Il Tirreno

Massa

«Non toccate quegli olivi Lì Giovanni Pascoli trovò il suo amore»

di Manuela D’Angelo
«Non toccate quegli olivi Lì Giovanni Pascoli trovò il suo amore»

Il progetto del Comune prevede un albero ogni 5 posti auto  La storica Cerboncini: «Un danno alla memoria del poeta»

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MASSA. Documenti urbanistici, tavole, osservazioni e controdeduzioni, perequazioni e parcheggi d’asfalto, in questo caldo finale di luglio, si mescolano agli olivi di un giardino storico, all’odore degli agrumi, all’amore e ai versi del poeta Giovanni Pascoli, che soggiornò a Massa dal 1884 al 1887. A Massa, dove Pascioli, così restio al genere femminile, pare avesse trovato l’amore. Barbara, bella massese, giovane donna appartenente ad una nota famiglia locale, con cui era solito passeggiare per orti e sentieri.

L’allarme è stato lanciato da Italia Nostra che, attraverso un’osservazione al Regolamento Urbanistico, ha chiesto al Comune di “risparmiare” il giardino dove soggiornò il poeta, su cui è prevista, in parte, la costruzione di un parcheggio pubblico. Stiamo parlando dell’Aru 4. 21, denominato proprio “via Benedetto Croce– Giardino del Pascoli”, una grande area a nord-est del Tribunale. Nel R. u il Comune sostiene che “nella zona è insufficiente la dotazione di parcheggi pubblici” e ne prevede perciò uno, lungo via Croce, acquisendo una parte di terreno privato, quello appunto del giardino del Pascoli; la perequazione prevede la costruzione di 20 nuove villette e il Comune vuole che sia piantato “un albero ogni cinque posti auto”. Italia Nostra grida allo scandalo, scrive l’osservazione che chiede la salvaguardia del giardino del Pascoli, ma le viene rigettata. Sconvolta anche la maestra Antonia Cerboncini, una vita dedicata al poeta, attraverso la sua attività nel comitato pascoliano massese e nell’Accademica di San Mauro Pascoli: «Una grande tristezza e un danno grande alla memoria di Giovanni Pascoli, che invece tanto amava la città di Massa». Il periodo massese, infatti, fu «una parentesi unica nella sua vita– racconta la maestra Cerboncini– che vide placati per un po’ i tanti tormenti, grazie agli ambienti che frequentava, lontani dalla mondanità dei letterati, tra gli orti e i giardini pieni di agrumi, Borgo del Ponte dove amava giocare a carte e bere vino e certamente anche il grande uliveto della villa alla Zecca che ispirò al Pascoli le immagini contenute nella poesia “Il Lauro”». E poi Giovanni Pascoli a Massa trovò l’amore: «Su questa storia ci abbiamo lavorato tanto– racconta Antonia Cerboncini– e numerose fonti e collegamenti ci hanno portato alla scoperta di Barbara, una giovane donna, probabilmente appartenente alla famiglia Margara, ancora oggi avvolta nel mistero. Si scambiarono i primi sguardi, forse proprio dal giardino della villa e si concessero interminabili passeggiate per i sentieri della città». Una storia non di poco conto, meglio descritta nel documento “Il Pascoli innamorato” conservato nell’archivio dell’Accademia di San Mauro Pascoli a Cesena. Forse un giorno scriveranno che l’amore di Pascoli nacque tra gli alberi, uno ogni cinque posti auto, del parcheggio di via Benedetto Croce.

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