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«L’amministrazione tuteli Ronchi-Poveromo»
Lettera aperta di un gruppo di cittadini interessati all’area boschiva, inserita nel nuovo regolamento
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RONCHI. La zona di Ronchi Poveromo è una tra quelle che destano più interesse urbanistico, soprattutto in questa fase di contro deduzioni degli uffici comunali. Infatti lì, nella famosa Utoe 6, dove è prevista la costruzione di numerose “mega” ville, in tanti, tra associazioni e residenti, cercano e chiedono di salvaguardare il verde esistente.
La società “Amici di Ronchi e Poveromo”, oggi rivolge un invito all’amministrazione, affinché tuteli opportunamente questa zona. Nella sua lettera all’amministrazione comunale scrive che: «La sospensione delle licenze edilizie, dal 1994, ha portato a gravi situazioni di abbandono dei lotti alberati e non ha impedito il piccolo abusivismo. La copertura arborea vincolata è stata recentemente distrutta da eventi naturali, cui si è aggiunto il disseccamento di piante secolari.
Anche l’opera dell’uomo è stata altrettanto invasiva e distruttiva, allo scopo di liberare i terreni da quella vegetazione che ne avrebbe impedito la futura edificazione, come abbiamo segnalato nelle osservazioni presentate indicando i mappali interessati.
L’amministrazione– continuano– sembra aver preso a cuore quest’area, impegnandosi nella costruzione della rete fognaria. Gli allagamenti temporanei però– continuano gli “Amici di Ronchi e Poveromo”– sono collegati al fenomeno erosivo e all’avanzare del cuneo salino, ma anche alla scomparsa dei fossetti di scolo che drenavano l’acqua e alla costruzione di piscine e interrati. Anche la costruzione della Rta in via delle Macchie– spiega la società– ha fatto la sua parte.
Questo regolamento urbanistico ha identificato lotti edificabili in cui sono presenti case accatastate e per le quali dovrebbe valere l’obbligo della pertinenza di mq 1. 500; ne ha scelto altri in cui è presente il caratteristico bosco misto.
È noto che l’amministrazione, per sopperire alle carenze della carta dei boschi allegati al Pit, abbia incaricato opportunamente l’università di Pisa per uno studio di dettaglio, e ci auguriamo che a questo studio, corroborato da sopralluoghi e da foto aeree, si faccia riferimento nella scelta dei lotti edificabili, affinché non sussistano disparità di trattamento e ci sia la garanzia della tutela delle aree boscate sopravvissute»
La società “Amici di Ronchi e Poveromo”, oggi rivolge un invito all’amministrazione, affinché tuteli opportunamente questa zona. Nella sua lettera all’amministrazione comunale scrive che: «La sospensione delle licenze edilizie, dal 1994, ha portato a gravi situazioni di abbandono dei lotti alberati e non ha impedito il piccolo abusivismo. La copertura arborea vincolata è stata recentemente distrutta da eventi naturali, cui si è aggiunto il disseccamento di piante secolari.
Anche l’opera dell’uomo è stata altrettanto invasiva e distruttiva, allo scopo di liberare i terreni da quella vegetazione che ne avrebbe impedito la futura edificazione, come abbiamo segnalato nelle osservazioni presentate indicando i mappali interessati.
L’amministrazione– continuano– sembra aver preso a cuore quest’area, impegnandosi nella costruzione della rete fognaria. Gli allagamenti temporanei però– continuano gli “Amici di Ronchi e Poveromo”– sono collegati al fenomeno erosivo e all’avanzare del cuneo salino, ma anche alla scomparsa dei fossetti di scolo che drenavano l’acqua e alla costruzione di piscine e interrati. Anche la costruzione della Rta in via delle Macchie– spiega la società– ha fatto la sua parte.
Questo regolamento urbanistico ha identificato lotti edificabili in cui sono presenti case accatastate e per le quali dovrebbe valere l’obbligo della pertinenza di mq 1. 500; ne ha scelto altri in cui è presente il caratteristico bosco misto.
È noto che l’amministrazione, per sopperire alle carenze della carta dei boschi allegati al Pit, abbia incaricato opportunamente l’università di Pisa per uno studio di dettaglio, e ci auguriamo che a questo studio, corroborato da sopralluoghi e da foto aeree, si faccia riferimento nella scelta dei lotti edificabili, affinché non sussistano disparità di trattamento e ci sia la garanzia della tutela delle aree boscate sopravvissute»
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