Il Tirreno

«Quando Linda giocava al Beach» Il ricordo di Ferri

«Quando Linda giocava al Beach» Il ricordo di Ferri

La famiglia della piccola deceduta in autostrada a 8 anni trascorreva qui le vacanze. Commozione del sottosegretario

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MONTIGNOSO. Arriva anche sulla spiaggia, lambisce le tende eleganti del Beach, tocca e sconvolge tutti coloro che la conoscevano – e qui a Cinquale erano tanti – il dolore per la morte di Linda, la bambina di 8 anni vittima di un incidente sulla bretella autostradale Viareggio-Lucca.

La famiglia Pastacaldi: mamma Veronica, babbo Maurizio, giornalista sportivo specializzato nella pesca sportiva, organizzatore di eventi sul tema, e la piccola Linda, frequentavano il Beach club di Cinquale. Clienti affezionati da anni, avevano una cabina e una tenda. Cordiali, simpatici, sorridenti, i Pastacaldi erano pezzo di quelle piccole comunità che si formano tra vicini di ombrellone negli stabilimenti balneari. Tutti al Beach conoscevano Linda, tutti la piangono. «Non voglio dire niente, siamo tutti scossi, impotenti», dice con un filo di voce Federico Bertilorenzi, uno dei titolari del bagno.

Tra i vicini di sdraio, legato da una bella amicizia con la famiglia Pastacaldi, anche Cosimo Ferri, sottosegretario alla Giustizia. Il quale ha partecipato ai funerali che si sono svolti ieri a Prato. Fino a pochi giorni fa i suoi figli giocavano in spiaggia con Linda. Ed è proprio da qui che Ferri parte per uno struggente ricordo che qui di seguito riportiamo.

«È stato difficile – dice – spiegare ai miei tre figli Enrico, Tommaso e Niccolò che Linda se n'è andata. È impossibile dare un senso allo svanire improvviso del sorriso radioso di una bimba che con allegria e felicità sta andando ad un concerto. Eravamo abituati ad avere Linda vicina, festante e giocherellona, insieme agli altri bimbi, sotto le tende di Cinquale. In infiniti momenti delle nostre estati ci siamo persi nella piacevole, ed anche un po’ orgogliosa, riflessione sulla loro spensieratezza, sulla loro serenità, sul loro desiderio di crescere e di imparare: giocando, cantando, litigando, urlando tra loro, in un vivere la vita che è solo di quell’età e che è stato anche nostro, ma abbiamo immaginato ed immaginiamo ogni volta migliore per i nostri figli. La tenda vuota di Maurizio, Veronica e Linda è un duro colpo per tutti noi.

Immaginarla senza di lei ci lascia davvero senza fiato e per tanto tempo ci farà pensare a quando arrivava veloce come il vento, ‘volando' sulla passerella, per fondersi in un abbraccio in più, ora con Maurizio ora con Veronica. La ricorderemo stanca, come solo una bimba vivace può essere in una giornata di mare, mentre riposa sul suo lettino sotto gli sguardi innamorati di mamma e papà. La immagineremo di nuovo raggiante per il pesce gigante ‘catturato’ insieme a Maurizio. Di fronte a un dolore così grande l’unica parola da dire pare essere una domanda senza risposta: “perché?”. Eppure, il silenzio di un vuoto come questo, che sembra assoluto e insuperabile, saprà piano piano riempirsi di parole e colori, che non potranno mai sopire una sofferenza così grande, anzi forse la accentueranno, ma sapranno indirizzarla verso i tanti ricordi di Linda, verso il valore enorme di averla avuta e di poterla raccontare a se stessi ed agli altri. I tanti palloncini visti in chiesa per l'arrivederci a Linda, i tanti bambini che hanno voluto esserle accanto oggi, sono il messaggio di affetto autentico che ci sentiamo di raccogliere ed esprimere a Maurizio ed a Veronica, perché sappiano che intorno a loro, e dentro la loro incalcolabile disperazione, ci sono la grande forza dell’amore ed il valore sincero della vera amicizia, sentimenti che doneranno davvero "il sorriso di Linda alla luna perché di notte chi la guarda possa pensare a lei (liberamente tratto da 'Il regalo più grande’, di Tiziano Ferro)».

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