Il Tirreno

Una croce rosa d’arte contro i femminicidi

Una croce rosa d’arte contro i femminicidi

Per la rassegna “Torano notte e giorno” un’installazione che ricorda il martirio delle donne messicane

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CARRARA. Da Torano parte un nuovo messaggio contro la barbara uccisione delle donne ammazzate da mariti, fidanzati o conviventi. Il borgo degli artisti, ai piedi delle bianche cave di marmo di Carrara, diventano il simbolo della lotta al femminicidio in Italia utilizzando il linguaggio dirompente ed emotivo dell’arte per sensibilizzare l’opinione pubblica, come il deserto di Ciudad Juarez, in Messico.

Dopo le scarpette rosse, il letto di papaveri rossi, i panni rossi appesi alle finestre ed i cuori rossi che hanno caratterizzato le ultime quattro edizioni della rassegna di arte contemporanea “Torano Notte e Giorno”, che si apre domani, la diciannovesima edizione dedica un’installazione al macabro primato della piccola cittadina di frontiera, tra il Messico e l’America, dove ragazzine e donne, dai 12 ai 22 anni, vengono rapite, abusate, torturate, uccise da uomini senza scrupoli che dopo avere nascosto il risultato della loro efferatezza fanno perdere le proprie tracce. Sono centinaia le donne desaparecidos i cui aguzzini sono rimasti impuniti.

La croce rosa di Torano, una delle 100 tra opere ed installazioni che contamineranno il paese dei cavatori, è un nuovo grido alla giustizia. Un fenomeno in Italia entrato tristemente nella quotidianità della cronaca: ogni due giorni una donna viene uccisa dal compagno nel 2017. 120 nel 2016. Già 29 nei primi cinque mesi dell’anno in corsa. Una mattanza. «Da cinque edizioni Torano – spiega Emma Castè, direttore Artistico della rassegna ed attivista femminile promotore del gruppo di lavoro 2.Donna – dedica un pensiero alle donne uccise. Quest’anno ricordiamo le donne di tutto il mondo. Le donne che non ci sono più e che non sono state vittime di una malattia ma della furia, della gelosia e della follia di mariti, amanti, conviventi».



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