lavori importanti e ritengo che sia uno dei teatri più sicuri e belli dItalia. Le prescrizioni che sono sopraggiunte a fine stagione sono state a mio avviso di un eccesso di riguardo e comunque quando sono uscito dal Comune vi avevamo provveduto fatta eccezione per la dibattuta questione dei centimetri che riguardano due porte risalenti al XIX secolo per le quali oggettivamente era auspicabile che ne avessimo chiesto la deroga come successo in tanti altri teatri. Mi sembra però che si voglia drammatizzare il tutto e non capisco la finalità».

Anche i soldi per gli eventi estivi sembrerebbero finiti.

«Trovo stucchevole la polemica sui fondi a disposizione del sindaco, peraltro in gran parte impegnati come ogni anni per la programmazione degli eventi estivi, tutte azioni consolidate negli anni e non certo elargizioni elettorali. Sul tema più generale del bilancio devo dire che abbiamo lasciato i conti a posto e un fondo rischi per fra fronte ai contenziosi aperti sul marmo in caso di soccombenza. Insomma è una situazione che avrei voluto ereditare volentieri io nel 2002».

Cosa pensa della nuova giunta?

«Conosco solo alcuni degli assessori nominati e penso che individualmente abbiano tutti i requisiti per fare bene. A tutti faccio i miei migliori auguri di buon lavoro».

Da De Pasquale nemmeno una stretta di mano.

«La stretta di mano la ritengo così come il buongiorno e la buonasera un segno di civiltà e io alla civiltà ci tengo. De Pasquale faccia pure come creda».

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